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La Mostra-Evento INTERNI MATERIAE al Fuorisalone 2026
Un racconto corale sulla Materia che parte dai cortili dell'Università degli Studi di Milano e si snoda in altre quattro location, tra Brera, Isola e Porta Venezia
Autore: antonella fraccalvieri
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BIG per Artemide BIG per Artemide
30/03/2026 - In occasione del Fuorisalone 2026, torna la Mostra-Evento di INTERNI, un racconto corale sulla Materia che quest'anno anima cinque dei luoghi più emblematici della città: all’Università degli Studi di Milano - sede storica dell'evento - si affiancano l’Orto Botanico di Brera, l’Audi X Zaha Hadid Architects al Portrait Milano, Eataly Smeraldo e Urban Up | Unipol De Castillia 23.

Dal 20 al 30 aprile, INTERNI MATERIAE trasforma la città in una piattaforma diffusa di sperimentazione, dove architettura, design, arte e tecnologia dialogano attraverso oltre quaranta installazioni realizzate da architetti, designer e aziende provenienti da dieci Paesi.

INTERNI MATERIAE, il tema 2026

Il progetto nasce dalla consapevolezza che la materia rappresenta il primo gesto del progetto: è sostanza e visione, tecnica e memoria, possibilità e trasformazione. Attraverso la materia prendono forma gli spazi, si costruiscono relazioni e si immaginano nuovi scenari futuri. MATERIAE propone quindi una riflessione sulla materia non solo come elemento fisico ma come linguaggio culturale capace di connettere innovazione tecnologica, responsabilità ambientale e immaginazione progettuale.

La mostra si sviluppa attraverso una geografia urbana diffusa che coinvolge alcune delle location più significative della città: l’Università degli Studi di Milano, l’Orto Botanico di Brera,  l’Audi X Zaha Hadid Architects al Portrait Milano, Eataly Milano Smeraldo e De Castillia 23 di Urban Up | Unipol. In questi luoghi architetti e designer di fama internazionale – insieme a nuove voci della ricerca progettuale – interpretano la materia come relazione tra spazio, corpo, tempo e società.

MATERIAE: la materia come esperienza, processo e relazione

Il progetto curatoriale della mostra parte dall’idea che la materia non sia mai neutra. Ogni materiale conserva tracce, produce conseguenze e attiva relazioni tra ambiente, tecnologia e società. Per questo le installazioni presenti nel percorso espositivo non sono semplici oggetti, ma esperienze capaci di mettere in dialogo artigianato, industria, ricerca scientifica e immaginazione artistica.

Ogni intervento diventa così parte di una narrazione corale in cui il visitatore è invitato a muoversi, sostare e partecipare. La materia diventa un campo di sperimentazione che attraversa discipline diverse – arte, architettura, design e tecnologia – proponendo una riflessione sulle trasformazioni del progetto contemporaneo.

Università degli Studi di Milano: il cuore narrativo della mostra

La sede storica dell’Università degli Studi di Milano rappresenta il cuore della mostra-evento. Cortili, portici e loggiati del complesso rinascimentale si trasformano in un grande laboratorio di sperimentazione progettuale, dove la materia si manifesta attraverso luce, architettura, tecnologia, gesto artistico e ricerca industriale.
 
Il percorso prende avvio dalla facciata con Luce Massiccia alla Statale ideata da Alexander Maria Bellman del Gruppo C14 – Milano Design Studio e realizzata con Ilti Luce (Nemo Group), che esplora la compenetrazione tra luce e materia ispirandosi alle stelle massicce e alle teorie quantistiche.
 
Nel portale della Hall dell’Aula Magna si incontra Innesti, progettata da Silvio De Ponte per Idealverde, una struttura composta da listelli di legno di recupero intrecciati e arricchita da vegetazione rampicante che riflette sul passaggio dalla materia inerte a quella vivente.
 
All’interno della Hall dell’Aula Magna il tema della materia viene interpretato come processo creativo e tecnologico. Con Esquisse, Setsu & Shinobu Ito collaborano con Sony Creative Center – Sony Group Corporation presentando arredi modulari realizzati con materiali innovativi come Original Blended Material e Triporous.
 
Accanto a questa installazione si sviluppa Kaleido, progettata da MAD Architects (Ma Yansong e Andrea D’Antrassi) per Canva, un ambiente immersivo di luce e colore in cui l’intelligenza artificiale diventa uno strumento creativo capace di generare nuove connessioni tra idee, immagini e progettazione.
 
Nei cortili dell’università la materia diventa paesaggio, memoria e sperimentazione architettonica. Nel Cortile del ’700 Piero Lissoni realizza UN_Material per Sanlorenzo, che ricostruisce la forma dell’imbarcazione heritage SHE attraverso sezioni in scala reale rivestite di tessuto semitrasparente.
 
Nel Cortile della Farmacia l’artista Marco Nereo Rotelli presenta Infinity – Design della mente, installazione immersiva realizzata con Domyn e Veolia, dove sensori, musica generativa e poesia creano un dialogo tra essere umano e intelligenza artificiale.
 
Il Cortile d’Onore ospita numerosi interventi che interpretano la materia come memoria e trasformazione. Mater, progettata da Alessandro Scandurra con Holcim Italia, utilizza macerie rigenerate per costruire una struttura circolare simbolo di comunità e ricostruzione.
 
AO TING Court, realizzata da Wu Bin – W.Design, propone invece un paesaggio contemplativo ispirato alla pittura tradizionale cinese.
 
Con Chronolith, DAAA Haus Group realizza per Halmann Vella Ltd un padiglione in pietra calcarea ricostituita che funziona come una meridiana architettonica, capace di misurare il tempo attraverso il movimento della luce.
 
Il rapporto tra natura e tecnologia emerge anche in KIRI³ di Maria Elisabetta Ripamonti e Alex Terzariol (Studio MM Design) per XLam Dolomiti, che riflette sull’evoluzione del legno dal simbolo naturale dell’albero al “superlegno” tecnologico.
 
L’esperienza sensoriale prosegue con I suoni della materia, di OTTO Studio - Paola Navone e Cristina Pettenuzzo con Studio Azzurro per il Consorzio Parmigiano Reggiano, dove strumenti e materiali della tradizione casearia generano un paesaggio sonoro interattivo.
 
Tra le altre opere presenti si trovano senzaFINE – beyond space limits di Simone Micheli realizzata con Lumyra Energy, Pilosio e WorldHotels, Le stanze del Metallo di Alessandro Pandolfo per Secco Sistemi, e 365 di Meneghello Paolelli Associati per Gibus, che interpreta lo spazio outdoor come ambiente dinamico e mutevole durante le stagioni.
 
Il dialogo tra tecnologia e materia continua con Ceramics Forged in Light progettata da Snøhetta per VitrA, dedicata al riciclo della ceramica, e con Busan Echoes di Migliore+Servetto per la City of Busan, installazione sonora e luminosa che celebra l’identità culturale della città coreana.
 
Il tema della salute e della cura emerge in Tracce di cura di AMDL CIRCLE e Michele De Lucchi per Zambon, mentre Ad Aquam 2026 – Reflections di Rubinetterie Treemme con Studio Q-Bic e Politecnico di Milano riflette sul consumo globale dell’acqua.
 
Il percorso include anche la scultura monumentale Wild Kong dell’artista Richard Orlinski per Fidenza Village – The Bicester Collection, Goodbye discomfort firmata dallo studio Thirtyone Design + Management by Claudia Campone per Uniqlo, l'installazione luminosa di BIG – Bjarke Ingels Group per Artemide, e I Giardini Segreti di Christoph Radl con Eugenia Bruni per Pasquale Bruni, realizzata per celebrare il 65° anniversario della Maison.
 
Negli spazi del Sottoportico e nelle aree di passaggio il pubblico incontra installazioni che invitano alla partecipazione diretta. Tra queste ecopixel RINGS – From invisible waste to visible value di Jan Puylaert per EcoPixel, Crafted to Transcend di Paola Sasplugas per PDPAOLA, Metropac sviluppata dal Corso Triennale in Design e Architettura degli Interni dell’Accademia IUAD, Comfort Inside realizzata da GCS Genny Canton Studio, Operaventuno e ABS Group per MCZ Group, Chiedi alla Luna di Artset per Ever in Art con LiveHelp, Spanish Design as a Souvenir di CODOO Studio per Tile of Spain, e racconti d’aMare di Navim Yacht Lab e Tecnimpianti.
 
Il percorso comprende inoltre il teaser dell’installazione Origin progettata da Zaha Hadid Architects per Audi e il progetto VIVO – Abitare l’emergenza, sviluppato da T. Cavalli, C. Gorni Silvestrini, S. Lipoli e Andrea Lombardi con la curatela di Davide Angeli per IED, che propone una soluzione abitativa temporanea per situazioni di emergenza post-disastro naturale.
 
Infine, nelle Outdoor lounge la materia diventa spazio di relazione. Tra questi interventi si distinguono TIBUR / CONTINUUM dello Studio Paolo Ferrari per AATC and Co, realizzato in travertino giallo italiano, e Corals – Origin of Matter, curato da Natascia Finocchiaro Maurino per Cristallina Design con Cristallina e Graniti Maurino, che riflette sulla memoria geologica del marmo trasformando forme naturali in elementi architettonici monumentali.
 
Arrivando alla scalinata monumentale, il Portale accoglie Sorpresa di Alessandro Enriquez con Kartos e infine, nella Sala Stampa, Dainelli Studio per Status Contract firma Materia in due atti.

Il giardino ritrovato: mito e materia all’Orto Botanico di Brera

Nel cuore verde della città, l’Orto Botanico di Brera diventa un luogo di ascolto e contemplazione, dove la materia si manifesta come ciclo vitale, crescita e trasformazione. Le opere dialogano con la natura esistente, intrecciando progetto e paesaggio in un equilibrio delicato tra intervento umano e processi naturali.
 
Qui l'architetto franco-libanese Annabel Karim Kassar per Rubner Haus con ABS Group ricrea una visione autoriale del misterioso giardino perduto alla fine del mondo narrato nelle leggende classiche.
 
Garden of the Hesperides reinterpreta infatti il mito classico del giardino delle mele d’oro. L’opera presenta un grande portico ligneo che conduce a una meridiana simbolica, circondato da icone dedicate alle ninfe Esperidi disposte in cerchi geometrici. L’installazione unisce mitologia, arte e architettura, evocando il tema del tempo, dell’eternità e del mistero.

La materia del quotidiano e della condivisione da Eataly Milano Smeraldo

Con CASA, Giotto Calendoli per Eataly riporta il progetto alla dimensione domestica e affettiva del cibo. Vetrofanie, immagini e oggetti della tavola costruiscono un racconto fatto di gesti, frasi e rituali condivisi, in cui la materia alimentare diventa memoria, relazione e cultura del vivere insieme.
Amore, hai mangiato?” è la domanda semplice e universale che dà origine al nuovo progetto artistico di Giotto Calendoli realizzato insieme a Eataly Milano Smeraldo. Non un’opera “ospitata”, ma un percorso costruito a quattro mani: Eataly offre la sua materia prima - il cibo, la cultura gastronomica, le storie che abitano le nostre tavole - e Giotto la trasforma in una casa di ricordi, tradizioni e gesti condivisi. 
 
L’installazione, sviluppata negli spazi del punto vendita e sulla facciata dell’edificio, sarà presente all’interno di Eataly Milano Smeraldo a partire dal 20 aprile 2026, e con con “Amore, hai mangiato?” esprime una domanda semplice e universale, una frase quotidiana che si fa carezza verbale attraversando generazioni e trasformandosi in una dichiarazione collettiva di cura e intimità che rivela una forte sintonia valoriale tra Giotto e Eataly: l’idea di italianità come cura quotidiana, la bellezza dei rituali che si tramandano, il cibo come linguaggio che unisce generazioni.  

CASA non è solo un progetto artistico, ma un invito a riconoscersi in ciò che ci rende comunità: la condivisione, l’accoglienza, il tempo dedicato agli altri. Il progetto racconta, senza nostalgia né retorica, il tempo che scorre, le abitudini che si tramandano e le parole che custodiscono un senso di appartenenza condivisa. In questo contesto il cibo diventa linguaggio visivo, materia simbolica e strumento narrativo. Gli spaghetti Eataly Icons partecipano al racconto trasformandosi in un oggetto di design firmato da Giotto Calendoli in edizione limitata: un contenitore di storie, pensieri ed emozioni.

Energia e trasformazione urbana all’Urban Up | Unipol – De Castillia 23

Con Light Our Fire, Studio Azzurro trasforma la facciata dell’edificio Urban Up | Unipol – De Castillia 23 in un organismo luminoso, pulsante di energia e materia in costante metamorfosi. Dopo acqua e aria, è la terra a emergere come protagonista: origine silenziosa e ponte verso il fuoco, elemento primordiale e forza creatrice.
 
Il fuoco, da sempre, ha alimentato l’evoluzione dell’umanità: riscaldando, plasmando metalli e inaugurando le prime tecnologie. Nel mito di Prometeo, che ruba il fuoco agli dèi per donarlo agli uomini, esso diventa simbolo di conoscenza, passione e responsabilità.

Invitato da Urban Up | Unipol a interpretare il tema MATERIAE, Studio Azzurro costruisce un percorso visivo che nasce dal nucleo ardente della Terra. Light Our Fire invita a una riflessione collettiva sull’energia, sul futuro e sulla cura del Pianeta, ma anche su quel fuoco interiore che continua a muovere l’essere umano tra memoria e slancio verso ciò che verrà.


Bellman per ILTILUCE


Silvio De Ponte per Idealverde


Setsu & Shinobu Ito con Sony Creative Center – Sony Group Corporation


MAD Architects per Canva


Piero Lissoni per Sanlorenzo


Marco Nereo Rotelli per Domyn


Alessandro Scandurra con Holcim Italia


Wubin


DAAA Haus Group per Halmann Vella Ltd


Studio MM Design per XLam Dolomiti


Paola Navone - Otto Studio e Studio Azzurro per Consorzio del Parmigiano Reggiano

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