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La memoria industriale come risorsa progettuale per QB atelier
A Lendinara, un ex opificio trasformato in una residenza intima e silenziosa, dove il paesaggio diventa architettura
Autore: cecilia di marzo
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Foto ©Pietro Savorelli Foto ©Pietro Savorelli
26/01/2026 - Un alto muro cieco si affaccia sul Piazzale dello Statuto, a Lendinara, in provincia di Rovigo. Dall’esterno nulla lascia presagire la presenza di una casa. Solo una piccola porta in ferro nera, disegnata con discrezione, introduce a un universo inatteso: un giardino silenzioso e avvolgente, che dà forma a una residenza urbana fuori dagli schemi. Il progetto è firmato da QB atelier, giovane studio con base a Ferrara.
 
Dalla rovina industriale a stanza a cielo aperto
L’intervento sorge su un’area un tempo occupata da fabbricati produttivi oggi dismessi. Il committente, titolare dell’impresa storica che aveva sede nel lotto, aveva ipotizzato una demolizione totale. QB atelier propone, invece, una trasformazione critica, capace di rileggere la memoria industriale come risorsa progettuale.

La copertura dell’opificio viene demolita per generare un grande giardino interno, delimitato da una cortina muraria preservata nella sagoma originaria. Un corpo compatto in legno e acciaio si inserisce all’interno, ricalcando le volumetrie dell’antico edificio, ma reinterpretandole attraverso una composizione attuale, solida, essenziale.
 
Il giardino come dispositivo abitativo
Il giardino è il fulcro del progetto, pensato come una “stanza verde” a cielo aperto. La parete che lo collega alla zona giorno è completamente vetrata e scandita da una partitura in legno lamellare, enfatizzando lo slancio verticale e il profilo a doppia cuspide che ricalca l’andamento del tetto originario. Le altre pareti, in parte in larice e in parte coperte da rampicanti, proseguono idealmente nelle chiome degli alberi del parco pubblico adiacente.

La casa si sviluppa su due livelli: al piano terra la zona giorno si apre sul giardino, al piano superiore si articolano gli ambienti privati, distribuiti in uno spazio che si estende fino a un piccolo cortile retrostante.
 
Un progetto radicato, non mimetico
Casa PDS lavora su un equilibrio sottile tra residenzialità contemporanea e cultura del luogo. Evita soluzioni nostalgiche o scenografiche e si concentra invece su relazioni materiali e spaziali: la conservazione del muro, la struttura della copertura, l’affaccio esclusivo verso l’interno, l’uso del legno, del vetro e della vegetazione come elementi costitutivi dell’abitare.

Il giardino segreto non è rappresentazione di un paradiso perduto, ma simbolo di un ambiente naturale necessario, integrato nell’architettura come condizione per vivere bene oggi in città.

  Scheda progetto: Casa PDS a Lendinara
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Pietro Savorelli
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Pietro Savorelli
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