Ph. © Isidoro Genovese
23/01/2026 - Cetona, nella Valdichiana, è un piccolo comune della provincia di Siena che nel tempo ha attirato intellettuali, collezionisti e figure centrali del panorama culturale e creativo italiano. Tra questi, anche Valentino Garavani, il celebre stilista scomparso nei giorni scorsi, che qui ha scelto di vivere lunghi periodi della propria vita, lontano dai ritmi della moda e dai riflettori.
Nel cuore del paese, con un ingresso affacciato sulla piazza principale, si trova Villa La Vagnola, la residenza che lo stilista ha trasformato in un’estensione privata del proprio immaginario. La posizione è particolare: centrale ma schermata, inserita nel tessuto urbano e allo stesso tempo protetta dal paesaggio circostante. La villa risale alla metà del Settecento, intorno al 1750, e si sviluppa su circa 1.600 metri quadrati con 15 camere da letto, ambienti di rappresentanza, cucine e spazi di servizio. Tra le stanze, una è nota come camera Sophia Loren, in omaggio alla diva che vi soggiornò.
Valentino e Giancarlo Giammetti sono stati proprietari della villa per 33 anni, utilizzandola come dimora estiva e come luogo di incontro. Nel corso degli anni La Vagnola ha ospitato ricevimenti ed eventi privati, diventando un punto di riferimento per una rete di amicizie internazionali. È negli anni Ottanta che la casa viene profondamente reinterpretata grazie al progetto di Renzo Mongiardino, che ne definisce il carattere definitivo.
Il lavoro di Mongiardino non è una semplice ristrutturazione, ma una costruzione narrativa dello spazio. Finte architetture, proporzioni calibrate, illusioni prospettiche e superfici dipinte trasformano gli ambienti in scenari. La sala da biliardo, dominata da un soffitto affrescato monumentale, è tra gli esempi più evidenti di questa impostazione. La hall d’ingresso, immersa in un indaco profondo, mette in relazione affreschi e pavimenti in marmo e cotto in una composizione cromatica misurata.
La sua ispirazione nasce da una collezione di acquerelli austriaci e tedeschi dell’inizio dell’Ottocento, letti come una memoria delle dimore toscane del Seicento. Quei materiali iconografici trovano posto nella serra, uno degli ambienti più luminosi della casa: un volume vetrato in vetro di Boemia che funziona come passaggio tra interno e giardino. Qui, sedute in stile inglese rivestite con tessuti stampati stabiliscono un dialogo continuo con l’esterno.
All’esterno la villa si estende in un sistema articolato di spazi paesaggistici. Ettari di campagna recintata ospitano i giardini all’italiana progettati da Paolo Pejrone, ulivi, terrazze concepite come stanze verdi, una piscina, un anfiteatro in pietra da 200 posti, una pista e una tomba etrusca del VII secolo a.C., che inserisce la proprietà in una dimensione storica più ampia. Accanto alla piscina si trova La Turkerie, dépendance costruita nel 1837 per la visita di un pascià turco, che Mongiardino trasforma con affreschi visionari in un padiglione scenografico.
Gli interni restituiscono un’idea di lusso misurato: pavimenti in cotto e marmo, soffitti dipinti, palestra e sauna convivono con una decorazione colta e stratificata. Nel tempo, tra queste stanze sono passati ospiti come Sophia Loren, Gwyneth Paltrow e Ronn Moss. Villa La Vagnola non è stata soltanto una residenza privata, ma un luogo in cui architettura, paesaggio e vita quotidiana trovavano una sintesi.
Nel 2019, dopo oltre trent’anni, Valentino e Giammetti hanno deciso di mettere la proprietà sul mercato, affidandola a Christie’s International Real Estate con una richiesta di 12 milioni di euro.
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