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Un atlante dell'interior design contemporaneo
Valcucine presenta DOMUS ANTHOLOGY - Volume II, un osservatorio sull'evoluzione dell'abitare, attraverso diciotto progetti residenziali nel mondo
Autore: giulia capozza
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A Shanghai_Tu Jiabao, TuTu Studio_Product Genius Loci + Air Logica by Gabriele Centazzo_Photo credits Boruo Photographe A Shanghai_Tu Jiabao, TuTu Studio_Product Genius Loci + Air Logica by Gabriele Centazzo_Photo credits Boruo Photographe
02/01/2026 - Un osservatorio internazionale sull'abitare contemporaneo: DOMUS ANTHOLOGY - Volume II è il catalogo di interni Valcucine che analizza diciotto architetture nel mondo per raccontare l'evoluzione del design contemporaneo. Non solo raccolta di progetti, il volume si propone come vero e proprio strumento critico per leggere le trasformazioni dell'interior design su scala globale, dalla dissolvenza delle gerarchie funzionali alla costruzione di interni che mediano tra dimensione privata e paesaggio, fino all’uso della luce come vero materiale progettuale.

La varietà geografica e culturale dei progetti raccolti compone una narrazione interdisciplinare del ruolo della cucina e degli spazi domestici nella casa contemporanea, evidenziando come questi elementi contribuiscano sempre più a definire identità, relazioni e qualità dell’abitare.
 

I progetti nel catalogo di interni Valcucine

Il catalogo attraversa paesaggi e città del mondo - dalle Highlands scozzesi ai boschi australiani, dalle Dolomiti alle grandi metropoli asiatiche - restituendo una geografia dell’abitare che mette in relazione architettura, paesaggio e interior design. 
 
In Scozia, Cuddymoss di Ann Nisbet Studio (pp. 8-19) indaga il tema della stratificazione storica. La documentazione fotografica mostra un nuovo volume ligneo che si innesta con discrezione nei resti in pietra dell’edificio rurale, ridisegnando soglie e proporzioni. L’intervento opera sulla continuità e rivela come la cucina diventi parte integrante della ricostruzione spaziale, contribuendo alla definizione del paesaggio domestico.

In Australia, Yarra Valley House firmata da JAM Architects (pp. 20-33) ribalta il rapporto tra interno e natura. Pareti in terra battuta, legni riciclati e ampie superfici vetrate compongono un ambiente permeabile, in cui l’architettura sembra emergere dalla morfologia del terreno. Le pagine mostrano con chiarezza come la casa contemporanea stia adottando sistemi costruttivi più materici, sostenibili e pienamente integrati nel contesto.
 
Nelle Dolomiti, a San Cassiano, la residenza progettata da Matteo Perbellini (pp. 34-47) costruisce un dialogo intimo con luce, topografia e bosco. Vetri scuri, legni locali e affacci calibrati restituiscono interni che lavorano sulla densità sensoriale e sul raccoglimento. La sequenza visiva alterna trasparenze e opacità, rendendo lo spazio abitato quasi un'estensione naturale del paesaggio alpino. Il viaggio prosegue nelle metropoli asiatiche, da Shanghai a Taipei (pp. 48–85), con due traiettorie complementari.
 
A Shanghai, la Kingdom Villa progettata da MOOOMA Studio - Eva Liu intreccia arte, collezionismo e vita domestica in un unico linguaggio spaziale. A Taipei, l'opera di Instay Studio lavora sulla rarefazione: ambienti calibrati su tonalità neutre, continuità visiva e un uso misurato della luce restituiscono un’idea di quiete progettuale in contesti ad altissima densità urbana.

Nella parte centrale e finale della pubblicazione, dedicata a Europa, Medio Oriente, India e Stati Uniti (pp. 86-223), i progetti firmati da studi quali Meganom, TuTu Studio, HP Lakhani Associates, Carl Abbott, Fusionstudio, Nazareno Architecture & Design e altri ancora mostrano come l’abitare stia evolvendo verso spazi fluidi, privi di gerarchie rigide.

La cucina emerge come dispositivo scenografico e funzionale capace di definire relazioni, orientare i flussi e dare identità agli ambienti. Dai grandi attici affacciati sull’oceano alle case urbane compatte, la materia - vetro, legno, pietra, metallo - diventa elemento espressivo prima ancora che estetico, segnando un passaggio culturale verso interni più autentici, tattili e architettonicamente integrati. 
 

Temi trasversali nel catalogo di interni Valcucine

Le pagine del volume restituiscono una serie di traiettorie comuni che raccontano non solo come si progettano oggi gli interni, ma anche come i valori fondativi di Valcucine - attenzione alla materia, sostenibilità, leggerezza visiva e funzionale, centralità dell’esperienza umana - stiano influenzando la cultura del progetto contemporaneo.

1. La materia come dispositivo narrativo e sensoriale
La materia non è più semplice finitura, ma diventa linguaggio. Pietre fiammate e spazzolate, finiture lignee che conservano la loro vibrazione naturale, vetri opachi o velati che modulano luce e profondità, costruiscono ambienti che parlano attraverso superfici autentiche. Una direzione progettuale in linea con la sensibilità di Valcucine: creare benessere attraverso materiali veri, percepibili, duraturi.
 
2. La cucina come infrastruttura architettonica dello spazio domestico
In molti progetti — dall’isola scolpita nella residenza di Shanghai alle configurazioni integrate delle case europee — la cucina non è un ambiente, ma una struttura organizzativa: orienta i flussi, definisce le gerarchie spaziali, costruisce relazioni visive e funzionali. È la trasformazione di uno degli assunti chiave del brand: la cucina come sistema progettuale flessibile, capace di adattarsi e dialogare con l’architettura.

3. Il valore della tattilità e della profondità materica
Molti interni mostrano un ritorno al gesto, alla superficie viva: lavorazioni manuali, metalli ossidati, pietre materiche e legni che con le loro venature diventano ambasciatori di identità locali. È la risposta a un bisogno diffuso: riportare nell’abitare una dimensione sensoriale, tattile e umana, elemento da sempre centrale nella ricerca Valcucine.
 
4. La sostenibilità come metodo progettuale, non come estetica
Dalle tecniche costruttive locali ai materiali riciclati o a bassa distanza, fino ai sistemi removibili che preservano edifici storici, emerge una visione della sostenibilità che è processo, non immagine. È un approccio che coincide con quello dell’azienda: valorizzare le risorse, ridurre l’impatto, progettare per durare.

Valcucine su Archiproducts


In Scozia, Cuddymoss di Ann Nisbet Studio_Product Artematica by Gabriele Centazzo _Photo credits David Barbour


Dolomiti, San Cassiano, project by Matteo Perbellini_Product Genius Loci + Air Logica by Gabriele Centazzo_Photo credits Francesco Caredda


A Shanghai_Kingdom Villa_MOOOMA_Product Genius Loci + Air Logica by Gabriele Centazzo Studio - Eva Liu_Photo credits MOOOMA Studio


A Taipei_ Instay Studio_Product Artematica + Air Logica by Gabriele Centazzo_Photo credits Instay studio


Australia, Yarra Valley House by JAM Architects_Product Genius Loci + Accessory rack by Gabriele Centazzo_Photo credits Timothy Kaye

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In Scozia, Cuddymoss di Ann Nisbet Studio_Product Artematica by Gabriele Centazzo _Photo credits David Barbour
Dolomiti, San Cassiano, project by Matteo Perbellini_Product Genius Loci + Air Logica by Gabriele Centazzo_Photo credits Francesco Caredda
A Shanghai_Kingdom Villa_MOOOMA_Product Genius Loci + Air Logica by Gabriele Centazzo Studio - Eva Liu_Photo credits MOOOMA Studio
A Taipei_ Instay Studio_Product Artematica + Air Logica by Gabriele Centazzo_Photo credits Instay studio
Australia, Yarra Valley House by JAM Architects_Product Genius Loci + Accessory rack by Gabriele Centazzo_Photo credits Timothy Kaye
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