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22/06/2009 - In questi giorni il Danish Architecture Centre (DAC) di Copenaghen ospita la mostra itinerante “Foster + Partners: Working with History”.
L’esposizione è dedicata agli interventi effettuati dal celebre studio britannico su infrastrutture ed edifici storici. “Le strutture dalla storia complessa sono come città in miniatura. La ricchezza di molte ‘città ’ deriva dal fatto che più generazioni sono state fiduciose ed ottimiste nel voler lasciare la loro “impronta”. Similmente i diversi ‘strati’ storici di una struttura possono essere spesso apprezzati più chiaramente se visti attraverso la lente del nuovo”, spiega Norman Foster.
Attraverso testi ed immagini, la mostra presenta 18 progetti internazionali, tra cui il Reichstag di Berlino (1999), la corte principale del British Museum a Londra (2000), la corte interna della Smithsonian Institution (2007), il recentissimo progetto per il Restyling dello Slussen di Stoccoloma (2009), la Stazione di scambio di Canary Wharf (1999), il realizzando intervento di ristrutturazione e ampliamento del museo Pushkin a Mosca, la stazione di Dresda (2006), e la Elephant House allo Zoo di Copenhagen, inaugurata lo scorso anno.
Denominatore comune di molte opere in mostra è la caratteristica cupola in vetro (definita dallo stesso studio britannico come “il marchio di fabbrica di Foster + Partners”), soluzione individuata e piuttosto urilizzata dallo studio in quanto ritenuta capace di rispettare le strutture esistenti e l’intorno, aggiungendo al contempo significatività ed innovazione all’architettura recuperata. È questo il caso, ad esempio della Elephant House di Copenaghen (2008), struttura assai cara agli abitanti della capitale norvegese. I due recinti dell'edificio sono coperti da leggere cupole vetrate, dotate di finestre che consentono illuminazione e ventilazione naturale della struttura, nonché una visuale costante sul cielo e sui colori che questo assume nelle diverse ore del giorno; mentre le foglie in fritta di vetro serigrafate sulla copertura riproducono il disegno della chioma di un albero. Si tratta di una scelta pensata per trasmettere trasparenza ed apertura in un luogo tradizionalmente concepito come spazio chiuso.
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