15/05/2026 - Dal 16 al 24 maggio 2026, Open House Roma 2026 torna ad aprire gratuitamente le porte della Capitale con un programma che comprende 220 luoghi, 60 tour guidati e 50 eventi speciali.
La 14ª edizione del festival internazionale di architettura trasforma ancora una volta Roma in un museo diffuso e pulsante, leggendo la città come un organismo vivo e in continua trasformazione. Al centro di questa edizione c’è il tema “City in Flux”, una riflessione sulla città come processo in atto, in cui architettura, spazio pubblico e paesaggio diventano strumenti per leggere e orientare il cambiamento.
Come spiega Laura Calderoni, direttrice della manifestazione, Open House Roma 2026 guarda alla condizione di Roma “come a un processo in atto: una città in flusso”, dove leggere il presente significa anche riconoscere pratiche progettuali “relazionali e aperte”, capaci di costruire connessioni tra spazio, corpi e comunità. È una dichiarazione che chiarisce bene il senso della nuova edizione: non solo mostrare luoghi, ma usare l’architettura per interpretare una città che cambia.
City in Flux: Roma come organismo vivo
Il concept di quest’anno mette al centro l’idea di Roma come sistema dinamico, in cui patrimonio storico e responsabilità ambientale si incontrano. L’architettura non è intesa come semplice costruzione, ma come risposta ai bisogni della società contemporanea. In questa prospettiva, il festival propone una lettura della città che tiene insieme grandi permanenze storiche, nuove infrastrutture, spazio pubblico e trasformazioni in corso.
Anche Gaia Maria Lombardo, responsabile del programma, invita i cittadini a osservare Roma “come un organismo vivo”, sottolineando in particolare il ruolo del verde come infrastruttura urbana e del progetto come strumento di orientamento nelle trasformazioni urbane.
Le grandi aperture di Open House Roma 2026
Il viaggio di Open House Roma 2026 attraversa epoche e temi diversi. Tra le novità più attese figurano l’apertura di Piazza Augusto Imperatore, il Mausoleo degli Equinozi e la visita alla nuova Stazione Metro C – Colosseo Fori Imperiali.
Accanto a queste, il pubblico potrà entrare in luoghi iconici e spesso inaccessibili come Palazzo Wedekind, Villa il Vascello, il Forte Aurelia e l’Aula Ottagona del Planetario.
È proprio questa capacità di tenere insieme archeologia, città contemporanea, infrastrutture e architetture nascoste a definire il carattere del festival, che anche quest’anno propone Roma come atlante temporaneo di spazi da attraversare, più che da semplicemente visitare.
Design, spazio pubblico e nuovi sguardi
Tra i percorsi speciali spicca INSULAE, lo spin-off curato dall’architetto Davide Paterna, che porta il design fuori dai circuiti elitari per trasformarlo in materia di partecipazione e dibattito pubblico. Il programma si articola in 5 eventi e mette in relazione produzione creativa, retail, talk e installazioni, facendo di flagship store e sedi creative veri spazi di produzione culturale.
A questo si affianca PROGETTARE ROMA AL FEMMINILE, percorso dedicato al contributo di architette, urbaniste e designer, e ARCHITETTURE DELLO SPAZIO PUBBLICO, focus sulle piazze e sui luoghi condivisi come strumenti per ridurre disuguaglianze e migliorare la vita collettiva, soprattutto nelle periferie.
Ingegneria, accessibilità e città inclusiva
Tra i filoni più rilevanti dell’edizione 2026 c’è anche INGEGNERIA EROICA, sviluppato in collaborazione con il progetto di ricerca SIXXI dell’Università di Roma Tor Vergata, che permette di riscoprire le opere di Nervi, Morandi e Musmeci, icone dell’ingegneria italiana del Novecento.
Parallelamente, CITTÀ INCLUSIVA conferma l’impegno di Open House Roma verso una reale accessibilità del patrimonio, attraverso visite tattili, percorsi multisensoriali, attività per persone nello spettro autistico e visite in LIS.
L’architettura viene così proposta come patrimonio realmente comune, da rendere accessibile non solo simbolicamente ma anche concretamente.
OHRkids e l’educazione alla bellezza
Torna anche OHRkids, il programma rivolto ai più piccoli, con dieci appuntamenti speciali tra laboratori di autocostruzione, cacce al tesoro architettoniche e sessioni di disegno dal vivo. L’obiettivo è guidare bambini e ragazzi nella scoperta dei rioni storici e della città contemporanea, trasmettendo l’idea che ogni spazio possa essere letto, interpretato e vissuto in modo consapevole.
Con Open House Roma 2026, la Capitale torna così a presentarsi come un territorio aperto, attraversabile e sorprendente, in cui il progetto diventa strumento per leggere la complessità urbana. Più che un calendario di aperture, il festival costruisce una mappa temporanea di relazioni tra luoghi, comunità e trasformazioni, riaffermando il valore dell’architettura come pratica pubblica e condivisa.
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