Ph. © Sara Magni
27/01/2026 - Che cosa resta di una casa leggendaria quando viene privata di tutto? Spogliata di mobili e ornamenti non scompare ma rivela la sua struttura più profonda, quella che tiene insieme memoria e progetto. Ed è proprio da lì che parte il progetto firmato dal duo libanese David/Nicolas che riporta in vita uno degli interni più teatrali e visionari di Gio Ponti, trasformandolo in un racconto contemporaneo fatto di proporzioni, materia e immaginazione.
Siamo a Milano, ai piani alti dei palazzi gemelli di piazza Piemonte, tra i primi grattacieli degli Anni Trenta. Qui, nel 1951, Mario e Lisetta Lucano affidarono a Ponti la creazione di una casa-manifesto: la celebre Casa di Fantasia, un universo sospeso tra surrealismo francese e pittura metafisica italiana, con la complicità di Piero Fornasetti. Un vero laboratorio sperimentale per il maestro.
Poi il tempo, i passaggi di proprietà, e infine lo smontaggio: nel 2019 ogni pezzo viene messo all’asta. Quando i designer David Raffoul e Nicolas Moussallem entrano per la prima volta nell’appartamento, della Casa di Fantasia non resta quasi nulla. È “nuda”. Ma potentissima.
Il progetto nasce dall’incontro con il nuovo proprietario, il collezionista d’arte Michele Marocchino – impegnato nel campo della finanza internazionale – che riconosce subito la forza simbolica del luogo. Inizialmente l’intervento richiesto è limitato, ma David/Nicolas capiscono che la posta in gioco è più alta: non ricostruire, bensì reinterpretare.
Le carte trompe-l’oeil di Fornasetti diventano librerie reali, basate sui suoi disegni. Le geometrie perdute vengono ricostruite. I materiali sono ripensati, non imitati. Ogni stanza accoglie elementi su misura che dialogano con l’impianto originario senza scivolare nella nostalgia. Il risultato è una casa che non replica il passato, ma lo mette in scena nel presente.
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