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Assegnato il concorso “Borgo in luce”
Cava de’ Tirreni premia 3TI Progetti Italia
Autore: cecilia di marzo
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ASSEGNATO IL CONCORSO “BORGO IN LUCE”
28/06/2006 – Il concorso europeo di progettazione dal titolo “Borgo il luce” bandito dal Comune di Cava de’ Tirreni si è concluso con l’aggiudicazione del primo premio al gruppo composto da 3TI Progetti Italia – Ingegneria integrata S.r.l. (capogruppo), arch. Alberto Barone, arch. Maurizio Fabbricatore, ing. Salvatore Napoli, arch. Alessandro Mazzoli, ing. Valerio Petrinca e Luciano Stignani.

Il concorso, nell’ambito del Programma Urban – Italia “la Città Solidale”, iniziative di valorizzazione del centro storico, aveva lo scopo di raccogliere e mettere a confronto proposte tecniche ed economiche per un’illuminazione artistico/architettonica con la duplice finalità di valorizzare il sottoportico e ciascun esercizio commerciale che vi prospetta e riqualificare lo spazio urbano del Corso Umberto I e delle strade perpendicolari di accesso allo stesso, attraverso l’illuminazione dei beni architettonici e monumentali, anche non porticati, presenti lungo il percorso.

Il progetto vincitore
«Il progetto per la nuova illuminazione artistica del centro antico di Cava de’ Tirreni ha come premessa necessaria una lettura attenta del Borgo di Cava: un lungo asse che attraversa la città, uno spaccato urbano sul quale prospettano gli edifici ma allo stesso tempo un sistema la cui dimensione pubblica si amplia in senso orizzontale: la strada comprende due percorsi laterali, come le navate di una basilica infinita: la navata centrale ha per tetto il CIELO, le navate laterali si raccolgono al di sotto degli edifici, ne sopportano il peso con le belle volte a crociera, si distendono negli interni degli androni, dei cortili, dei giardini.
Il motto utilizzato per il concorso è stato Fainòmenon.
Fainòmenon è ciò che si mostra, che appare e perché ciò accada occorre la mediazione di un progetto in grado di cogliere il carattere del sito, farlo proprio per assecondare l’identità dei luoghi e dei soggetti che li conformano, senza prevalere sulle architetture ma aiutandone la comprensione culturale arricchendo lo spazio urbano di gerarchie e priorità.
Su tali presupposti si fonda questo progetto: la individuazione critica delle specificità, la ricerca di un equilibrio tra continuità e discrezione, regola ed eccezione.
Le scelte conseguenti vengono radicate a tre precise condizioni alle quali subordinare tutte le altre:
- il riconoscimento del porticato, inteso come sistema spaziale, e non come elemento architettonico isolato;
- l’individuazione all’interno di un sistema unitario di quelle emergenze architettoniche in grado di conferire autorità all’intero complesso;
- l’introduzione di una scala gerarchica di variazioni luminose: si reintroduce la dimensione temporale – occorrono tempi diversi per leggere oggetti disposti all’interno di uno spazio che invece la presenza di una illuminazione artificiale uniforme o eccessiva potrebbe annullare e questa temporalità diventa elemento del progetto.
L’osservazione del luogo non si è limitata alla sola comprensione delle qualità urbane ma è stata ampliata fino ad una accurata analisi esigenziale e prestazionale a partire dallo stato attuale: si è riscontrata una combinazione non omogenea e disarticolata della tradizionale illuminazione con successivi e inappropriati interventi dei privati.
Il punto chiave – sul piano tecnologico – diventa il risanamento delle facciate e dei portici da tutti gli impianti esistenti e la sostituzione con un unico cablaggio che partendo dal nuovo cavidotto che corre al centro del corso, si dirama ad ogni isolato a servire con quattro diverse linee i nuovi corpi illuminanti.
Dalle osservazioni sopra riportate scaturisce la scelta di sottolineare l’alternanza degli elementi archi – colonne regalando così una prospettiva armoniosa alla pregevole passeggiata lungo i portici.
Quest’asse prospettico è stato ottenuto posizionando delle apparecchiature sulla sommità del capitello con l’obiettivo di ottenere un effetto di luce radente su tutto l’arco.
Un secondo obiettivo progettuale è stato quello di eliminare gli eccessi di illuminazione a favore invece di un diffuso comfort visivo, operando una accurata selezione dei corpi illuminanti scegliendo apparecchiature che associano all’alta tecnologia ed all’efficienza, il massimo rispetto per il valore storico- tradizionale. Essi sono stati posizionati al centro di ogni campata del portico, sospesi con tiges rigide, ed in grado di incrementare il flusso luminoso ed al contempo indirizzarlo verso il basso per evitare dispersioni: il risultato è una parte bassa della campata bene illuminata, una parte alta a mezza luce in tal modo le volte di copertura conservano il loro fascino architettonico coprente e protettivo.
Terzo punto fondamentale è stato quello di valorizzare gli esercizi commerciali, si prevede la rimozione degli attuali proiettori, ingombranti, di sgradevole impatto visivo e di notevole dispendio energetico. Se ne propone la sostituzione con proiettori compatti, di piccole dimensioni e ad altissima resa luminosa.
Quarto punto è quello rappresentato dalla illuminazione stradale. Le attuali lanterne, di tipo tradizionale, hanno scarsa efficienza, disperdono il flusso luminoso in tutte le direzioni; sono privi di qualsiasi dispositivo ottico atto a convogliare il flusso di luce verso il basso, nascondono la volta del cielo. Al loro posto si prevedono lanterne a parete, con braccio ad applique, posizionate ad un altezza di circa 5,50 m da terra con interasse di circa 10 m e con disposizione a quinconce.
L’utilizzo di tali apparecchiature permetterà di studiare l’inserimento nei medesimi di dispositivi acustici (casse stereofoniche) per le frequenti manifestazioni culturali che la città vive tutto l’anno.
Anche sotto l’aspetto della vigilanza si sta sviluppando un progetto per equipaggiare le lanterne con telecamere a circuito chiuso che garantiscano la sicurezza urbana.
Il progetto nella sua parte finale prevede inoltre la possibilità di illuminare le varie emergenze architettoniche che si trovano lungo il corso, come ad esempio la ex Prefettura e la chiesa del Purgatorio, mediante l’applicazione di nuove tecniche di illuminazione che consentono di enfatizzare la bellezza dei dettagli architettonici occultando i sistemi utilizzati».


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