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HOTEL DESIGNER AWARDS 2026

I vincitori del Premio Architettura Alto Adige 2026
Il Premio punta a valutare se l’Alto Adige continui a rivestire un ruolo di primo piano nel mondo dell’architettura
Autore: cecilia di marzo
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I VINCITORI DEL PREMIO ARCHITETTURA ALTO ADIGE 2026
10/03/2026 - È stato assegnato lo scorso 6 marzo 2026, in occasione della “Festa dell’Architettura”, il Premio Architettura Alto Adige 2026 che, giunto alla sua undicesima edizione, mira a valutare se l’Alto Adige continui a rivestire un ruolo di primo piano nel mondo dell’architettura.
 
"A partire da una rosa di 150 candidature di progetti realizzati negli ultimi quattro anni, la giuria ha selezionato e visionato sul posto 32 progetti distribuiti tra il Passo di Resia e la Val Fiscalina, nonché tra Vipiteno e Favogna. La scelta dei vincitori non è stata facile in nessuna categoria, alla luce della qualità, della varietà e della presenza capillare sul territorio dell’architettura altoatesina contemporanea.
Per questo motivo, al fine di spostare l’attenzione dai singoli vincitori per categoria verso la qualità e la varietà degli incarichi e delle soluzioni architettoniche elaborate in Alto Adige, sono stati proclamati più vincitori ex aequo, riconoscimenti nelle singole categorie e un premio speciale per la concezione e l’utilizzo dello spazio sia nell’ambito edificato circostante sia nella visione più ampia del territorio".  

 
Cura dell’esistente
​

Ristrutturazione Vecchia casa canonica Tarces di Christian Kapeller 

Parere della giuria: La conservazione, in questo progetto, non è nostalgia ma scelta consapevole: la cura dell’esistente diviene principio attivo del pensiero architettonico, non solo nel trattamento dei materiali ma anche nell’inevitabile evoluzione della struttura abitativa e delle esigenze a essa connesse. Nella lunga storia di questa casa non c’è un punto finale, ma un momento di passaggio. L’architettura, qui, significa liberare, rendere visibile, prendersi cura e continuare a costruire, e in particolare costruire all’insegna del non finito. Un processo continuo, aperto alle aspettative future, che non si è ancora concluso e forse mai si concluderà. L’ampliamento si concretizza in forme e materiali semplici, e si colloca là dove era già stato previsto, come se l’edificio l’aspettasse da tempo. Si instaura così un dialogo, animato non solo da volumi, materiali e funzioni, ma anche da sottili relazioni visive.
 
Costruire nell’esistente

Zischglhof di Pavol Mikolajcak Architects 

Parere della giuria: Gli spazi particolarmente belli sono spesso impossibili da cogliere attraverso le fotografie. Nel caso del maso Zischglhof è certamente così. L’intensità e la qualità degli spazi si percepiscono solo attraversandoli. L’edificio è oggi l’abitazione di una famiglia. La struttura non è di particolare pregio e pertanto non è posta sotto tutela monumentale. Pregevolissimo, invece, è il risultato dell’intervento, concepito nel rispetto della struttura stessa e in armonia con le nuove esigenze. L’esistente viene accolto con sensibilità e competenza e, se necessario, arricchito di nuovi interventi. In molti punti il confine tra preesistente e intervento appare sfumato, rendendo l’esperienza spaziale ancora più coinvolgente. Massima qualità artigianale in tutti i dettagli, risolti in modo talmente convincente da divenire pressoché invisibili. L’impatto spaziale maggiore è dato dal massiccio basamento della casa. L’ingresso, vuoto e al tempo stesso carico, introduce in una situazione quasi irreale, una sorta di teatro nel quale sta per andare in scena uno spettacolo dal titolo ancora sconosciuto. Nella sua sapiente stratificazione, lo spazio sembra assumere i tratti propri della dimensione pubblica. Notevoli anche gli spazi esterni annessi, in particolare la veranda sopra il vecchio spiazzo agricolo.
 
Interni
 
Eisack Beton Eisack HQ di pedevilla archiects

Parere della giuria: L’edificio preesistente si fa contenitore di una sequenza scenografica. Gli spazi, che si aprono in successione, presentano un profilo programmatico non specifico e al tempo stesso una chiara cifra espressiva. Per quanto il progetto non fosse candidato in questa categoria, abbiamo ritenuto importante premiarlo per i suoi interni, frutto di una sperimentazione con i materiali che non è mai decoro ma interesse appassionato alla ricerca. Qui non si esibisce, si sperimenta. Gli interni stessi diventano un campo di prova sacrale: ogni superficie racconta la propria genesi, dal getto alla levigatura, all’asciugatura. L’architettura si fa raccolta di tracce e racconto narrato attraverso i materiali.
 
Architettura giovane

EX AEQUO - Cappella funeraria di San Lorenzo di Studio Paradiso

Parere della giuria: Nella dedizione profonda a un progetto risiede una bellezza radicale. La porta, sottile diaframma tra due sfere, rappresenta un dispositivo culturale e psicologico. L’intervento è minimo, quasi impercettibile, eppure modifica la percezione dello spazio. La porta a due battenti dialoga con il paese. Su entrambi i lati, anteriore e posteriore, si apre uno spazio. Non è stato creato ex novo, bensì disvelato. L’apertura dei battenti dà avvio a una coreografia, è messaggio alla comunità: la cappella è aperta, è il momento del ricordo. L’intervento, qui, si fa traduzione di un movimento, che non viene reinventato, ma interpretato in modo nuovo.
 
ed
 
EX AEQUO - vecchio fienile - maso mairegger di Philipp Steger

Parere della giuria: Questo progetto risponde all’opinione diffusa che imputa all’edilizia, in particolare nelle aree turistiche, un impatto potenzialmente distruttivo sul paesaggio e risponde con coerenza, rendendo il proprio intervento pressoché invisibile. La scelta del team di architetti, incaricati di realizzare una soluzione abitativa moderna all’interno di un complesso storico composto da abitazione, forno per il pane, granaio e due fabbricati agricoli, è ricaduta sul vecchio fienile. Secondo l’autodefinizione dei progettisti, l’intervento si presenta misurato, ma si rivela radicale negli esiti: all’interno della struttura esistente prende forma, in modo quasi nascosto, un’abitazione contemporanea, ampia e senza compromessi, articolata su due livelli, quasi fosse una casa nella casa. Il vecchio ballatoio che corre lungo l’edificio, fonte di luce e affaccio verso l’esterno, funge da elemento di mediazione con il mondo esterno. Non stupisce dunque che i membri della giuria, durante la loro visita, si siano sentiti quasi degli intrusi in un mondo ripiegato su sé stesso.

Spazi aperti, paesaggio e infrastrutture sociali

connessioni - adler historic guesthouse  + contrappunto – badhaus di bergmeisterwolf

Parere della giuria: La giuria ha riunito l’hotel Badhaus e un piccolo ampliamento alberghiero in un’unica candidatura nella categoria Spazi aperti – Paesaggio – Infrastrutture sociali. Entrambi gli edifici, firmati dallo stesso studio, si trovano nel cuore del centro storico di Bressanone. Accanto al notevole impegno architettonico, la giuria ha valorizzato l’approccio olistico dei progettisti, per mediare, con perseveranza ed efficacia, tra gli interessi di residenti, amministrazione comunale e proprietari. L’obiettivo è il sensibile miglioramento qualitativo del tessuto urbano mediante spazi pubblici fruibili e l’integrazione capillare della rete pedonale, anche attraverso passaggi coperti. Il Badhaus e l’ampliamento alberghiero sono edifici autonomi, con una forte identità architettonica nel rispettivo contesto. Il Badhaus, più grande, è caratterizzato da un gioco di proporzioni e volumi e si inserisce perfettamente nel denso tessuto urbano con cui dialoga in una dinamica di vedere ed essere visti. L’annesso ricorda un fungo che cresce nel cortile interno in attesa di aperture e collegamenti che sviluppino appieno lo spazio aperto sottostante. Dell’insieme fa parte anche un atelier, non candidato al concorso, collocato tra i due edifici. Il riconoscimento va a un never ending process con risultati provvisori di tutto rispetto.
 
Pubblico
 
Nuova Stazione dei vigili del fuoco a Vezzano di Lukas Wielander, Martin Trebo, Martin Egger. Palette cromatica e materica in collaborazione con Manfred Alois Mayr 

Parere della giuria: Il progetto della nuova stazione dei pompieri di Silandro unisce due aspetti che lo rendono un esempio di architettura particolarmente significativo: la cura nella scelta dei materiali e il coinvolgimento di un’artista nello sviluppo dell’opera. La palette cromatica e materica si traduce in dettagli minuziosi, capaci di conferire una forte identità all’edificio e, allo stesso tempo, di dialogare con gli elementi funzionali tipici di una caserma dei vigili del fuoco. La torre utilizzata per asciugare e distendere i lunghi tubi degli idranti è affiancata da un segno architettonico rosso metallico, costituito da megafoni, una scala a pioli e una piccola turbina eolica. I colori giallo e rosso della divisa dei pompieri ricorrono nei dettagli degli oblò, nelle parti metalliche e nei cornicioni degli elementi in cemento a vista. Il volume complessivo dell’edificio è semplice ma articolato, riuscendo così a valorizzare le singole componenti: la torre, il grande portale e la cabina di regia. I due livelli – quello su strada e quello affacciato sul giardino interno – presentano un carattere differente: il fronte strada è più misurato, dominato da due grandi schermi, mentre il fronte verso il giardino si arricchisce grazie al rivestimento cangiante, capace di mutare colore in base all’angolo di osservazione e alle condizioni di luce.
 
Lavoro e turismo

EX AEQUO - Rifugio Passo Santner 2.734m di Senoner Tammerle Architekten

Parere della giuria: Il rifugio di Santnerpass si inserisce con precisione nel paesaggio estremo delle Dolomiti. La forma triangolare, a 2.734 metri, emerge dalla complessità delle esigenze logistiche e dai fattori climatici e dinamici dell’alta montagna. Ancorato al terreno irregolare, l’edificio di forma allungata delinea una geometria netta, quasi cristallina, che evoca, forse involontariamente, la visione di Bruno Taut di un’architettura alpina scaturita direttamente dalla natura. La giuria ha riconosciuto la raffinatezza di una soluzione semplice e senza tempo, capace di rispondere alla complessità dell’edilizia in alta montagna, nonché la precisione nell’uso dello spazio e nella definizione dei dettagli.
 
ed

EX AEQUO - Gretl am See, Foresteria per dipendenti di Flaim Prünster architekten

Parere della giuria: Ristrutturazioni e ampliamenti sono compiti particolarmente soddisfacenti quando la base su cui si interviene è di qualità. Se poi, come nel caso dell’hotel sul lago progettato da Othmar Barth negli anni settanta, il livello è decisamente alto, l’intervento potrebbe anche scegliere di limitarsi a un modesto contrappunto. Non è certo il caso del nuovo edificio che, anziché cedere a un istinto di adeguamento o subordinazione, accetta la sfida ampliando il complesso esistente senza timori reverenziali, con consapevolezza e una punta di edonismo. La struttura esterna in acciaio viene ripresa e celebrata con ironia e cura dei dettagli. La stratificazione tettonica e l’incastro degli elementi, come in un gioco di costruzioni, evocano una leggerezza e una qualità effimera che, in linea con il contesto, creano un’atmosfera balneare. I piccoli e accoglienti appartamenti rappresentano una risposta intelligente e originale alla carenza di manodopera qualificata. È un passaggio del testimone ad alti livelli. Ora il progetto è completo.
 
Abitare
 
Gartenheim di vuotovolume Architekten GmbH

Parere della giuria: Questo edificio va ben oltre l’idea di singola villa o abitazione privata. Per la giuria questo progetto merita il primo premio per vari fattori. Primo fra tutti la scelta tipologica della sovrapposizione di villa come in una reinterpretazione della semi-detached house. Questo progetto sovrappone due case con una soluzione architettonica originale e raffinata. Apparentemente dalla strada questa casa sembra avere solo un piano terra abitato ed un grosso tetto; entrando nell’edificio invece si scopre che il tetto nasconde un appartamento che si apre verso un patio centrale interno. Questo espediente di concepire il primo appartamento estroverso mentre il secondo introverso fa sì che le proporzioni della copertura siano maggiori del piano percepito abitato. Questa proporzione di 1:2 rende la copertura una celebrazione delle coperture Alto Atesine Alpine in chiave contemporanea. Un ulteriore elemento di originalità sta nella completa indipendenza dei due appartamenti e della flessibilità dell’ultimo che può tranquillamente ospitare altre funzioni da quelle residenziali.
 
Premio speciale 

BASIS Vinschgau Venosta di Thomas Hickmann 

​Parere della giuria: BASIS Venosta contribuisce sotto più punti di vista al dibattito architettonico contemporaneo. Nei suoi spazi nasce una nuova dimensione pubblica, non del tutto pianificata, ma praticata, vissuta e continuamente rinegoziata. L’edificio dell’ex caserma Druso è ora una struttura votata all’incontro e al confronto. A monte non c’è un grande gesto architettonico: il place making, inteso come processo collettivo e spazio sociale in divenire, è qui parte integrante del progetto. BASIS Venosta è architettura in uso. Forse un disegno spaziale preciso si è talvolta perso di vista, ma ciò che qui si compie è la scelta radicale di dare spazio a molteplici funzioni. Il Premio speciale è un riconoscimento che va a questo processo sociale e ai suoi protagonisti.

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