Foto ©Attilio Fiumarella
26/01/2026 - Immersa nel paesaggio scosceso e straordinariamente modellato della regione del Douro, a Resende, Casa Jeronimo nasce dalla volontà di recuperare una rovina agricola trasformandola in una casa per le vacanze. Il progetto, firmato da Stefano Riva, parte da un elemento residuale – un antico muro in granito sopravvissuto al tempo – per costruire un’architettura che non si impone, ma si intreccia con la morfologia del luogo.
Un volume di cemento come eco della memoria
Il nuovo corpo edilizio si articola attorno a un volume in cemento pigmentato rosa, ricavato dalla traccia dell’antica costruzione agricola. Una scelta formale netta ma astratta, che non imita, bensì reinterpreta in chiave contemporanea la presenza umana nel paesaggio. Il colore richiama le tonalità di molte architetture rurali locali, stabilendo un equilibrio visivo con il verde dei vigneti.
L’incontro con una grande roccia emersa durante gli scavi ha portato a modificare il progetto iniziale, abbandonando l’idea di una struttura parzialmente ipogea. Il volume si è così sollevato e disarticolato, generando spazi interstiziali, corti e zone d’ombra che alternano chiuso e aperto, pieno e vuoto.
Spazi abitativi tra materia e luce
Distribuita su due livelli, Casa Jeronimo organizza al piano terra le funzioni sociali – soggiorno e cucina – mentre le tre camere da letto e la biblioteca occupano il piano superiore. Gli interni sono attraversati da una luce che cambia nel corso del giorno e delle stagioni, filtrata dalla vegetazione che colonizzerà gli spazi tra i volumi.
La casa si inserisce così come un ritmo nuovo ma coerente con l’ordine dei terrazzamenti agricoli: non un oggetto isolato, ma un episodio narrativo che prosegue la stratificazione del luogo con materiali e segni essenziali.
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