Ph. © Lance Gerber
17/04/2026 - Il Coachella Valley Music & Arts Festival 2026 quest'anno si tiene all’Empire Polo Club di Indio, California, in due weekend consecutivi, dal 10 al 12 aprile e dal 17 al 19 aprile 2026. Per questa edizione, Public Art Company (PAC) presenta un programma di installazioni di arte pubblica su larga scala curate da Raffi Lehrer insieme a Paul Clemente (Goldenvoice Art Director), con opere di Sabine Marcelis, Kyriakos Chatziparaskevas, The Los Angeles Design Group (LADG), Dedo Vabo, Robert Bose, NEWSUBSTANCE e Don Kennell. Come ogni anno, le installazion trasformano il festival in un paesaggio immersivo dove monumentalità, luce e materia diventano strumenti per ridefinire l’esperienza dello spazio nel deserto della Coachella Valley.
Le installazioni 2026 condividono un approccio progettuale che mette al centro l’esperienza del corpo: opere attraversabili, abitabili e in costante dialogo con la luce mutevole del deserto, tra ore diurne e notturne. L’obiettivo curatoriale è costruire ambienti più che oggetti, in cui il festival diventa una sequenza di spazi sensoriali.
Maze – Sabine Marcelis
Maze è un labirinto composto da archi gonfiabili in PVC morbido e sovrapposto, ispirati alle forme naturali della Coachella Valley. Le superfici sfumano dal giallo pallido al rosso intenso, creando un paesaggio di volumi morbidi che filtrano il suono e generano zone d’ombra. Il percorso invita a perdersi tra passaggi e nicchie di sosta, con aperture che incorniciano scorci del festival. Dopo il tramonto, l’opera si accende e diventa un ambiente luminoso diffuso, una sorta di oasi artificiale immersiva.
Ph. © Lance Gerber
Starry Eyes – Kyriakos Chatziparaskevas
Starry Eyes costruisce un campo di strutture geometriche ispirate al cactus golden barrel, inclinate e raggruppate fino a raggiungere circa 40 piedi di altezza. Le aperture alla base permettono di entrare nello spazio interno, dove tessuti dai colori saturi avvolgono completamente il visitatore. In alto, le aperture a forma di stella funzionano come oculi che incorniciano il cielo, richiamando anche l’architettura di John Lautner a Palm Springs. Di giorno offrono ombra e pause contemplative; di notte si trasformano in lanterne traslucide che punteggiano il paesaggio.

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Visage Brut – LADG
Visage Brut, firmata dal Los Angeles Design Group (Andrew Holder e Claus Benjamin Freyinger), reinterpreta la torre totemica attraverso una sequenza verticale di moduli in acciaio deformati, piegati e tagliati senza comprometterne la struttura. Ogni elemento contribuisce a una composizione che oscilla tra funzione portante e presenza quasi figurativa, con accenni antropomorfi che emergono lungo la colonna. Realizzata in collaborazione con Stud-IO Construction, l’opera trasforma logiche industriali in linguaggio scultoreo. Tra giorno e sera cambia radicalmente percezione, passando da massa compatta a struttura filigranata attraversata dalla luce.

Ph. © Lance Gerber
Il percorso espositivo include anche Network Operations di Dedo Vabo, nuovo capitolo della serie Hippo Empire tra scultura e performance, Balloon Chain di Robert Bose, una struttura fluttuante che si modella con il vento, Spectra di NEWSUBSTANCE, torre traslucida costruita come spettro cromatico verticale, e una nuova figura animale industriale di Don Kennell.
Nel loro insieme, le installazioni definiscono un sistema ambientale temporaneo in cui l’arte non è oggetto isolato ma spazio attraversabile. La curatela sottolinea un principio preciso: progettare per il corpo prima che per lo sguardo, trasformando il festival in un’esperienza spaziale continua, costruita attraverso luce, scala e interazione.
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