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Aperto a Rennes il FRAC, l'ultima opera di Odile Decq
Un blocco enigmatico d’acciaio nero lascia intraverere il 'fuoco' interno che lo anima
Autore: cecilia di marzo
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06/07/2012 - Si è inaugurato ieri a Rennes il FRAC, Le Fonds régional d’art contemporain Bretagne, a firma della dame noire dell'architettura contemporanea, Odile Decq.
“L’intero progetto reinterpreta la dualità apparentemente inconciliabile tra il trovarsi all’interno di una realtà urbana e la fuga immateriale, tra naturale e artificiale, tra pesante e leggero, tra ombra e luce”.
Tutti gli spazi, l’ingresso, il foyer, le rampe, le passerelle, la terrazza superiore, concorrono a coinvolgere il visitatore in un lungo percorso che attraversa l’edificio. Una passeggiata per permettergli continue scoperte in uno spazio, né centrale, né statico, che genera un susseguirsi di prospettive. Spinte in alto verso il culmine o in basso verso il fondo, esse sono sempre tangenziali e inanellano punti di vista consequenziali. L'obiettivo è coinvolgere il visitatore in una scoperta costante che trasforma il camminare in un evento.
Il FRAC si presenta subito come un blocco unico in cui prevale la materialità del nero con la sua densità e il graduale passaggio dal nero opaco alla trasparenza del vetro, come  binomio tra pesantezza e leggerezza, tra grezzo e sofisticato, in una sorta di “gravità in sospensione”.
Arrivando dalla città, il Museo si presenta come un blocco enigmatico d’acciaio nero-blu, quasi fluttuante, che, schiudendosi, rivela con delicatezza l’intensità dell’interno, connotato da una grande volume laccato rosso che ospita un auditorium. In pieno sole la facciata di vetro grigio scuro diventa quasi riflettente, e lascia intravedere solo in parte l’edificio reale. Solo al calar della notte la facciata permette di “percepire il fuoco interno che lo anima, solo allora la passeggiata interna e l’intensità dei suoi colori emerge con forza”.
La frattura verticale, l’interstizio creato nel parallelepipedo monolitico genera l’apertura verso il suo interno, mettendo in scena la tensione tra il “sopra” e il “sotto”, rivelata nel foyer tra il fondo rosso della grande sala d’esposizione e le sfaccettature superiori del volume della sala conferenze.
L’attrazione, generata dal camminare lungo rampe sospese attorno all’atrio, trasforma il FRAC Bretagne in un paesaggio verticale con percorsi sempre diversi attraverso cui sperimentare l’edificio, le sue attività e le mostre.

 

  Scheda progetto: FRAC Bretagne
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  Scheda progetto:
Studio Odile Decq

FRAC Bretagne

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