Il vetro diventa territorio di ricerca, portando in superficie le tracce del fuoco, del gesto e della trasformazione. Al Salone Raritas le lampade realizzate per Salviati
05/03/2026 - Al Salone Raritas, il nuovo percorso espositivo dedicato alle edizioni speciali e limitate di design del Salone del Mobile.Milano, Draga & Aurel presenteranno un nuovo capitolo della loro ricerca, segnato da un rinnovato interesse e da una profonda curiosità per il vetro e la sua relazione con la luce. In questo percorso sono affiancati dalla storica fornace muranese Salviati.
Nel loro approccio, il vetro supera il ruolo di semplice mezzo produttivo per farsi campo di sperimentazione artistica, territorio sensibile da esplorare e trasformare. In questo percorso, la luce diventa agente attivo, parte integrante della materia, della sua evoluzione e percezione.
“Con il vetro abbiamo scelto di non imporre una forma, ma di ascoltare la materia", spiegano Draga & Aurel. "Entrare in fornace, lavorare accanto ai mastri vetrai, significa accettare l’imprevisto e trasformarlo in progetto. È lo stesso approccio che da sempre guida la nostra ricerca: spingere i materiali oltre il loro uso convenzionale, lasciando che siano loro a suggerire nuove possibilità espressive.”
Come già avvenuto con la resina — materiale d’elezione del duo, indagato nel tempo fino a portarne le potenzialità espressive oltre i confini tradizionali — anche il vetro entra in un territorio di ricerca aperta. Draga & Aurel lavorano a stretto contatto con i maestri vetrai di Salviati, studiano le tecniche di fornace, ne testano le possibilità e le combinano, lasciando che il processo stesso diventi parte del progetto.
Il risultato non è una forma imposta, ma una materia che porta in superficie le tracce del fuoco, del gesto e della trasformazione.
Alla Design Week tornano con l’evoluzione di due progetti in vetro che ne raccontano la ricerca. Le lampade Soffio esprimono l’essenza del vetro soffiato, portato al limite della sua plasticità. Le boule, ottenute attraverso tecniche come il cotisso, il pulegoso e il crackle, mettono in dialogo la ricchezza materica del vetro con una base in metallo che lo sostiene e lo valorizza, rendendo la composizione ancora più contemporanea.
La luce sembra emergere dall’interno dell’oggetto, diffondendosi e prendendo forma come una presenza viva. Minimalista nelle forme, pure e geometriche, Soffio esprime un senso di estrema libertà nel trattamento della superficie, sempre unica, vibrante, in movimento.
Nelle nuove lampade Crisalide, invece, è il colore stesso che si fa materia, diventando il mezzo attraverso cui si esprime. Le lastre di vetro trattate con una tecnica di fusione, appaiono leggere, fluttuanti, eteree ma se osservate da vicino rivelano la loro densità e matericità. Un tratto di luce, quasi un gesto libero, attraversa queste sensazioni di colore: non si limita a illuminare, ma racconta un processo, una trasformazione continua, una materia che appare ancora viva.
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