Render Padiglione Brion © courtesy AMDL CIRCLE
09/03/2026 - Il FAI | Fondo per l’Ambiente Italiano ha annunciato l’apertura del cantiere per il Padiglione Brion, una struttura che fungerà da polo logistico e di accoglienza per il celebre Memoriale Brion a San Vito d’Altivole.
Questo complesso monumentale, riconosciuto come uno dei massimi capolavori architettonici del XX secolo, rappresenta l’eredità spirituale e artistica di Carlo Scarpa, che vi lavorò tra il 1970 e il 1978 su incarico di Onorina Tomasin Brion. La vedova volle così omaggiare il marito Giuseppe Brion, figura centrale dell'industria elettronica italiana del dopoguerra e fondatore del marchio Brionvega.
L'opera scarpiana, dove lo stesso architetto è sepolto, trascende la funzione di cimitero familiare per offrirsi come un giardino meditativo immerso nel paesaggio dei colli asolani, caratterizzato da un profondo equilibrio tra sacro e natura. Dalla donazione del bene al FAI nel 2022 da parte di Ennio e Donatella Brion, il sito ha vissuto una stagione di forte riscoperta, proiettandosi verso una previsione di 45.000 visitatori nel 2025.
Proprio per gestire questo crescente interesse senza intaccare l'integrità del Memoriale, il FAI ha scelto di recuperare un immobile privato situato lungo il percorso storico d’accesso. Il progetto di trasformazione è stato affidato allo studio AMDL CIRCLE | Michele De Lucchi, il quale ha adottato una strategia di riqualificazione sensibile: l'intervento mira a nobilitare un edificio preesistente e anonimo attraverso il design contemporaneo, evitando nuove cementificazioni e dimostrando come il recupero architettonico possa rigenerare anche contesti urbani frammentati e privi di valore estetico.
“Quando ci hanno chiesto di intervenire su una villetta molto ordinaria, posta lungo lo stradone di Altivole, per mettere in connessione il paese con il Memoriale Brion, abbiamo esitato. Perché l’opera così delicata di Carlo Scarpa era difficile da rappresentare in una villetta di periferia. Poi l’idea è venuta" spiega Michele De Lucchi, fondatore AMDL CIRCLE. "Dovevamo creare uno spazio di decompressione che facesse abbandonare il traffico della provinciale per entrare nello spazio del sacro. E la villetta era perfetta: si trovava proprio all’inizio del viale dei cipressi, che definiva l’accesso al monumento. Dovevamo però renderla un’architettura di passaggio, il più possibile priva di enfasi e capace di una raffinatezza silenziosa, per instaurare una relazione non di competizione, ma di rispettoso dialogo con il monumento".
Il progetto firmato da Michele De Lucchi e dallo studio AMDL CIRCLE, realizzato con la collaborazione della paesaggista Camilla Zanarotti e dello studio Contec Ingegneria, prevede, non solo il ridisegno degli spazi esterni dell’edificio, ma anche una nuova organizzazione funzionale degli interni distribuiti su tre livelli.
L’intervento mira a creare ambienti adeguati alla gestione e alla valorizzazione del FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano: una biglietteria con negozio per l’accoglienza dei visitatori, un’area ristoro, aule didattiche attrezzate per laboratori e attività formative rivolte a scuole e università, oltre a uno spazio narrativo con un video immersivo dedicato alla storia del memoriale e dei suoi protagonisti.
Il progetto comprende, inoltre, un teatro all’aperto destinato a eventi culturali e un ampio giardino affacciato sulla campagna e sul viale di cipressi che conduce al Memoriale Brion e al cimitero.
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