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Apfelhotel Torgglerhof: l'ultimo 'nato' di casa noa*
Un luogo storico trasformato in uno spazio dedicato ai sensi
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24/08/2020 - Con la nuova giovane generazione, l’Apfelhotel di Saltusio in Alto Adige percorre nuove strade, ma senza abbandonare del tutto i vecchi sentieri. Il progetto di noa* ha trasformato questo luogo storico in uno spazio dedicato ai sensi e alla condivisione di momenti unici.
La mela, frutto originario del Kazakistan giunto in Alto Adige grazie ai Romani, ha trovato qui una nuova patria, caratterizzando quasi ovunque il paesaggio culturale. Al centro di questo panorama, all’inizio della Val Passiria, si trova il Torgglerhof, le cui radici si innestano nella classica coltivazione delle mele, ma che nel tempo si è sviluppato fino a diventare un luogo di incontro, ritrovo e divertimento. È nato così l’Apfelhotel, che non è soltanto una meta gradita, ma è sempre più un must per gli ospiti in cerca di qualcosa di particolare.

Nel 2014 noa* ha vinto il concorso per l’ampliamento della struttura esistente, progetto realizzato in più fasi. Nel 2016 il vecchio fienile accanto all’edificio principale e al ristorante è stato sventrato e riconvertito.
Dietro la facciata originale troviamo, al piano inferiore, la produzione di golosità e prelibatezze caratteristiche, realizzate anche con le mele coltivate in loco, e al piano superiore le camere per gli ospiti. Parallelamente è stata creata la sauna delle mele, la prima parte di un ampio spazio per il benessere e il relax, che è stato in seguito ulteriormente ampliato.

Nel 2020 sono state costruite 18 nuove suite per gli ospiti, che si inseriscono perfettamente nella struttura del maso e mostrano uno stile rurale. È stata prestata particolare attenzione a non distruggere il carattere di insieme della struttura e a mantenerne le proporzioni. In antitesi a questo sviluppo rurale spicca l’architettura verde e moderna del giardino dello spazio wellness al centro dell’intera area, una sorta di “cuore verde” che, analogamente alla sauna delle mele, si integra perfettamente e completamente nel paesaggio.

L’area wellness di recente inaugurazione, che è il nuovo fulcro dell’intera struttura, non presenta alcuna facciata costruita sul lato nord. A questa nuova area benessere si accede tramite una sorta di guscio semicurvo in cemento a vista, il cui portale in legno antico catalizza l’attenzione. Già qui, in questo raccordo tra la superficie e il sottosuolo, la parola “immersione” assume un significato particolare. Mentre da questo lato, un pendio naturale, non è visibile alcun edificio, lo spazio wellness si apre verso sud, dove la facciata in vetro e acciaio si dissolve dietro un filtro verde.

Il pergolato in metallo, su cui si arrampicherà un profumato gelsomino, si protende verso l’alto a cielo aperto, ricordando le strutture di supporto utilizzate nella moderna coltivazione delle mele.
La “Brunnenhaus” – nome della nuova area wellness – si nasconde quindi sotto una collina e diventa parte integrante del paesaggio. Dall’interno si gode anche la vista sulla piscina con ingresso interno che si protende all’aperto attraverso la facciata ricoperta di verde. La piscina all’aperto è parzialmente contornata da pietra di Luserna: là dove la superficie acquatica si espande nello spazio aperto circostante, questa cornice si dissolve e si fonde visivamente con il paesaggio mediante il bordo a sfioro. 

Ad est del complesso si trovano le nuove suite con giardino, tre edifici indipendenti con un totale di 18 camere disposte su tre piani. Con i tetti a sella esprimono il linguaggio architettonico dell’ambiente circostante, e attraverso il design della facciata combinano tradizione e modernità. Il rivestimento esterno dell’edificio è stato appositamente mantenuto scuro per richiamare la tradizione dei caratteristici fienili.
Il motivo del rivestimento a rombi in legno – una sorta di trasformazione dei classici montanti in legno – conferisce ai tre edifici un inconfondibile carattere moderno.

La natura e il paesaggio svolgono un ruolo importante anche all’interno. Rivestimenti in legno, superfici e fibre naturali grezze caratterizzano gran parte dell’arredamento e delle decorazioni. I materiali rappresentano il filo conduttore di tutti gli spazi.


  Scheda progetto: Apfelhotel Torgglerhof
Alex Filz
Vedi Scheda Progetto
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Commenti per questa notizia
Monica
Dispiace notare che il successo, spesso ben meritato, che negli ultimi anni ha avuto l'architettura sudtirolese porta a volte i progettisti a realizzare opere autoreferenziali che stravolgono il preesistente, sia esso il manufatto originario o, cosa ben più grave, il contesto ambientale nel quale esso si trova. Il commento di Nicola che pienamente condivido, mi porta a segnalare un altro paradiso naturale rovinato da eccessive ambizioni imprenditoriali e stilistiche: mi riferisco al Familienhotel Feuerstein in val di Fleres, sempre in Alto Adige, fino a poco tempo fa un autentico esempio di perfetto equilibrio fra natura e architettura, oggi trasformato in una orribile mostro di cemento che, avviluppato in complicati arabeschi di legno, mortifica il paesaggio e chi ne vorrebbe godere
Fortunato
A prescindere sulle scelte di forme lignee " appiccicate " all'esterno che, a mio parere, non hanno nulla della semplicità che naturalmente dovrebbe trovare spazio nel contesto montano, il progettista- ideatore si è posto il problema della manutenzione di quanto ha messo in essere? Le idee possono sempre essere realizzate ma devono anche essere mantenute, vedi la catastrofe dei tiranti in cls armato del noto ponte del quale non voglio nemmeno pronunciare il nome ne pensare ai " minorati " che dopo aver valutato il progetto lo hanno avvallato.
Nicola
Frequento da anni il torgglerhof e sono rimasto sconvolto per come sua stato rovinato con questo nuovo progetto: prima c'era un giardino con un prato immengo che dava un senso di spazio e ariositá, nel quale si poteva mangiare guardando i bambini correre liberi. Dopo pranzo ci si poteva stendere su una sdraio e riposare ritagliandosi un posto all'ombra nell'immenso spazio disponibile. Ora è stato tutto rovinato: il grande prato è diventato un minuscolo parco giochi di pochi metri quadri per lasciare spazio a costruzioni di cemento. La libera visuale sui meleti è stata inoltre completamente occupata da orribili montagne artificiali della zona wellness, creando un senso claustrofobico. L'architetto che ha deturpato quel luogo incantevole dovrebbe cambiare mestiere.

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