Fot Riikka Kantinkoski
27/10/2025 - A Helsinki, lo studio Fyra firma il progetto di rinascita di Konelabra, edificio in mattoni rossi costruito tra il 1925 e il 1933 per ospitare i laboratori della Helsinki University of Technology. Dopo oltre cinque anni di abbandono, l’immobile ritrova oggi nuova vita come spazio multifunzionale per uffici e showroom, grazie a un intervento che unisce rigore conservativo e adattabilità contemporanea.
Progettato originariamente dall’architetto Onni Tarjanne, Konelabra è tutelato con vincolo SR-1, il più alto grado di protezione architettonica in Finlandia. Il progetto di Fyra, avviato nel 2023 in collaborazione con Cobbleyard Real Estate, è stato sviluppato in stretto dialogo con il Museo della Città di Helsinki e gli enti di tutela edilizia.
Obiettivo: valorizzare l’identità storica dell’edificio senza rinunciare al comfort e alle esigenze tecniche attuali. Il cantiere, avviato nella primavera 2024, ha mantenuto intatti molti elementi originali – pavimenti, porte, battiscopa – ripristinando anche le cromie delle pareti storiche. Gru, quadri elettrici e vetrine scolastiche d’epoca sono stati lasciati in situ come memoria materiale del passato didattico.
Il progetto ha introdotto nuovi elementi – scale, aperture, soppalchi – progettati per essere rimossi senza danneggiare le strutture. Gli ambienti conservano l’impronta industriale originale, bilanciata da inserti in legno e materiali caldi. Le aree laboratorio mantengono le proporzioni storiche e la permeabilità visiva, mentre nuovi ambienti a doppia altezza sono stati integrati in modo rispettoso.
Fyra ha coordinato anche l’interior design per i primi tenant, firmando gli arredi di alcuni spazi pilota. L’intero intervento punta alla certificazione BREEAM In-Use, grazie a scelte impiantistiche e illuminotecniche a basso impatto.
Riuso come pratica progettuale
Konelabra rappresenta un esempio di architettura rigenerativa, che preferisce la trasformazione al tabula rasa. Un approccio che valorizza la stratificazione storica, riduce gli impatti ambientali e restituisce alla città un luogo di lavoro e incontro radicato nella sua memoria, ma aperto al futuro.
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