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Casa Santa Maria a Ragusa: vestire l’abitare di un intimo racconto
L'intervento di Studio GUM esalta le peculiarità e migliora prestazioni e comfort
Autore: cecilia di marzo
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16/07/2021 - Casa Santa Maria, opera di Studio GUM, si trova, insieme alla vicina chiesa da cui prende il nome, in cima ai 340 scalini che collegano il centro storico di Ragusa Ibla a Ragusa superiore, costruita dopo il terremoto del 1693. Da qui si gode un panorama di estrema bellezza sulla città antica e sui monti Iblei.
 
Essendo il terreno in ripido declivio, la casa si trova addossata da un lato alla roccia al primo livello e alle attigue costruzioni per i restanti due e vi si accede da due quote differenti: attraverso la scalinata sul fronte sud e tramite una piccola strada pedonale sul fronte a est.
In pianta è caratterizzata da una conformazione longitudinale, più regolare a nord, che piega e si assottiglia verso sud fino a divenire trapezoidale. I lati a est e a sud, del tutto liberi da abitazioni circostanti, sono molto panoramici.
 
Il caratteristico incastro tra abitazioni differenti, dovuto a frazionamenti e sovrapposizioni succedutesi negli anni, fa si che dall’esterno l’area d’intervento non s’indentifichi con un corpo di fabbrica unitario: due porzioni al secondo livello appartengono ad altri proprietari e non è visibilmente chiara una netta distinzione tra le parti.
 
La casa ottocentesca è stata acquistata da una coppia di Torino con l’intento di trasformarla in residenza privata per due persone e destinare a fini turistici i relativi bassi aggrottati, di origini più lontane.
 
La casa si articola su tre livelli: al primo troviamo due bassi indipendenti e uno di accesso al piano nobile (tutti scavati nella roccia e voltati), un ammezzato con accesso sulla scalinata e con scala in pietra per accedere anch’essa al piano nobile, al secondo livello quattro camere collegate tramite un’infilata di porte e infine al terzo livello un piccolo sottotetto collegato tramite una stretta e ripida scala in pietra alla camera centrale.
 
L’intervento è stato strettamente conservativo, ma ha preveisto una decisiva operazione volta a risolvere l’aspetto funzionale e distributivo e l’aspetto del comfort ambientale: la demolizione di due solai in corrispondenza della scala in pietra e l’inserimento di una seconda rampa per l’accesso alla terrazza.
 
Quest’operazione conferisce una forte centralità al progetto: s’individua chiaramente un ingresso principale, dal quale è possibile accedere a tutti gli ambienti, così disimpegnati.
Il sottotetto sul living, demolito il solaio e la ripida scala preesistente, accoglie oggi la nuova rampa leggera e filtrante in ferro e lamiera microforata, che permette di accedere alla terrazza e fa si che la nuova luce, conquistata dall’alto, raggiunga i livelli sottostanti, fino al basso d’ingresso.
 
Una struttura metallica, fissata ai due solai intermedi, appare sospesa perché staccata dal suolo e dal soffitto; contribuisce alla solidità della scala metallica e fa da parapetto all’intera scala; visivamente fa da ‘lente luminosa’ convogliando la luce naturale proveniente dall’altro su tutti e tre i livelli e accogliendo all’interno i corpi illuminanti per le ore serali.
 
Al piano terra, infine, i due bassi sono stati ripuliti e riportati allo stato originario che ha evidenziato la forte peculiarità di un luogo quasi primitivo, ottenuto per sottrazione scavando la roccia e ricostruito superiormente in pietra.
 
Nicchie, lunette e canalizzazioni per le infiltrazioni d’acqua solcano le superfici.
All’interno di quest’avvolgente vuoto è stato inserito un volume puro, realizzato in legno, che accoglie il bagno e, in una delle due stanze, anche l’armadio.
 
La stessa operazione ha interessato entrambi i due bassi dove, allo scopo di caratterizzare ai fini turistici i due ambienti, sono state disegnate e realizzate su misura le grafiche su carta da parati che rivestono i due bagni, restituendo l’idea di un ‘giardino siciliano’. Il resto sono arredi necessari alla dotazione minima delle camere, i letti sono stati disegnati su misura per risolvere l’occultamento di alcuni impianti, nonché esigenze funzionali a causa della carenza di spazio e della scelta ridurre al minimo l’arredo.
 
Tutti questi interventi sono stati fatti mantenendo la patina del tempo e tutte le irregolarità riscontrate, le uniche ricostruzioni hanno interessato parte della scala di pietra ai fini della sicurezza.  Al piano terra, in corrispondenza dell’ingresso principale, è stato mantenuto lo sconnesso piano di calpestio scavato nella roccia.
 
Il progetto si conclude con un intervento sul costruito volto a esaltarne le peculiarità e a migliorarne le prestazioni e il comfort, vestendo l’abitare di un intimo racconto.

  Scheda progetto: Casa Santa Maria
filippo bamberghi
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