Ph. José Hevia
07/04/2026 - Raúl Sánchez Architects trasforma la Casa del Pirata, storica residenza della famiglia Cuyàs a Mataró, in Spagna, intervenendo su vestibolo, sala principale vincolata e sala da pranzo. Il progetto risponde a un’esigenza precisa: rendere abitabili e funzionali spazi segnati dal tempo, senza cancellarne le tracce, ma utilizzandole come materia attiva del progetto.
Qui il restauro non è un’operazione mimetica, ma una presa di posizione. La sala del pirata, nucleo simbolico della casa a Mataró, viene riletta attraverso un gesto netto: un basamento continuo in acciaio inox che corre lungo il perimetro e incorpora sedute, contenitori e postazioni di lavoro, assorbendo al suo interno l’intera infrastruttura impiantistica. È una linea contemporanea, precisa e riflettente, che non imita ma dichiara la propria presenza, instaurando un dialogo diretto con la complessità storica dello spazio.
Sopra, la casa resta quella di sempre. Le carte da parati originali, le pitture di famiglia e il soffitto policromo tornano protagonisti, liberati da sovrastrutture e interferenze. Sotto, il pavimento in cotto viene recuperato e consolidato, mentre le parti incongrue vengono rimosse per accogliere gli impianti, poi nascosti. Le crepe, le lacune, i segni del tempo non vengono corretti: diventano linguaggio. Nessun tentativo di “ringiovanimento”, ma una bellezza dichiaratamente stratificata.
Il progetto lavora per relazioni più che per oggetti. Il ritratto del pirata, ancora in posizione, continua a confrontarsi frontalmente con una superficie riflettente, oggi reinterpretata in un grande mobile specchiato che nasconde un interno laccato giallo e integra la tecnologia domestica. Un dispositivo che riflette, letteralmente, passato e presente.
Negli altri ambienti l’intervento è misurato. La sala da pranzo introduce un pavimento in rovere scuro che dialoga con le preesistenze, mentre il vestibolo ritrova il suo carattere originario attraverso la sottrazione e il recupero di cromie profonde. Il progetto si estende fino al dettaglio, dove materiali e disegno costruiscono una coerenza diffusa: acciaio, pietra e ferro definiscono maniglie, innesti e finiture, mentre tra gli arredi compare anche un tavolo laccato di Carlo Scarpa.
La tecnologia scompare, lo spazio riemerge. A Mataró, la Casa del Pirata non diventa un interno museale, ma un ambiente vivo, dove la memoria non è conservata, ma attivata.
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