15/04/2026 - Fino al 28 giugno 2026, il Labirinto della Masone di Fontanellato (PR) presenta la mostra “Erté. Lo stile è tutto”, a cura di Valerio Terraroli e organizzata da Elisa Rizzardi.
L’esposizione offre una rilettura ampia e articolata dell’opera di Erté (Romain de Tirtoff), tra i più raffinati interpreti dell’Art Déco internazionale, restituendone la complessità e la sorprendente attualità.
Allestita negli spazi del complesso ideato da Franco Maria Ricci, la mostra si inserisce in un momento di rinnovato interesse per l’estetica Déco, a cento anni dall’Esposizione Internazionale di Parigi del 1925 che ne consacrò il linguaggio.
Un protagonista tra moda e spettacolo
Nato a San Pietroburgo nel 1892, Erté si trasferisce giovanissimo a Parigi nel 1912, dove avvia una carriera che lo porterà a diventare una figura centrale nel mondo della moda e dello spettacolo. Dopo una prima esperienza con il couturier Paul Poiret, dal 1915 collabora a lungo con Harper’s Bazaar, firmando circa duecento copertine fino al 1937.
Parallelamente, lavora per il teatro e il cinema, realizzando scenografie e costumi per le Folies Bergère, per produzioni hollywoodiane e per figure iconiche come Mata Hari e Mistinguett, contribuendo a definire l’immaginario visivo di un’epoca.
Un linguaggio tra eleganza e modernità
Il percorso espositivo si concentra in particolare sulle opere realizzate tra gli anni Dieci, Venti e Trenta, periodo in cui Erté sviluppa un linguaggio inconfondibile, capace di sintetizzare le tensioni della modernità tra le due guerre.
Le sue figure – donne sofisticate, silhouette slanciate, scenari esotici e teatrali – diventano icone di uno stile che unisce rigore grafico, decorazione e immaginazione, dando forma a un universo visivo elegante e al tempo stesso sperimentale.
Oltre 150 opere tra disegno e scena
La mostra presenta oltre 150 opere, tra disegni, bozzetti, pochoir, litografie, fotografie, documenti e materiali cinematografici, offrendo una panoramica completa della produzione dell’artista.
Tra i nuclei più significativi figurano le celebri serie dell’Alfabeto e dei Numeri, accanto a figurini di moda e progetti per il teatro e il cinema. In esposizione anche le 28 opere della collezione Franco Maria Ricci, integrate da prestiti provenienti da collezioni private e istituzioni internazionali, tra cui il Victoria and Albert Museum di Londra.
Un allestimento immersivo
Il percorso, ideato da Maddalena Casalis, si articola in sezioni tematiche che approfondiscono i diversi ambiti della produzione di Erté, costruendo un ambiente espositivo di forte impatto scenografico.
L’allestimento immerge il visitatore in un universo visivo coerente, dove moda, teatro e grafica si intrecciano, restituendo la capacità dell’artista di muoversi tra discipline mantenendo una rigorosa identità stilistica.
Dialoghi contemporanei
A sottolineare l’attualità della ricerca di Erté, la mostra include anche tre creazioni dell’artista Caterina Crepax, abiti-scultura in carta ispirati a bozzetti dell’autore. Questi lavori instaurano un dialogo tra passato e presente, mettendo in evidenza la persistenza del linguaggio Déco nella cultura visiva contemporanea.
Il Labirinto come spazio narrativo
La mostra si inserisce nel contesto del Labirinto della Masone, complesso culturale progettato da Franco Maria Ricci con gli architetti Pier Carlo Bontempi e Davide Dutto, che si estende su otto ettari e accoglie collezioni, mostre e un parco-labirinto in bambù.
In questo scenario, il percorso espositivo dialoga con l’architettura e con il carattere simbolico del luogo, trasformando la visita in un’esperienza che unisce arte, spazio e immaginazione.
Con Erté. Lo stile è tutto, il Labirinto della Masone propone un viaggio attraverso una delle figure più emblematiche del Novecento, restituendo un’opera in cui eleganza, immaginazione e rigore compositivo continuano a definire un’idea di stile capace di attraversare il tempo.
|