La costruzione come linguaggio progettuale: Ronan Bouroullec per B&B Italia
Ispirata alla storica sede del brand progettata da Renzo Piano e Richard Rogers, la collezione di sedie e tavoli Abaco celebra la bellezza della struttura visibile e della precisione costruttiva
10/06/2026 - Con Abaco, Ronan Bouroullec firma un progetto che pone al centro il tema della costruzione come linguaggio progettuale. Nel sistema di tavolo e seduta per B&B Italia, architettura, rigore compositivo e dialogo tra i materiali concorrono a definire un’identità chiara e riconoscibile.
In un momento in cui molti prodotti tendono a celare la propria logica costruttiva dietro superfici continue e forme monolitiche, Abaco compie la scelta opposta: rende la struttura parte integrante dell’espressione dell’oggetto, affidando la propria unicità alla leggibilità dei componenti, all’equilibrio delle proporzioni e alla qualità delle connessioni che li uniscono.
Il progetto trae ispirazione dalla storica sede di B&B Italia a Novedrate, progettata nel 1972 da Richard Rogers e Renzo Piano. Come il celebre Centre Pompidou, firmato dagli stessi architetti, anche l’headquarter dell’azienda si configura come un volume sospeso, sostenuto da una struttura esterna dichiarata e visibile. Un reticolo di tubi d’acciaio che libera lo spazio interno e consente l’impiego di ampie superfici vetrate, instaurando un dialogo continuo tra struttura, luce e trasparenza.
Come racconta il designer, “ho percorso spesso questa strada che costeggia lo straordinario edificio progettato da Renzo Piano e Richard Rogers. Ero solito visitare diverse aziende manifatturiere in questa particolare regione al confine con Milano, la Brianza. Questo edificio appartiene a B&B Italia, un’azienda di cui ammiro la storia, la sua iniziale visione utopica e i suoi pezzi che sono entrati a far parte della storia del design. Quando Piero Gandini, con la sua energia e visione ineguagliabili, mi ha chiesto di sviluppare un progetto per questa azienda, sono stato felice di scoprire finalmente questo luogo e di entrare a far parte della sua storia. Probabilmente è inconscio, ma questo progetto di tavoli e poltrone parla di architettura, costruzione e connessione.
In un’epoca in cui tutto sembra costruito senza molta attenzione alla leggibilità o alla precisione, mi sembra che qui il progetto si riveli e tragga la sua singolarità e sensibilità dalla visibilità dei componenti e dal modo in cui si incastrano tra loro. Cemento, legno, lacca e cuoio si stringono e si appoggiano l’uno all’altro per formare strutture perfette per mangiare, leggere, fare l’amore e contemplare.”
La collezione Abaco
Legno, laccature, cemento, vetro fumé e cuoio non sono trattati come finiture sovrapposte, ma come elementi strutturali che si sostengono e si valorizzano reciprocamente.
La poltrona esprime questa ricerca attraverso una presenza essenziale ma calibrata, in cui il disegno delle gambe e la continuità tra sedile, schienale e bracciolo rivestiti in cuoio costruiscono un equilibrio misurato tra comfort e rigore.
Il tavolo sviluppa la stessa logica con una struttura scandita da piano, traverse e gambe, articolata in diverse combinazioni materiche: versioni integralmente in legno, soluzioni con gambe laccate o in cemento grigio chiaro, fino alla variante con piano in vetro fumé, che alleggerisce visivamente l’insieme senza rinunciare alla sua forza architettonica.
Ne risulta una famiglia di oggetti in cui la precisione dell’incastro, la visibilità delle parti e la qualità tattile dei materiali trasformano la funzione in esperienza quotidiana: pensata per abitare lo spazio con naturalezza, per condividere, lavorare, leggere, mangiare, sostare.
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