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A Barcellona, Casa Batlló apre l’ultima casa originale di Gaudí
Dopo tre anni di restauro, il Terzo Piano apre per la prima volta come spazio di sale private ed esperienze esclusive. Il restauro riporta in vita l’unica residenza dell’edificio conservata integralmente secondo il progetto originale di Antoni Gaudí
Autore: cecilia di marzo
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Foto Claudia Mauriño Foto Claudia Mauriño
12/05/2026 - A Barcellona, Casa Batlló apre un nuovo capitolo della propria storia con il recupero e l’apertura del Terzo Piano, l’ultima residenza originale dell’edificio conservata secondo il progetto di Antoni Gaudí.

Dopo oltre un secolo trascorso come spazio abitato dai discendenti diretti della famiglia Batlló, questo piano viene ora restituito al pubblico con una funzione nuova: diventare un luogo per incontri privati, celebrazioni ed esperienze esclusive, senza perdere la propria essenza domestica. L’apertura segna una tappa singolare nella vicenda della casa modernista, perché, a differenza degli altri livelli, il Terzo Piano è giunto fino a oggi con un grado eccezionale di autenticità.

Una residenza viva, oltre il museo
La scelta di Casa Batlló è quella di non trasformare questo spazio in un semplice ambiente da osservare, ma di conservarne il carattere residenziale proiettandolo nel presente. La distribuzione progettata da Gaudí ospita oggi riunioni private, presentazioni, celebrazioni ed esperienze gastronomiche, in un contesto raccolto che favorisce un rapporto diretto con l’architettura. Il Terzo Piano può essere fruito in modo indipendente oppure come estensione della visita culturale, configurandosi come un sistema di sale private separate dal percorso museale e capaci di garantire flessibilità e privacy.

Questa nuova destinazione intercetta una domanda crescente, a Barcellona e non solo, di luoghi autentici e ricchi di storia per eventi esclusivi. Ma il passaggio più interessante è un altro: il patrimonio non viene congelato, bensì rimesso in uso. La casa torna così a essere abitata, anche se in una forma diversa, confermando la possibilità di pensare il monumento come spazio vivo.



Tre anni di restauro con approccio 'archeologico'
L’apertura del piano è stata resa possibile da un intervento di restauro durato tre anni, condotto con un approccio dichiaratamente "archeologico". Rimuovendo le molteplici stratificazioni aggiunte nel corso del Novecento, è emersa l’architettura originale del 1906, rimasta sorprendentemente integra sotto le trasformazioni successive. Il lavoro ha permesso di recuperare con rigore falegnamerie, stucchi, pavimenti e sistemi costruttivi concepiti da Gaudí, restaurandoli o riproducendoli fedelmente attraverso tecniche artigianali.

Tra le scoperte più significative compaiono stucchi con motivi floreali rimasti nascosti per oltre un secolo, i soffitti ondulati originali e persino porte riciclate adattate da Gaudí. Particolarmente rilevante è anche il ritrovamento di una maniglia finora sconosciuta, dettaglio che amplia ulteriormente la conoscenza del linguaggio gaudiniano e della sua attenzione quasi ossessiva per ogni elemento costruttivo.

Foto Victoria Gasseuy

Paola Navone 'abita' Gaudí senza sovrapporsi
Su questa base patrimoniale restaurata interviene Paola Navone – OTTO Studio, chiamata a introdurre un secondo livello di progetto che non cerca di imporsi, ma di abitare lo spazio in chiave contemporanea. L’idea da cui parte l’intervento è semplice e precisa: pensare questa residenza come una casa vissuta oggi a Barcellona, attivando un rapporto più quotidiano, intimo e naturale con l’architettura di Gaudí.

“All’inizio ho pensato che intervenire a Casa Batlló fosse quasi impossibile. Tutto è cambiato quando ho smesso di pensare di progettare sopra Gaudí e ho iniziato a immaginare questa residenza come la mia casa a Barcellona. Da quel momento, il progetto è diventato una riappropriazione naturale dello spazio: un modo di abitarlo oggi, combinando oggetti, colori e materiali che dialogano con ciò che già esiste senza imporsi. Più che interior design, è un modo per ridare vita alla casa.” - Paola Navone.



La proposta adotta un approccio dichiaratamente eclettico, fondato su mescolanza, contrasto e stratificazione. Senza alterare gli elementi essenziali della struttura storica, Navone combina mobili, oggetti e pezzi artigianali provenienti da contesti diversi, alcuni reinterpretati appositamente per il progetto.
Colore, materialità e attenzione al dettaglio costruiscono così ambienti pensati come piccole narrazioni interne a una storia coerente più ampia. Il risultato conserva l’essenza domestica della residenza, ma la apre a nuovi modi d’uso e di esperienza.

Un nuovo modo di vivere il patrimonio
Con questa apertura, Casa Batlló riafferma la propria condizione di monumento vivo. Il recupero dell’ultima residenza originale non si limita a preservare una parte fondamentale della storia dell’edificio, ma la proietta nel futuro, permettendo a nuovi pubblici di entrarvi in modo più ravvicinato e di attribuirle nuovi significati. In questa operazione, il patrimonio non viene trattato come reliquia, ma come materia attiva, capace di accogliere nuove forme di relazione.

Patrimonio UNESCO dal 2005, Casa Batlló continua così a elaborare l’eredità di Gaudí attraverso una visione contemporanea che intreccia conservazione, ricerca, uso culturale e innovazione museografica. Il Terzo Piano, rimasto per più di un secolo fuori dalla fruizione pubblica, torna oggi come spazio di soglia tra passato e presente: non solo una stanza ritrovata, ma una nuova possibilità di abitare l’opera di Gaudí dall’interno.

  Scheda progetto: The Third Floor of Casa Batlló
Claudia Mauriño
Vedi Scheda Progetto
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  Scheda progetto:
Antoni Gaudí

The Third Floor of Casa Batlló

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