20/03/2008 - Lo studio Duggan Morris Architects (Mary Duggan and Joe Morris) ha vinto il concorso internazionale del RIBA per progettare il nuovo osservatorio di Crosby in Inghilterra, battendo gli altri cinque finalisti Ellis Williams Architects, Farrell & Clark Architects, Phos Architects e Studio 8.
L’osservatorio diverrà , assieme all’installazione “Another Place†e al “Sefton Water Centreâ€, una delle tre attrazioni di Crosby beach in Merseyside.
“La sfida – afferma Joe Morris - era creare qualcosa che enfatizzasse lo straordinario scenario che induceva alla creazione di una sorta di faro. Il nostro progetto fa riferimento alla sempre presente eredità industriale di Liverpool e alla ricchezza e al prestigio dei suoi edifici storici. Inseriti in questo contesto, abbiamo disegnato una forma audace e d’effetto che sarà coraggiosamente adagiata nello skyline, intrigando e stimolando la curiosità di tutti i turisti".
Il progetto di Duggan Morris Architects divide le funzioni dell'edificio in due strutture distinte - un centro visitatori e un centro di osservazione. Il sito è immaginato come un tavolo sul quale sono appoggiati questi due elementi.
Il centro visitatori è inteso come luogo per esposizioni temporanee e seminari. Il primo piano, che ospita un caffè, un ristorante e le gallerie, si apre verso l’installazione ‘Another Place’ di Anthony Gormley. La terrazza è accessibile e ospita un anfiteatro all’aperto.
L'eleganza della forma della torre è ottenuta tramite un accurato trattamento della soluzione strutturale dell'edificio - una serie di ellissi ruotate le cui dimensioni si riducono gradualmente salendo verso la sommità dell'edificio. Avvolto in una pelle liscia, traslucida, la scheletro interno resta visibile ma non predomina. Un teorico “strappo†in questa “pelle†ai piani alti indica l'ubicazione del piano di osservazione interno, mentre la piattaforma esterna è sospesa al livello del tetto.
Visto dal panorama, il centro di osservazione risplenderà nella notte come una lampada da tavolo gigante, grazie all’utilizzo per la pelle di materiale fotoluminescente che le conferisce luce senza l’uso di illuminazione artificiale.
Vista l'abbondanza di fonti naturali di energia presenti (energia del vento, delle maree e solare), si è studiato un sistema che aspira ad essere a emissioni zero. L’acqua piovana, inoltre, raccolta sul tetto di entrambi gli edifici, sarà utilizzata a fini irrigui e per le toilette.
|