Meta-morphosa: il mondo in trasformazione di Patricia Urquiola
Al CID di Grand-Hornu, in Belgio, la mostra che celebra la metamorfosi: materiali rigenerati e forme ibride raccontano il cambiamento come principio creativo
La mostra di Patricia Urquiola, META-MORPHOSA - Ph. Caroline Dethier
14/01/2026 - Al CID - Centre de l'innovation et du design au Grand-Hornu, in Belgio, la mostra di Patricia UrquiolaMeta-morphosa invita i visitatori a esplorare un territorio in cui le forme non stanno mai ferme.
L’universo della designer spagnola si manifesta come un ecosistema attraversato da continue mutazioni: superfici che sembrano vivere, arredi che assumono qualità organiche, tessuti che mettono in luce le trasformazioni della materia. La mostra si sviluppa come un racconto dove materiali e immaginazione si mescolano fino a far percepire gli oggetti come organismi in trasformazione, in un percorso visitabile fino al 26 aprile 2026.
Inserita nel programma di EUROPALIA ESPAÑA e curata da Patricia Urquiola insieme a Marie Pok, Meta-morphosa riunisce una selezione di lavori recenti che mettono in scena una pratica fondata sulla trasformazione come principio operativo. Sedute, tappeti, superfici e ceramiche descrivono un percorso di sperimentazione in cui lane rigenerate, plastiche recuperate, legni, vetri, impasti minerali e fibre naturali vengono sottoposti a processi che ne alterano completamente l’identità.
I processi di rigenerazione diventano generatori di forma, mentre le logiche produttive si aprono a una visione che include l’intero ciclo di vita degli oggetti: nascita, utilizzo, smontaggio, ritorno alla materia. Il risultato è un paesaggio popolato da strutture porose, epidermidi vibranti, volumi che evocano organismi marini, insetti, radici, presenze ibride sospese tra mondo vegetale, animale e artificiale.
L’immaginario che percorre la mostra di Patricia Urquiola si nutre di riferimenti diversi. Filosofia, scienza, iconografia sacra, letteratura e osservazione della natura confluiscono in un repertorio visivo popolato da creature ibride, presenze zoomorfe, frammenti corporei, figure ambigue. Draghi, insetti, organismi acquatici ed esseri alati si insinuano negli oggetti, trasformandoli in presenze del racconto.
Il percorso culmina nell’ultima sala, dove un grande arazzo ispirato al viaggio di Sant’Antonio nel deserto della Tebaide introduce una dimensione più interiore. Attorno, una costellazione di elementi iconografici amplia il racconto. Il dialogo con il filosofo italiano Emanuele Coccia accompagna la lettura della metamorfosi come esperienza insieme mentale e sensoriale: un processo di apprendimento e ridefinizione capace di modificare il modo di percepire il mondo.
Meta-morphosa di Patricia Urquiola è una riflessione sulla trasformazione come condizione del nostro tempo. Un invito ad abitare il cambiamento, a osservare la materia mentre passa attraverso stati diversi, a riconoscere negli oggetti le tracce di un divenire che coinvolge corpi, ambienti e immaginari. In questo paesaggio instabile, ogni progetto diventa testimonianza di un passaggio, ogni superficie memoria di una mutazione in corso.
Questo sito non utilizza cookie di profilazione ma solo cookie tecnici per funzionare correttamente e cookie di Analytics per raccogliere statistiche anonime sulla navigazione. Continuando la navigazione su questo sito si accetta la Cookie PolicyX non mostrare più