13/02/2026 - Il Ministero della Cultura scalda i motori in vista della 20. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia.
L'11 febbraio 2026, la Direzione Generale Creatività Contemporanea ha ufficialmente indetto una selezione pubblica internazionale per individuare la figura che curerà il Padiglione Italia. L'evento si inserirà nel contesto della kermesse veneziana che, per questa edizione, vede la prestigiosa firma dei direttori Wang Shu e Lu Wenyu.
L'obiettivo dichiarato dal bando è ambizioso: il Ministero non cerca una semplice rassegna, ma una proposta curatoriale di rottura, capace di offrire uno sguardo inedito e fortemente innovativo sulla scena architettonica italiana dei nostri giorni. Si punta, dunque, su una narrazione non convenzionale che sappia interpretare le tendenze più attuali del Paese.
Il processo di selezione entrerà nel vivo con il lavoro di una Commissione di valutazione d'eccellenza. A guidare il gruppo sarà il Direttore Generale Creatività Contemporanea (nella veste di Commissario del Padiglione), affiancato dal Presidente del Comitato Tecnico-Scientifico per l’arte e l’architettura e da tre esperti di fama internazionale del settore. Sarà questo team di professionisti a vagliare i progetti e presentare al Ministro la terna di nomi tra i quali verrà scelto il curatore definitivo.
L’avviso pubblico prevede una procedura in due fasi.
- Nella prima fase, gli interessati in possesso dei requisiti previsti dal bando presentano domanda di partecipazione alla selezione, allegando curriculum vitae, una lettera motivazionale con la quale sostenere la propria candidatura ed esprimere la propria idea di Padiglione Italia (massimo 2.500 battute) e una prima idea progettuale con i caratteri generali e sintetici della proposta (massimo 6.000 battute). La Commissione giudicatrice valuta i requisiti e la bozza di proposta curatoriale sulla base di criteri indicati nell’avviso pubblico e individua dieci candidati a cui è richiesto di inviare entro 45 giorni un dossier progettuale dettagliato.
- Nella seconda fase, i dieci curatori selezionati inviano i dossier di approfondimento che devono contenere tutti i dettagli della proposta, con particolare attenzione al progetto espositivo, al quadro economico e al cronoprogramma. Sempre sulla base dei criteri individuati nell’avviso pubblico, la Commissione valuta le proposte anche in termini credibilità, concretezza e l’effettiva fattibilità della proposta. La Commissione giudicatrice predispone, dunque, una terna finale che il Commissario del Padiglione Italia e Presidente della Commissione di valutazione sottopone al Ministro. Il Ministro, sentito il Commissario, individua la proposta più idonea e affida l’incarico per la curatela del Padiglione Italia 2027.
Possono partecipare alla selezione pubblica, per l’edizione 2027, curatori italiani che operano sia in Italia sia all’estero, e curatori non italiani operanti in Italia, o che comunque lavorano prevalentemente sul panorama italiano, ma che non abbiano mai ricevuto incarichi di curatela per il Padiglione Italia. Come nelle scorse edizioni, sono ben valutati – in linea con le scelte di altri padiglioni nazionali – lavori o pratiche che affrontino, in maniera originale e in dialogo stretto e costruttivo con gli spazi delle Tese delle Vergini, esperienze e ricerche innovative, anche attraverso percorsi transdisciplinari e transmediali. Attenzione specifica è dedicata all’impatto ambientale e alla sostenibilità dei materiali utilizzati nell’allestimento, così come del loro smaltimento.
Così il Direttore Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura Angelo Piero Cappello: "Con questo nuovo avviso pubblico per la selezione del curatore del Padiglione Italia alla Architettura 2027, il Ministero della Cultura intende individuare una proposta capace di restituire il ruolo dell’architettura come responsabilità pubblica e come leva concreta di trasformazione dei territori. Il Padiglione Italia dovrà essere uno spazio di visione e di progetto, in grado di interpretare le sfide ambientali, sociali ed economiche che attraversano il nostro tempo, valorizzando le energie più innovative della ricerca architettonica italiana e rafforzando la presenza dell’Italia nel dibattito internazionale. Un Padiglione autorevole, aperto e capace di incidere, che interpreti l’architettura come infrastruttura culturale e come strumento attivo di futuro".
Come indicato dall’avviso pubblico, le candidature possono essere presentate esclusivamente utilizzando il Portale Bandi della DGCC entro e non oltre il 2 aprile 2026, ore 12.00 (ora italiana).
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