3daysofdesign 2026: il design in scena a Copenhagen
Si chiude oggi il festival del design scandinavo. Il tema “Make This Moment Matter” sposta lo sguardo sul presente come spazio del progetto, tra novità, mostre e installazioni
Andreas Aicka Thomsen, 3daysofdesign - Material Matters
12/06/2026 - Tre giorni, una città, centinaia di eventi. 3daysofdesign 2026 si chiude oggi a Copenhagen con un’edizione intitolata Make This Moment Matter, un tema che invita a guardare al presente come il luogo in cui il design può realmente generare cambiamento. Tra memoria del passato e visioni future, il festival ha posto l’attenzione sul “perché” degli oggetti e degli spazi: materiali più consapevoli, esperienze capaci di creare benessere e progetti pensati per lasciare un impatto significativo.
Distribuiti nei diversi distretti della città, gli appuntamenti hanno delineato un equilibrio riconoscibile tra heritage nordico, sperimentazione e installazioni immersive. Ecco 15 appuntamenti che hanno segnato l’edizione 2026.
Vitra. Bascule di Studio Œ
Vitra presenta Bascule, la nuova poltrona sviluppata con Studio Œ, progettata per seguire il movimento del corpo in modo naturale. Il meccanismo interno, sviluppato dagli ingegneri del brand, regola automaticamente la resistenza in base al peso dell’utilizzatore, accompagnando il passaggio dalla posizione verticale a quella reclinata. Il movimento introduce un leggero effetto oscillante, mentre il rivestimento, concepito come una sorta di “giacca” aderente alla struttura, segue il corpo senza limitarne i gesti. Una seduta pensata come un oggetto dinamico, dove comfort e tecnologia scompaiono a favore di un’interazione intuitiva.
Objects of Desire. Thorvaldsens Museum
Dentro le sale del Thorvaldsens Museum, la mostra Objects of Desire riunisce designer e maker internazionali attorno a un’idea di progetto lento. Oggetti nati da lavorazioni misurate, materiali scelti per durata e comportamento, più che per effetto. L’allestimento evita la spettacolarità e costruisce una lettura quasi silenziosa, dove la relazione tra tecnica e forma diventa il vero contenuto.
Iittala. Aalto 90 Pavilion
Per i 90 anni del vaso Aalto, Iittala ne rilegge la forma trasformandola in spazio attraversabile. Il padiglione a Ofelia Plads riprende la silhouette iconica e la dilata in architettura: si entra dentro il profilo, lo si abita. Un paesaggio sonoro accompagna il percorso, mentre gli Aalto City Vases rimettono in circolo l’idea di memoria come forma viva, non celebrativa.
Mutina. Ronan Bouroullec e Note Design Studio
Mutina presenta a Copenhagen nuove superfici e oggetti ceramici attraverso il lavoro di Ronan Bouroullec e il sistema modulare Emisferi di Note Design Studio. I moduli ceramici di Emisferi, ispirati alla geometria dell’emisfero, costruiscono superfici caratterizzate da rilievi, ombre e variazioni di profondità, trasformando la parete in un elemento architettonico. Accanto a questo sistema, la collezione Carrousel di Ronan Bouroullec introduce vasi e specchi in ceramica e vetro, giocando sul contrasto tra bianco e nero.
Summer Nights
L'installazione Summer Nights interpreta l’idea di una notte estiva attraverso un ambiente domestico sospeso tra intimità ed esposizione. Un letto centrale, tessuti morbidi, ceramiche e luce diffusa costruiscono uno spazio raccolto, definito da elementi sensoriali come texture, profumi e materiali. Un interno temporaneo che invita alla sosta e alla percezione lenta.
Vibia. CENTER by Note Design Studio
Nello spazio storico di Helligaandshuset, Vibia presenta CENTER, un’installazione firmata da Note Design Studio dedicata al rapporto tra luce e architettura. Il progetto trasforma l’ambiente esistente attraverso una composizione essenziale, dove illuminazione e arredi definiscono nuove modalità di permanenza. Al centro dello spazio, un grande tavolo diventa punto di incontro, mentre collezioni recenti, anteprime e pezzi iconici del brand raccontano diverse interpretazioni della luce contemporanea.
Material Matters. Materia, ricerca e nuove possibilità progettuali
Alla Ukraine House torna Material Matters, piattaforma dedicata alla ricerca sui materiali. Diciannove espositori internazionali lavorano su legno, vetro, fibre naturali, scarti, micelio e cemento. Più che una mostra, un archivio in movimento sulla “material intelligence”: la capacità di leggere la materia nei suoi cicli, nelle sue trasformazioni, nelle sue possibilità future.
Fritz Hansen. Sound Club
Con Sound Club, Fritz Hansen porta il suono all’interno del progetto di spazio. In collaborazione con Technics, il brand distribuisce l’esperienza tra lounge, cortile e flagship store, trasformando gli ambienti in luoghi dedicati all’ascolto. Dalle sessioni musicali agli arredi accompagnati da registrazioni legate alla produzione, il progetto amplia il concetto di ambiente domestico attraverso una dimensione acustica.
ALPI. Piazza Interiore di GamFratesi
ALPI presenta Piazza Interiore, un’installazione di GamFratesi che interpreta il legno come superficie narrativa. Le venature, le variazioni cromatiche e le texture delle essenze modificano la percezione dello spazio, mentre la luce attraversa i piani creando profondità e ritmo. Il materiale diventa così l’elemento principale della composizione, capace di definire atmosfera e movimento.
A-N-D @ North Quarters
A-N-D inaugura a Copenhagen il suo primo flagship europeo, pensato come estensione naturale della sede di Vancouver. Ospitato in un’ex tipografia del quartiere latino, North Quarters si sviluppa su più livelli e attraversa le collezioni del brand tra serie consolidate e nuove introduzioni, restituendo un percorso in cui il design canadese si articola nello spazio attraverso stratificazioni successive.
Secolo + TABLEAU. The Drawing Room
Secolo e TABLEAU trasformano Trace Modular in un ambiente abitabile dalle proporzioni monumentali. Il sistema di sedute diventa il fulcro di una stanza immaginaria, circondata da pareti ricoperte da disegni floreali realizzati a mano. Lo spazio invita il visitatore a sedersi, muoversi e modificarne la configurazione, superando il confine tra installazione e ambiente domestico.
Bomma. Fragments of Light
Bomma presenta Fragments of Light all’interno del rinnovato Hofteatret di Copenhagen, lavorando sul vetro come materia capace di catturare e diffondere la luce. Le performance dal vivo accompagnano il percorso, mentre riflessi e trasparenze trasformano lo spazio teatrale in una scena in continua variazione.
Ambientec con A-POC ABLE ISSEY MIYAKE e Atelier Oï– O Series
La collaborazione tra Ambientec, il brand A-POC ABLE ISSEY MIYAKE e lo studio svizzero Atelier Oï esplora il tema della luce portatile attraverso la serie O. Le lampade nascono dall’incontro tra “un pezzo di stoffa” e “un filo metallico”: elementi semplici trasformati in oggetti flessibili e adattabili. Le schermature tessili, sviluppate con tecniche derivate dal sistema A-POC, possono essere rimosse e sostituite, mentre la struttura in filo permette diverse modalità di utilizzo. Una luce mobile, pensata per accompagnare gli ambienti quotidiani con una presenza discreta.
Ukurant. Sperimentazione e nuove pratiche del progetto
Ukurant esplora approcci sperimentali a craft, materia e tradizione, offrendo ai giovani designer una piattaforma per presentare lavori che ampliano i confini del design contemporaneo. L’iniziativa valorizza pratiche non convenzionali e riletture del fare progettuale, mettendo in luce nuove prospettive e linguaggi emergenti. L’edizione 2026 si svolge a Fabrikken of Art & Design, un luogo attraversato quotidianamente da creativi e discipline diverse, che riflette la natura collaborativa del progetto. L’esposizione pone l’attenzione sui processi di realizzazione, evidenziando sperimentazioni, tecniche e fasi di sviluppo che portano alla definizione delle opere.
Tarkett. Beginnings & Endings
Tarkett presenta Beginnings & Endings, un’esposizione curata da TILT che pone la circolarità come punto di partenza del progetto. L’idea centrale è che il design definisca fin dall’inizio composizione, durata e fine vita dei materiali. Carpet, vinile omogeneo e linoleum non sono mostrati come prodotti finiti, ma come materiali di partenza inseriti in un sistema circolare più ampio. Il progetto riunisce Yinka Ilori MBE, Laurids Gallée e Christian + Jade, evidenziando il ruolo del designer come agente attivo nella scelta e trasformazione dei materiali. Tutti gli elementi dell’allestimento sono pensati per rientrare nel programma ReStart®, che ne consente il recupero e il reinserimento nel ciclo produttivo.
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