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Kandinsky e l’Italia, una storia di affinità elettive
Fino al 12 aprile 2026, al MA*GA di Gallarate, 130 opere ripercorrono l’influenza del pioniere dell’arte astratta sulla scena artistica italiana
Autore: rossana vinci
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Wassily Kandinsky, Zig zag bianchi, 1922. Olio su tela cm92x125, 1686 Ca Pesaro-Galleria-Internazionale d'arte Moderna, acquisto alla Biennale, 1950 Wassily Kandinsky, Zig zag bianchi, 1922. Olio su tela cm92x125, 1686 Ca Pesaro-Galleria-Internazionale d'arte Moderna, acquisto alla Biennale, 1950
09/01/2026 - Un dialogo intenso e duraturo, fatto di visioni, affinità e scambi culturali. Al MA*GA di Gallarate va in scena Kandinsky e l’Italia, una grande mostra che ripercorre il legame tra il maestro dell’astrattismo e la scena artistica italiana, dalle Avanguardie storiche al secondo dopoguerra. In esposizione, 130 opere raccontano come il suo pensiero abbia contribuito a plasmare un nuovo linguaggio visivo, destinato a lasciare un segno profondo nel Novecento.
 
Dal 30 novembre 2025 al 12 aprile 2026, il Museo MAGA di Gallarate (VA) ospita un progetto espositivo di ampio respiro dedicato a Vasilij Kandinsky (1866–1944), figura chiave dell’arte europea, e al suo ruolo nel contesto culturale internazionale, con particolare attenzione al dialogo con l’astrattismo italiano. Le opere in mostra, provenienti da Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia, dal MAGA e da importanti collezioni pubbliche e private, ricostruiscono le radici e la diffusione dell’arte astratta in Italia.
 
Il percorso espositivo si apre con una sezione introduttiva dedicata alla temperie culturale degli anni Venti e Trenta, periodo in cui Kandinsky, attraverso l’esperienza e l’insegnamento al Bauhaus, influenzò profondamente lo sviluppo della pittura astratta. In dialogo con lui, le opere dei grandi maestri dell’Astrattismo europeo – tra cui Paul Klee, Jean Arp, Joan Miró, Alexander Calder e Antoni Tàpies – delineano la nascita e l’evoluzione di un linguaggio visivo destinato a durare nel tempo.
 
Il racconto prosegue con un approfondimento sulla relazione, tanto feconda quanto controversa, tra Kandinsky e gli artisti italiani. Centrale è la sua personale alla Galleria del Milione di Milano nel 1934, momento chiave di confronto e dibattito in un panorama artistico ancora fortemente legato alla figurazione. Da qui prende forma un dialogo che attraversa le opere di Lucio Fontana, Osvaldo Licini, Fausto Melotti, Manlio Rho, Enrico Prampolini, Atanasio Soldati, Luigi Veronesi e molti altri, testimoniando la progressiva affermazione dell’astrazione in Italia.
 
La terza e ultima sezione è dedicata al secondo dopoguerra, quando il pensiero di Kandinsky continua a essere un riferimento imprescindibile per le nuove generazioni. Mostre storiche come Arte astratta e concreta (Milano, 1947) e Arte Astratta in Italia (Roma, 1948), insieme alla nascita di gruppi e movimenti come Forma, MAC e Origine, contribuiscono a rinnovare il dibattito e a proiettare l’eredità kandinskiana nel futuro. In questa parte del percorso trovano spazio i lavori di Carla Accardi, Giuseppe Capogrossi, Piero Dorazio, Roberto Sebastián Matta, Achille Perilli, Antonio Sanfilippo ed Emilio Vedova.
 
La mostra, ideata e realizzata dal MAGA in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia, è curata da Elisabetta Barisoni, responsabile di Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia, ed Emma Zanella, direttrice del MAGA. Il progetto si inserisce nel programma dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 ed è sostenuto dal Ministero della Cultura, dal Comune di Gallarate, dalla Regione Lombardia e dalla Provincia di Varese, nell’ambito di Varese Cultura 2030.

  Scheda evento:
Mostra:
30/11-12/06 GALLARATE (VA), MUSEO MA*GA (VIA E. DE MAGRI 1)
Kandinsky e l'Italia


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