08/04/2026 - A Madrid, la villa modernista PDLL70, costruita nel 1934 e abbandonata per decenni, è stata completamente reinventata dagli architetti dello studio madrileno Plutarco.
Terrazzo veneziano, legno di ciliegio, pino tinto di blu e marmo si combinano con arredi su misura e pezzi iconici come il divano Arflex STRIPS D95 e le lampade di Ingo Maurer. L’abitazione, aperta su due cortili privati e valorizzata da soffitti a volta laccati, unisce estetica e funzionalità. Il modernismo storico viene così reinterpretato in chiave contemporanea.
“Il punto più interessante era la sua data di costruzione: il 1934. Abbiamo studiato altre ville moderniste contemporanee nel mondo per capire l’epoca. L’edificio era in pessime condizioni: molti pavimenti erano costruiti a metà delle finestre. Era fondamentale trattarlo come una tela bianca.”
La villa si apre su due cortili, uno su strada privata e l’altro interno e molto ampio. Una configurazione insolita per Madrid, che ha guidato la scelta di collocare il soggiorno in una zona tranquilla su entrambi i lati. I soffitti a volta laccati riflettono la luce naturale, creando ritmo e armonia.
“Il divano Arflex è essenziale: morbido e accogliente. Abbiamo aggiunto pezzi contemporanei, come la lampada di Ingo Maurer e il lavoro di Iván Franco, realizzato a mano a matita ma simile a una fotografia.”
Nella sala da pranzo, due riferimenti architettonici emergono chiaramente: il soffitto a volta con modanature, ispirato alla Villa Cavrois, e la mescolanza di marmi che ricorda le ville italiane di Piero Portaluppi negli anni ’30.
La cucina gioca con materiali caldi e preziosi: ciliegio, pino tinto blu, terrazzo veneziano e piastrelle blu con fughe rosse.
“Amiamo il rosso, ma sempre in tocchi controllati, quello che chiamiamo rosso sorprendente. Il resto rimane neutro, con un azzurro chiaro che richiama il cielo e si integra con l’esterno.”
Nel soggiorno, il divano STV di Rabadán è modulabile e pensato per il comfort familiare. Al piano superiore, uno studio conduce a una cabina armadio ispirata ai templi giapponesi e alla camera padronale, con soffitto blu notte e costellazioni dipinte a mano.
Il bagno segue il linguaggio curvo della casa, con cubi doccia separati e pavimento in terrazzo che unisce gli spazi.
Il giardino combina pavimenti a piastrelle a righe, piscina a mosaico verde e barbecue con piastrelle blu 10x10. La vegetazione, tra vite americana e sempreverdi, cambia con le stagioni e crea un’oasi di relax.
“Molti dei solai erano sul punto di crollare e la struttura in pessime condizioni. Superare queste difficoltà è stato estremamente gratificante.”
Arredi su misura, come le sedie Escote, e elementi mobili come lo schermo specchiato con opera di Xevi Sola, permettono di creare scenari diversi, rendendo lo spazio fluido e versatile. Dai soffitti laccati alla vegetazione esterna, ogni dettaglio stabilisce un dialogo continuo tra interno ed esterno, trasformando la villa in un’esperienza sensoriale completa.
|