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Alessandro Dini e Yirong Wu, parte dell’installazione Ombra meccanica, dalla serie Cronotopi dell’abitare, 2025
22/01/2026 - Dal 31 gennaio al 3 maggio 2026, il Museo Nazionale di Fotografia (MUNAF) è protagonista dell’Olimpiade Culturale Milano Cortina 2026 con la mostra Scenari Alpini. Paesaggi e Comunità di Lombardia, a cura di Matteo Balduzzi.
Ospitata nelle sale storiche di Villa Ghirlanda a Cinisello Balsamo (Milano), l’esposizione presenta i lavori di sette artisti e collettivi visivi vincitori della call promossa dal museo, selezionati per la capacità di interpretare in chiave critica e poetica i territori montani lombardi.
Un’indagine artistica tra paesaggio, identità e trasformazione
I progetti in mostra affrontano temi legati all’abitare, al lavoro, al tempo libero, alle pratiche rituali e al rapporto con l’ambiente, in un contesto alpino e prealpino in continua trasformazione, anche alla luce dei cambiamenti indotti dai Giochi Olimpici Invernali.
Le opere spaziano dalla fotografia al video, dall’installazione multimediale all’indagine etnografica, dando forma a una lettura non antropocentrica e partecipativa del paesaggio alpino, in cui la comunità è soggetto attivo e non solo sfondo.
Sette scenari, sette visioni d’autore
- Stefano Boccalini (con Tessere domande) attiva saperi della tessitura e del ricamo nella comunità di Monno (Val Camonica), dove le parole condivise diventano strumento di rigenerazione sociale.
- Chiara Brambilla e Luca Mosso (Understory Voyeur) realizzano un’installazione video immersiva nei boschi della Valmalenco, ribaltando il punto di vista umano sulla natura.
- Alessandro Dini e Yirong Wu (Cronotipi dell’abitare) osservano i territori di Bormio, Livigno e Milano attraverso i segni delle trasformazioni olimpiche.
- Benedetta Ristori (Custodi del tempo verticale) raccoglie le storie delle donne di Ornica e Valtorta, in un racconto partecipato sul futuro delle terre alte.
- Francesco Merlini (Never Seen the Sea) riflette sulla distanza dal mare del comune di Madesimo, intrecciando memoria personale, archivi e paesaggio poetico.
- Alessandro Laita e Chiaralice Rizzi (Puro Visibile) rielaborano i riti del fuoco di Ponte Nossa e Ardesio (val Seriana) utilizzando l’intelligenza artificiale come strumento creativo.
- Luca Vigliani e Tomaso Clavarino (Hide and Seek) esplorano le mitologie alpine tra realtà e finzione nelle valli di Masino e Mello, tra scienza, leggenda e arte ambientale.
Un archivio vivo della montagna lombarda
I progetti sono frutto di un lavoro sul campo che ha coinvolto direttamente le comunità locali, valorizzando archivi materiali e immateriali, pratiche tradizionali, esperienze collettive. Le opere entreranno a far parte della collezione permanente del Museo Nazionale di Fotografia, contribuendo alla costruzione di un patrimonio visivo contemporaneo della montagna.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale, con testi critici della commissione scientifica, composta da Davide Rondoni, Matteo Balduzzi, Benedetta Cestelli Guidi, Renato Ferlinghetti e Walter Niedermayr.
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Scheda evento: |
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Benedetta Ristori, Chiara, Val D'Inferno, dalla serie Custodi del tempo verticale, 202 Stefano Boccalini, SappiamoSognare?, dalla serie Tessere domande - saperi, parole e spazio pubblico, 2025 Chiara Brambilla e Luca Mosso, Understory Voyeur, 2025 (frame) Tomaso Clavarino, Corna, dalla serie Hide and Seek, 2025 Tomaso Clavarino, Corna, dalla serie Hide and Seek, 2025 Alessandro Laita e Chiaralice Rizzi, Puro visibile 01, dalla serie Puro visibile, 2025 Benedetta Ristori, Chiara, Val D'Inferno, dalla serie Custodi del tempo verticale, 2025 Francesco Merlini, Never Seen The Sea #8, dalla serie Never Seen The Sea, 2025 Benedetta Ristori, Chiara, Val D'Inferno, dalla serie Custodi del tempo verticale, 2025
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