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Mandarin Oriental Barcelona di Ferrater e Urquiola
Semplicità lineare, pulizia estetica ed equilibrata
Autore: cecilia di marzo
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29/07/2011 – Nel  cuore di Paseo de Gracia a Barcellona ha aperto i battenti da un paio d’anni l’hotel Mandarin Oriental, all’interno di un edificio sede dal 1955 del Banco Hispano Americano. Il progetto è frutto di un concorso vinto da Carlos Ferrater nel 2004 la cui chiave di intervento si trova nella natura "itinerante" di Paseo de Gracia.

Il tracciato urbanistico di Cerdà sfrutta la vecchia strada che collegava Barcellona con Villa de Gràcia. Il passaggio dal Paseo ha un carattere itinerante man mano che sorgono edifici rilevanti per la città. Questa situazione diviene ancora più eccezionale quando l'edificio offre al passante la possibilità di entrarvi, come ad esempio La Pedrera di Gaudí, il cui piano terra è per il visitatore come un prolungamento del percorso esterno.

Per questo motivo l'intervento di Ferrater prevede l’eliminazione dei limiti tra il paseo e l’interno dell’edificio tramite il prolungamento del Paseo stesso attraverso un “itinerario architettonico” che introduce lo spazio pubblico nell’hotel. È una sorta di “esperienza architettonica senza tempo” offerta al passante.
 
Si traccia un'asse longitudinale che permette il collegamento dell'edificio dalla strada con l'interno dell’isolato. Questo “asse” è un percorso che attraversa una precisa sequenza: 
1. El Paseo de Gracia
da cui si accede
2. La Facciata
non si rifà allo stile modernista di tutti gli altri edifici, ma è rimasta comunque inalterata a meno di ornamenti superflui che sono stati rimossi nell’intervento

3. Il Portico d'ingresso:
L'unico intervento rilevante si è concentrato sull’apertura di finestre al piano terra per creare un portico di accesso che invitasse il passante ad entrarvi

4. Rampa di accesso:
L'accesso principale avviene tramite una "passerella aerea" in leggera pendenza che ha permesso di eliminare l’originale scala imperiale.

5. Atrio di luci:
Attraverso la rampa di ingresso si scopre l’atrio di luci la cui illuminazione è naturale e artificiale al contempo. La prima ottenuta tramite il lucernario in copertura, la seconda tramite lo “slittamento geometrico” delle cornici delle finestre dei corridoi di accesso alle camere.
Questa soluzione fornisce un continuità della percezione spaziale e sensoriale tra giorno e notte e garantisce, inoltre, un ingresso scenografico che sottolinea il passaggio dall’esterno all'interno.

6. Pianerottolo sul mezzanino:
L'ingresso all’atrio chiuso dell'hotel è situato al piano ammezzato. Da questo spazio di distribuzione si risolve l’accesso a tutte le varie aree della struttura. Da qui si scopre il doppio spazio dell’antico Patio de Operaciones della banca.

7. L’antico Patio de Operaciones:
Questo spazio è stato ricreato con una nuova struttura e con illuminazione naturale zenitale

8. L’interno dell’isolato
La copertura dell’antico Patio de Operaciones è la terrazza-giardino nel cuore dell’isolato, progettata con al collaborazione dell’architetto paesaggista Beth Figueras.

9. La facciata interna:
L'intervento consiste nell’apposizione di un "velo" sulla struttura originaria dell’edificio che ne conserva il volume. Un sistema di aste metalliche consente il controllo visivo e luminoso.

10. Il corridoio-passeggiata
L'accesso alle camere avviene tramite un corridoio interno che in realtà è la facciata interna dell'atrio di luci. Si scopre in questo modo una nuova percezione di questo grande spazio: se tramite la rampa la visione è globale e completa, dall’interno è frammentata e “cinetica”.

11. La copertura
Il tetto ospita al di sotto un volume pulito, geometrico e compatto, un gran numero di zone di servizio e una piattaforma-belvedere sulla città. Una lama d'acqua e una fascia di vegetazione separano gli ospiti dal piano verticale della facciata e aiutano a contrastare lo sgradevole effetto dato dalla terrazza ad un’altezza così elevata.

Tutto il design degli interni è stato curato dalla designer spagnola Patricia Urquiola che ha progettato appositamente gli arredi per l’hotel oppure adattato elementi di aziende come B&B Italia, DePadova, Flos e Moroso. Novantotto camere nei toni del crema e bianco, tocchi orientali, pavimenti in rovere e grandi tappeti che rendono gli spazi più accoglienti e bagni, con grandi cabine-doccia, concepiti come magiche scatole di vetro colorato.

  Scheda progetto: Mandarin Oriental, Barcelona
George Apostolidis
Vedi Scheda Progetto
George Apostolidis
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Dani Rovira
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Dani Rovira
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George Apostolidis
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George Apostolidis
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George Apostolidis
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George Apostolidis
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  Scheda progetto:
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Mandarin Oriental, Barcelona

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