Foto @Itamar Gov and Zilberman Gallery Berlin
18/02/2026 - Il Kunstmuseum Magdeburg, in Germania, presenta The Rhinoceros in the Room. Or: A Tale of Banality of Evil, un’installazione di grande scala di Itamar Gov allestita nella chiesa romanica dell’XI secolo che ospita il museo e visitabile fino al 5 luglio 2026.
Al centro della navata si erge un rinoceronte bianco settentrionale gonfiabile, alto 10 metri, largo 7 e lungo 17, cucito a mano in poliestere bianco. Il corpo monumentale ostruisce fisicamente l’asse spaziale dell’edificio, interrompendo la tradizionale prospettiva processionale e imponendo un confronto diretto con la sua presenza.
Una composizione sonora polifonica multicanale avvolge lo spazio, annullando il confine tra scultura e architettura.
Dal simbolo alla materia
L’opera si ispira al dramma Rhinocéros (1959) di Eugène Ionesco, in cui una comunità si trasforma progressivamente in rinoceronti, cedendo al conformismo collettivo e all’estremismo ideologico. Da qui nasce il concetto di “rinocerizzazione”, ovvero la normalizzazione di derive distruttive all’interno della società.
Nel lavoro di Gov, la metafora diventa presenza fisica: il rinoceronte occupa lo spazio.
Nonostante la scala imponente, l’animale è costituito da una membrana riempita d’aria.
Una presenza allarmante costruita da una sottile pelle bianca.
Il contrasto tra la permanenza della pietra medievale e l’effimerità del poliestere accentua la tensione dell’installazione. L’architettura sacra diventa parte attiva dell’intervento.
Il paesaggio sonoro, composto da Bruno Delepelaire e registrato con Moritz Huemer e il contralto Noa Beinart, richiama canti medievali, l’Erlkönig di Goethe e la ninna nanna ebraica Hitragut. La stratificazione sonora oscilla tra rassicurazione e inquietudine, amplificando la dimensione critica dell’opera.
Bloccando la navata, Gov realizza un intervento spaziale preciso che ridefinisce percorsi, orientamento e percezione all’interno della chiesa.
The Rhinoceros in the Room invita a interrogarsi su ciò che appare monumentale ma potrebbe essere sostenuto solo dall’aria — e su quanto il vero rischio risieda nella sua normalizzazione.
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