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Angelo Mangiarotti. Quando le strutture prendono forma
La Triennale di Milano rende omaggio all'architetto milanese con una retrospettiva che ripercorre oltre 60 anni di attività
Autore: antonella fraccalvieri
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Angelo Mangiarotti. Quando le strutture prendono forma - photo Melania Dalle Grave, DSL Studio Angelo Mangiarotti. Quando le strutture prendono forma - photo Melania Dalle Grave, DSL Studio
27/01/2023 - Inaugura oggi alla Triennale di Milano la mostra Angelo Mangiarotti. Quando le strutture prendono forma, una delle più complete ed esaustive retrospettive mai realizzate sulla figura dell’architetto milanese, che ripercorre oltre 60 anni di attività attraverso un’ampia selezione di opere, progetti, documenti e materiali, molti dei quali mai esposti prima.
 
In programma fino al 23 aprile 2023, la mostra è a cura di Fulvio Irace, con Francesca Albani, Franz Graf (sezione architettura), Luca Pietro Nicoletti (sezione scultura), Marco Sammicheli (sezione design), e con il supporto di Giulio Barazzetta.
L’esposizione è stata inoltre realizzata in collaborazione con la Fondazione Angelo Mangiarotti, che ha messo a disposizione le risorse del suo archivio. Il progetto di allestimento è a cura di Ottavio Di Blasi & Partners, con la partecipazione di Renzo Piano.
 
Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano, afferma: “Triennale Milano porta avanti da anni un percorso dedicato ai grandi maestri italiani del progetto, da Enzo Mari a Ettore Sottsass, da Achille Castiglioni a Pietro Lingeri. A questi nomi si aggiunge ora quello di Angelo Mangiarotti, personalità poliedrica e internazionale che negli anni è stata testimone di eccellenti sperimentazioni nei campi dell’architettura, del design, della scultura, del progetto di infrastrutture. La retrospettiva che presentiamo intende dunque restituire la giusta importanza storica a una figura centrale nella cultura del progetto del ‘900. Siamo particolarmente riconoscenti a Renzo Piano, che è stato allievo di Mangiarotti e che con Mangiarotti ha lavorato proprio qui in Triennale nel 1968 per la 14a Esposizione Internazionale, per aver partecipato a questo importante progetto.”
 
Marco Sammicheli, Direttore del Museo del Design Italiano di Triennale Milano, dichiara: “Angelo Mangiarotti è una figura imprescindibile del design e dell’architettura italiani. Alcuni dei suoi progetti – tra cui il mobile 4D (UniFor EMME3 /Molteni&C, 1966), la poltrona IN 301 (Zanotta, 1969), il lampadario Giogali (Vistosi, 1967) – sono parte della collezione permanente di Triennale. Questa mostra è un’ulteriore tappa del percorso avviato nell’ottobre 2021 con la giornata di studi organizzata nel centenario della nascita di Mangiarotti, per valorizzare l'opera dell'autore anche in relazione all'influenza che ha esercitato in Giappone, negli Stati Uniti e in Europa.”
 
Per Fulvio Irace, curatore della mostra, “l’esposizione in Triennale è la prima occasione di restituire alla figura del grande maestro quella complessità che è stata per lungo tempo rimossa dalla sua fama di costruttore attento al processo della cultura materiale e alle tecniche della prefabbricazione. Se è vero infatti che Mangiarotti abbia, per così dire, reinventato l’eterno archetipo della trave e del pilastro, declinandolo per tutta la vita in una strabiliante gamma di variazioni, è altrettanto indubbio – come appunto la mostra mette in luce – che nella sua opera sia contenuta una vena espressiva di grande potenza plastica e scultorea, che lo colloca nel dominio dell’arte oltre che dell’architettura e del design.”
 
L’allestimento della mostra vede la partecipazione di Renzo Piano, che ha conosciuto Mangiarotti negli anni milanesi del Politecnico e della 14a Triennale (1968), e vuole rendere omaggio alla puntuale maniera di inquadrare il tema dello spazio, che caratterizza le opere del grande architetto milanese. Il progetto di allestimento sviluppato da Ottavio Di Blasi & Partners è composto da una serie di piattaforme che ospitano i nuclei tematici della mostra: dal nodo al giunto, dalla scultura, all’assemblaggio, dall’astrazione alla sensualità. Ogni tavolo presenta un insieme di modelli di studio, prototipi, realizzazioni e frammenti di lavoro, restituendo al visitatore la ricchezza sperimentale di Mangiarotti e l’atmosfera da laboratorio del suo atelier.
 
La mostra si concentra sull’attitudine di Mangiarotti nell’affrontare ogni singolo problema progettuale all’interno di una visione globale molto più ampia, in cui la sperimentazione, le caratteristiche del materiale e le funzioni statiche vanno ben oltre le leggi della struttura, attraverso sperimentazioni dei materiali come cemento, marmo e vetro.
 
Il percorso espositivo prende avvio dal grande corridoio d’ingresso, lungo la cui parete sinistra si snoda una timeline, ispirata alla caratteristica atmosfera dello studio dell’architetto: una lunga parete colorata, dove immagini e disegni dei suoi progetti principali si affastellano e si dispongono ad illustrare il suo composito universo creativo.
 
Nella parete di fronte, una quadreria schiera una folta serie di disegni di mano dell’architetto, a illustrare la sua grande capacità espressiva e il valore che il disegno riveste nel suo processo ideativo. Entrando nella sala, lo spettatore è attratto da grandi stampe di fotografie fuori scala che riprendono vari dettagli, sia interni che esterni, dei suoi progetti, calandolo all’interno di un percorso che illustra i temi principali della sua incessante ricerca. Senza divisioni forzate tra confini disciplinari, si ha così la possibilità di percepire la continuità di alcuni temi formali che si allacciano e riprendono in tempi diversi e alle diverse scale, come suoni ricorrenti in un complesso testo musicale. Se nei grandi tavoli si dispongono materiali originali d’ archivio – documenti, disegni, foto e maquettes – tutt’attorno si distende un paesaggio da cui emergono con prepotenza presenze scultoree a testimoniare la profonda vena artistica che caratterizza tutta la sua vita.
 
In una sala apposita sarà anche possibile assistere alla proiezione del video Un Angelo su Milano: Mangiarotti e la città, realizzato appositamente per l’esposizione da Francesca Molteni, Muse Factory of Project.
 
Un catalogo, a cura di Fulvio Irace ed edito da Electa (in italiano e in inglese), accompagna e completa la mostra, con una serie di interventi di critici ed esperti, tra cui i saggi di Francesca Albani, Giulio Barazzetta, François Burkhardt, Franz Graf, Luca Pietro Nicoletti, Marco Sammicheli; i focus su specifiche tematiche di Luisa Boccheitto, Tullia Iori, Beppe Finessi, Motomi Kawakami, Valentina Marchetti, Marco Ragone, Toshihiko Suzuki; le testimonianze di Enrico Bona, Martino Gamper, Renzo Piano, Alberto Vintani e un reportage fotografico di Filippo Romano.
 
Oltre al catalogo, la mostra è accompagnata da un podcast, a cura di Carlo Pastore e Giorgio Terruzzi, un album tematico sulle architetture milanesi di Mangiarotti e una guida illustrata per i più piccoli.
  
In occasione della mostra, Triennale Milano organizza inoltre una serie di tour per il pubblico dedicati alla scoperta dei principali progetti realizzati da Angelo Mangiarotti nella città di Milano durante la sua carriera.
 
Nel periodo di apertura della mostra in Triennale, anche il Politecnico di Milano dedica un’esposizione all’architetto e designer milanese: Angelo Mangiarotti e la cultura politecnica, che si svolgerà dal 28 marzo al 30 maggio 2023.
 
La mostra è resa possibile grazie ai Partner Istituzionali Lavazza Group e Salone del Mobile.Milano, al Technical Partner ATM e ai Technical Sponsor UniFor e Vetreria Vistosi.


Angelo Mangiarotti. Quando le strutture prendono forma - photo Melania Dalle Grave, DSL Studio


Angelo Mangiarotti. Quando le strutture prendono forma - photo Melania Dalle Grave, DSL Studio


Angelo Mangiarotti. Quando le strutture prendono forma - photo Melania Dalle Grave, DSL Studio


Angelo Mangiarotti. Quando le strutture prendono forma - photo Melania Dalle Grave, DSL Studio


Angelo Mangiarotti. Quando le strutture prendono forma - photo Melania Dalle Grave, DSL Studio


Angelo Mangiarotti, IN 301 (1969), Zanotta Courtesy Triennale Milano - foto ┬ę Amendolagine Barracchia


Studi e prototipi per brocca Bibulo, (1991), Collevilca Courtesy Fondazione Angelo Mangiarotti - Triennale Milano - foto ┬ę Gianluca Di Ioia


Angelo Mangiarotti, Sculture - Courtesy Fondazione Angelo Mangiarotti - Triennale Milano - foto ┬ę Gianluca Di Ioia


Disegno per la Scultura Divenire per lo stabilimento UniFor di Turate - Courtesy Archivio UniFor


Chiesa di Baranzate, progetto di Angelo Mangiarotti e Bruno Morassutti (1957), 2022 Triennale Milano - foto ┬ę Filippo Romano


Ritratto di Angelo Mangiarotti - Courtesy Fondazione Angelo Mangiarotti

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Angelo Mangiarotti, IN 301 (1969), Zanotta Courtesy Triennale Milano - foto ┬ę Amendolagine Barracchia
Studi e prototipi per brocca Bibulo, (1991), Collevilca Courtesy Fondazione Angelo Mangiarotti - Triennale Milano - foto ┬ę Gianluca Di Ioia
Angelo Mangiarotti, Sculture - Courtesy Fondazione Angelo Mangiarotti - Triennale Milano - foto ┬ę Gianluca Di Ioia
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Chiesa di Baranzate, progetto di Angelo Mangiarotti e Bruno Morassutti (1957), 2022 Triennale Milano - foto ┬ę Filippo Romano
Ritratto di Angelo Mangiarotti - Courtesy Fondazione Angelo Mangiarotti
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