© STEFAN GITHALER
09/02/2026 - Nel cuore di Milano, all’interno di un palazzetto del Settecento a pochi passi dalla Ca’ Granda del Filarete, DsignincMilano ridisegna la residenza di Oxana Bondarenko, imprenditrice della moda internazionale, influencer moscovita e grande amante dell’Italia. Il progetto costruisce un equilibrio tra memoria storica, linguaggio contemporaneo e collezionismo.
Firmato da Domenico Iovine e Vincenzo Sabatino, fondatori dello studio, l’intervento nasce dal desiderio di mettere in relazione materia, spazio e luce. La riorganizzazione dei due livelli è pensata come un unico racconto fluido, in cui la continuità tra gli ambienti diventa il vero tema progettuale.
Non è una semplice ristrutturazione: ogni spazio viene riscritto con misura, infondendo grazia e forza. La casa funziona come un organismo in movimento, dove architettura e interior design dialogano senza gerarchie, costruendo un’atmosfera elegante ma mai rigida.
Il travertino romano è il protagonista silenzioso e fil rouge del progetto. Attraversa i piani, unisce pavimenti, arredi su disegno e architettura, fino a trasformarsi nella testata del letto che funge da setto verso la cabina armadio. Non è decorazione, ma elemento narrativo, capace di segnare soglie e accompagnare il movimento dei percorsi interni.
«Nel progetto il travertino diventa una presenza silenziosa ma costante: attraversa i piani, disegna le soglie e accompagna il movimento degli spazi, diventando elemento di continuità tra architettura, arredi e memoria del luogo.» — Domenico Iovine e Vincenzo Sabatino.
Al piano terra, affacciato sulla corte interna, si sviluppano il soggiorno e la sala da pranzo. Qui il progetto alterna superfici morbide e volumi rigorosi, combinando materiali come bronzo, vetro, cemento, iuta e legno. Le geometrie sono controllate ma mai fredde, e gli arredi – fissi e mobili – dialogano con la collezione d’arte della proprietaria, composta da opere di artisti moderni e contemporanei, parte integrante della scena domestica.
La percezione degli spazi è continua: ogni ambiente si collega al successivo attraverso passaggi naturali, in cui luce e materia costruiscono profondità e ritmo. È una casa che si scopre gradualmente, più che mostrarsi.
Al primo piano, il progetto cambia tono. La zona notte si scalda con una palette più calda e materiali naturali come il rovere, creando un’atmosfera più intima e raccolta. Anche negli ambienti di servizio il linguaggio rimane coerente, con materiali scelti con attenzione e superfici curate nei dettagli, elementi chiave dell’intero intervento.
La casa viene interpretata come uno spazio abitato e in evoluzione, dove architettura, interior design e collezionismo convivono senza gerarchie. Nessun elemento prevale sugli altri: tutto concorre a costruire un racconto unitario fondato sulla misura e sulla materia.
Il legame con il contesto storico passa anche dalla corte interna, oggi parte integrante dell’abitazione. Un tempo annessa alla chiesa di Sant’Antonio, la corte diventa uno spazio di mediazione tra interno ed esterno, capace di conservare la memoria del luogo e, al contempo, definire l’identità contemporanea del progetto.
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