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Londra: Feilden Clegg Bradley è lo studio ‘più green’ del 2009
Ancora un prestigioso riconoscimento dopo lo Stirling Prize 2008
Autore: rossella calabrese
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 04/12/2009 – Lo scorso 25 novembre, il Green Building Council del Regno Unito ha premiato lo studio inglese Feilden Clegg Bradley (Bath) col titolo di “Sustainable Designer” per l’anno 2009 durante la cerimonia finale dei Sustainability Awards.

L’evento, che attualmente rappresenta il più alto riconoscimento nel campo dell’edilizia sostenibile per il Regno Unito, ha avuto luogo presso il Kings Place di Londra. Peter Clegg, socio senior dello studio ha commentato: “Questa è una grande attestazione della nostra capacità di rimanere in testa al settore dopo trent’anni di lavoro pionieristico nel campo di architettura ambientale. Siamo molto contenti”.

La commissione giudicatrice del concorso ha dichiarato: "Feilden Clegg Bradley ha vinto in questa categoria così dibattuta anche grazie alla disponibilità mostrata nel condividere le proprie conoscenze con i concorrenti”. Lo studio ha infatti caricato la sezione introduttiva del suo “Environmental  Handbook” (“Manuale Ambientale”) sul sito web dedicato, divulgando informazioni apprese in oltre 30 anni di progettazione.

D’altra parte, la vittoria del titolo da parte di Feilden Clegg Bradley non stupisce: lo studio rappresenta ormai un punto di riferimento per la progettazione sostenibile “made in UK”. Un anno fa, assieme ai connazionali Maccreanor Lavington e Alison Brooks Architects,  il team di Bath vinceva lo Stirling Prize 2008 col progetto del quartiere residenziale “Accordia” a Cambridge (Regno Unito).

L
o storico premio, organizzato annualmente dal RIBA (Royal Institute of British Architecture), veniva attribuito per la prima volta ad un complesso residenziale, peraltro già vincitore assoluto degli “Housing Design Awards 2006”, “Gold Standard” ai “Building for Life Awards 2006”, e primo classificato ai “National Homebuilder Design Awards 2006” ed ai “Civic Trust 2007”.

Ubicato sull’ultima grande area non edificata di Cambridge, “Accordia” sorge al confine tra città e campagna. Feilden Clegg Bradley, a cui era stata originariamente affidata l’ideazione del progetto, ha convocato Alison Brooks Architects e Maccreanor Lavington, affidandogli rispettivamente la pianificazione del 25 e del 10 per cento dei caseggiati. Fine ultimo dell’operazione, conferire varietà formale ai 166 appartamenti e alle 212 ville in programma.

Il lavoro dimostra notevole sensibilità per le esigenze degli abitanti del complesso, bambini compresi: degli spazi verdi e sicuri sono stati infatti disegnati pensando di offrire ai giovanissimi la possibilità di giocare e vivere all'aperto. Tuttavia, svincolandosi dalla tradizione Britannica dei grandi giardini privati, gli architetti hanno disegnato ampi spazi comuni alternati a piccole verande e corti interne. A questo riguardoasseriva Richard Lavington (Maccreanor Lavington), “ad ispirarci sono state Cambridge in qualità di “città-giardino” e le tradizionali villette a schiera all’inglese, ‘rivisitate’ per rispondere alle esigenze della vita moderna”. Considerato che la media britannica di densità abitativa si attesta su 25 case per ettaro, “Accordia”, con le sue con 47 case per ettaro, appare “insolitamente popolata” rispetto al luogo in cui è ubicata.
 
Sulle facciate esterne dei caseggiati prevale la tradizionale muratura in mattoni di Cambridge. Il costo complessivo dell’opera è stimato attorno agli ottanta milioni di sterlinee la prima fase della realizzazione del progetto è già stata portata a termine realizzando un totale di 187 abitazioni.

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