A. Sant'Elia_Viadotto, 1913
31/10/2025 - Dall’8 novembre all’8 dicembre 2025, la Pinacoteca Civica di Como e l’ADI Design Museum di Milano ospitano un doppio appuntamento espositivo dedicato ad Antonio Sant’Elia.
L’iniziativa, a cura dei Musei civici di Como e dell’Accademia di Belle Arti di Brera, rappresenta la prima tappa del progetto triennale Documentare, valorizzare: tra ricerca e progettazione digitale, avviato nel 2024 grazie alla collaborazione tra Comune di Como, Pinacoteca Civica e Accademia di Brera.
Il programma ha coinvolto gli studenti della Scuola di Comunicazione e valorizzazione del patrimonio artistico e della Scuola di Nuove Tecnologie, impegnati nel corso dell’anno accademico 2024-25 in un percorso di studio e ricerca sull’opera di Sant’Elia, di cui la Pinacoteca conserva oltre 180 disegni originali.
“Le città di Como e Milano sono state fondamentali nelle vicende umane ed esperienziali di Sant’Elia”, ha dichiarato Enrico Colombo, Assessore alla Cultura, Musei, Biblioteca, Turismo e Como UNESCO Creative City. “Questa ricerca rappresenta un percorso di divulgazione dell'immenso patrimonio dell'architetto comasco, affinché le nuove generazioni siano sempre più consapevoli del valore delle collezioni dei Musei civici e possano esserne i primi custodi”.
“Antonio Sant’Elia continua a ispirare generazioni di giovani con la forza visionaria delle sue idee”, sottolinea Veronica Vittani, Responsabile dei Musei civici. “La sua architettura futurista, audace e proiettata verso il domani, parla a chi sogna un mondo nuovo, dinamico e tecnologico. I suoi disegni, conservati in Pinacoteca, sono spesso oggetto di studio e reinterpretazione da parte di studenti, artisti e designer”.
Le due esposizioni presenteranno complessivamente 24 disegni originali delle collezioni della Pinacoteca – 10 a Como e 14 a Milano – databili tra il 1913 e il 1914 e raramente esposti. Si tratta di progetti e studi di edifici industriali, centrali elettriche, stazioni e infrastrutture, messi in relazione con i contesti urbani di Como e Milano, le due città che più hanno influenzato l’immaginario visionario dell’architetto.
Lorella Giudici, docente di Storia dell’Arte contemporanea all’Accademia di Brera, restituisce un ritratto vivace di Sant’Elia: “Passo secco e deciso, figura alta e slanciata, portamento franco e spavaldo, cappello a robiola, cravattina a farfalla, l’inseparabile corta pipa… Sant’Elia era ‘affezionatissimo alla sua Città Natale’ ed è lì che ha raccolto le prime suggestioni che sono andate a nutrire i sogni di un’architettura che si dirige verso il cielo”.
Come evidenzia Alessandra Coppa, docente di Storia dell’Architettura all’Accademia di Brera, “Sant’Elia aveva precorso agli inizi del Novecento i temi moderni della mobilità urbana. Pensava a una città per incontri dinamici, un’utopia realizzabile dove la strada diventa la piazza, una città policentrica in cui l’interconnessione dei trasporti è determinante. […] Anche Como e Milano avevano iniziato ad attuare significative innovazioni infrastrutturali e industriali, per cui la Città Nuova di Sant’Elia non appare del tutto avveniristica e rispecchia in parte la città reale”.
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