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Il Grand Palais torna a splendere: Chatillon Architectes firma il più grande restauro della storia del monumento
A Parigi riapre lo storico edificio con nuovi spazi espositivi, ristoranti, accessibilità totale e un'inedita connessione urbana
Autore: cecilia di marzo
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Grand Palais © Charly Broyez for Chatillon Architectes Grand Palais © Charly Broyez for Chatillon Architectes
26/06/2025 - Il Grand Palais ha riaperto completamente le sue porte dopo il più importante intervento di restauro nei suoi 120 anni di storia, a cura dello studio parigino Chatillon Architectes. Dopo l’inaugurazione della rinnovata Navata in occasione delle Olimpiadi di Parigi 2024, l’intero complesso di 77.000 metri quadrati è stato ripensato per migliorare la composizione architettonica, ampliare l’esperienza dei visitatori e restituire alla città uno dei suoi simboli più iconici, con nuovi spazi espositivi, ristoranti e un accesso pubblico senza precedenti.

Il progetto ha restituito chiarezza spaziale e leggibilità architettonica, unificando le diverse strutture dell’edificio e adattandole a un uso culturale contemporaneo. Guidati da oltre 3.000 disegni e planimetrie d’archivio, gli architetti hanno cercato di recuperare la visione originaria del monumento, coniugandola con esigenze tecniche, ambientali e civiche del XXI secolo. Ogni intervento è stato concepito come parte di una narrazione complessiva, rileggendo il passato architettonico del Grand Palais per aprirlo al futuro.

“Il Grand Palais è un simbolo potente del patrimonio culturale francese: iconico e immediatamente riconoscibile, ma con tanta bellezza nascosta da decenni” – spiega François Chatillon, fondatore dello studio.
“Non volevamo reinventarlo, ma rivelarne l’identità. Questo restauro è stato un processo di riscoperta, per restituirgli vita e restituirlo al pubblico, restando fedeli al suo spirito.”

Costruito per l’Esposizione Universale del 1900, il Grand Palais è da sempre uno dei luoghi più rappresentativi della cultura e dell’eccellenza artistica e ingegneristica francese. Progettato da Henri Deglane, Albert Louvet e Albert Thomas, sotto la direzione di Charles Girault, unisce stile Beaux-Arts con materiali moderni come vetro e acciaio. Negli anni ’60, Pierre Vivien modernizzò la parte settentrionale danneggiata dalla guerra, focalizzandosi su sicurezza e funzionalità.

Tuttavia, decenni di frammentazione e incuria ne avevano compromesso l’accessibilità, oscurato le circolazioni interne e alterato l’architettura originaria.

Il progetto di Chatillon Architectes ha come obiettivo primario quello di riattivare le direttrici storiche di circolazione e la fruizione visiva: è stato riaperto l’asse centrale che collega Square Jean Perrin alla Senna, creando una nuova “Place Centrale” di accoglienza e orientamento per il pubblico.

La mobilità verticale è stata completamente riprogettata con oltre 40 ascensori e montacarichi, e 30 nuove scale, per garantire piena accessibilità. Diverse gallerie sono state rinnovate, riportandole alle proporzioni e finiture originali, dotate di nuovi sistemi di illuminazione e tecnologia flessibile. Gli spazi ospiteranno temporaneamente le collezioni del Centre Pompidou, durante la ristrutturazione della sede madre, affiancati da mostre ed eventi curati da GrandPalaisRmn.

Tra le novità: una nuova mezzanina panoramica con il Réséda Café, curato dallo chef stellato Thierry Marx, e la nuova brasserie Le Grand Café, con interni firmati Joseph Dirand, nella loggia nord della Navata con vista sui giardini degli Champs-Élysées.

Le partizioni moderne che frammentavano gli spazi interni sono state rimosse o sostituite da pareti in vetro. È stato anche eliminato il muro divisorio che dal 1937 separava la Navata principale dal Palais de la Découverte, ripristinando una vista originaria perduta da quasi un secolo.

La riconfigurazione della Place Centrale, della Rotonde d’Antin e del Salon Seine ha creato un ambiente aperto e fluido, portando a un aumento del 140% dell’accessibilità pubblica all’intero edificio.
Il restauro ha unito artigianato tradizionale e tecnologie avanzate: sono stati ripristinati 150 monumentali finestroni e oltre 1.000 statue, bassorilievi e decorazioni, insieme alla creazione di nuove aperture e porte alte fino a sei metri.

“Per noi, ogni restauro culturale nasce da un forte senso del luogo. Il Grand Palais è stato restituito alla città come spazio monumentale e culturale, ma anche come luogo vivo e condiviso” – conclude Simon Chatillon, partner dello studio.

La trasformazione si estende anche all’esterno, con il ridisegno dei giardini circostanti che ricollegano visivamente il Grand Palais con i giardini degli Champs-Élysées. Sono state piantate oltre 60.000 piante di 250 specie diverse per favorire l’impollinazione e la biodiversità locale, irrigate grazie a un sistema che recupera l’acqua piovana dai tetti restaurati.
​
Con questo intervento, Chatillon Architectes ha reso il Grand Palais non solo un monumento restaurato, ma un nuovo polo culturale e pubblico per la Parigi del futuro.
 
 

  Scheda progetto: Le Grand Palais
Simon Lerat / GrandPalaisRmn
Vedi Scheda Progetto
CHARLY BROYEZ FOR CHATILLON ARCHITECTES
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CHARLY BROYEZ FOR CHATILLON ARCHITECTES
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CHARLY BROYEZ FOR CHATILLON ARCHITECTES
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Simon Lerat / GrandPalaisRmn
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CHARLY BROYEZ FOR CHATILLON ARCHITECTES
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CHARLY BROYEZ FOR CHATILLON ARCHITECTES
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CHARLY BROYEZ FOR CHATILLON ARCHITECTES
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ANTOINE MERCUSOT FOR CHATILLON ARCHITECTES
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ANTOINE MERCUSOT FOR CHATILLON ARCHITECTES.
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