Wang Shu and Lu Wenyu_Photo by Andrea Avezzù
20/05/2026 - La 20. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia si terrà dall’8 maggio al 21 novembre 2027 (con pre-apertura il 6 e 7 maggio) e avrà come titolo Do Architecture — La possibilità di coesistenza nella realtà reale. L’annuncio è stato dato ieri dal presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco insieme ai curatori Wang Shu e Lu Wenyu, durante la conferenza stampa tenutasi a Ca’ Giustinian.
Il titolo, nelle intenzioni dei direttori artistici, è già un programma operativo più che una dichiarazione teorica. «Tutte queste domande convergono in una direzione precisa: la necessità di confrontarsi con la realtà reale e con le pratiche locali, di “fare architettura” in modo diretto», spiegano i progettisti cinesi Wang Shu e Lu Wenyu, sottolineando una dimensione del progetto radicata nel gesto fisico, nel costruire come atto culturale e materiale.
Al centro della Biennale 2027 c’è infatti l’idea di coesistenza come problema progettuale aperto: «È proprio attraverso questo atto concreto del “fare” che elementi apparentemente incompatibili possono trovare forme di coesistenza all’interno di uno stesso spazio», proseguono i curatori, indicando un campo di tensione che attraversa clima, territorio, tecniche costruttive e culture locali.
Le domande poste dal programma ampliano ulteriormente il perimetro critico della mostra: «Di fronte al cambiamento climatico globale, come possono coesistere e operare in sinergia approcci strategici, progettuali e tecnologici, sia attivi che passivi?», e ancora: «Memoria e innovazione possono coesistere dialetticamente?». Interrogativi che mettono in relazione modelli urbani e rurali, tecnologie industriali e saperi artigianali, efficienza e lentezza.
Per Wang Shu e Lu Wenyu, l’architettura è prima di tutto una pratica: «Crediamo che l’architettura non sia soltanto qualcosa di cui discutere, ma soprattutto qualcosa da fare in prima persona. La filosofia dell’architettura è, prima di tutto, una “filosofia del fare”».
Una posizione che trova sponda nelle parole del presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco, che descrive il lavoro dei curatori come un ritorno alla concretezza del costruire: «Wang Shu e Lu Wenyu riportano l’architettura alla sua dimensione più concreta, fisica e necessaria, quella del costruire in relazione diretta con la terra, con i materiali, con le comunità e con la realtà dei luoghi».
La mostra, che si articolerà tra Giardini, Arsenale e vari luoghi di Venezia, ospiterà come di consueto le Partecipazioni Nazionali.
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