16/03/2026 - C'è qualcosa di significativo nel fatto che quattro studi di architettura italiani — da Milano a Palermo, da Chiasso a Zurigo — abbiano guardato verso il Baltico e immaginato un museo per una città che non è la loro. Il concorso per il nuovo Museo del Design e dell'Architettura di Helsinki (AD Museum), promosso nell'aprile 2024 dalla Foundation for the Finnish Museum of Architecture and Design in collaborazione con la Città di Helsinki, SAFA e Haahtela Group, ha chiamato a raccolta progettisti da tutto il mondo: 624 proposte pervenute da ogni parte del globo, cinque ammesse alla fase finale. Tra queste, una presenza italiana di tutto rispetto.
Il concorso, anonimo e in due fasi, si è concluso l'11 settembre 2025 con la cerimonia di premiazione alla Città Hall di Helsinki.
Il primo premio è andato a JKMM Architects, studio finlandese con sede a Helsinki, con il progetto Kumma: una struttura a padiglione a pianta triangolare, destinata a diventare un landmark sul fronte del South Harbour, con apertura prevista al pubblico nel 2030.

Kumma, ©Mir
La giuria ha premiato all'unanimità un progetto che, nelle parole del presidente di giuria Mikko Aho, si inserisce nel paesaggio urbano proteggendo le viste sul waterfront storico, distinguendosi al tempo stesso come landmark riconoscibile, con una facciata in mattoni di recupero che porta calore scultoreo e architettonico.
Ma la classifica finale riserva una sorpresa italiana: il terzo premio è andato a Lopes Brenna, lo studio con sede a Chiasso, per il progetto denominato Moby: un risultato che porta con sé il peso di un riconoscimento internazionale tra 624 proposte provenienti da tutto il mondo.
Mercoledì 18 marzo 2026, alle ore 18.30, la Galleria Tulpenmanie di Milano ospita il secondo appuntamento della serie promossa dall'Accademia dei Conigli, dedicata ai contributi italiani nei concorsi internazionali di progettazione. Il Contributo Italiano #02 apre il confronto sui principi di progetto, sulle scelte compositive e sugli esiti del concorso per il nuovo Museo del Design e dell'Architettura di Helsinki.
I protagonisti della serata sono quattro studi con percorsi distinti, ma accomunati da una cultura del progetto radicata nella tradizione disciplinare europea.
Lopes Brenna (Chiasso), fondato nel 2011 da Cristiana Lopes e Giacomo Brenna dopo gli anni trascorsi tra Lisbona e gli studi di Francisco e Manuel Aires Mateus, arriva alla serata con il peso specifico di un terzo posto internazionale: il loro progetto Moby ha convinto la giuria tra 624 proposte provenienti da tutto il mondo.

Degli Esposti Architetti (Milano), fondato da Lorenzo Degli Esposti e Paolo Lazza nel 2006, lavora sul canone dell'architettura moderna milanese come sorgente ancora viva del discorso contemporaneo: il palazzo urbano, i programmi complessi, le infrastrutture.

Mellusoarchitettura & Partners (Palermo–Zurigo), guidato da Vincenzo Melluso — professore ordinario di progettazione, invitato alla Biennale di Venezia, finalista alla Medaglia d'Oro della Triennale di Milano — porta nella pratica professionale una densità teorica e una lunga familiarità con il dibattito disciplinare internazionale.

Park (Milano), collettivo interdisciplinare fondato nel 2000 da Filippo Pagliani e Michele Rossi, opera all'intersezione tra architettura, urban design e paesaggio, con l'adaptive reuse come bussola e la città come campo di sperimentazione continua.

Con loro parteciperà Giorgio Santagostino, architetto dello studio GSMM architetti (con Monica Margarido), già teaching assistant all'Accademia di Architettura di Mendrisio.
Le immagini dei progetti circolate in anteprima restituiscono la varietà degli approcci: la griglia bianca e porosa di Degli Esposti, sospesa sul fronte d'acqua come un'architettura che misura e divide la luce; la massa compatta e tattile di Park, rivestita di una pelle ceramica che dialoga con i tetti della città storica; la chiarezza volumetrica di Lopes Brenna; il gesto concettuale di Melluso, fissato in uno schizzo a matita e pastello azzurro che condensa tutto il progetto in un'intuizione.
Sono quattro modi diversi di rispondere alla stessa domanda che ha interrogato 624 studi da tutto il mondo: cosa significa costruire un museo sulla riva del mare, in una città che ha fatto del design e dell'architettura una parte della propria identità nazionale? La risposta vincitrice è finlandese, ma il dialogo è sempre aperto.
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