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Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio. Courtesy Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze
16/04/2026 - Da ieri, 14 aprile, e fino al 2 agosto 2026, il Cortile di Palazzo Strozzi a Firenze ospita “SUPERFLEX. There Are Other Fish In The Sea”, installazione site-specific del collettivo danese SUPERFLEX, a cura di Arturo Galansino. Promossa dalla Fondazione Palazzo Strozzi e dalla Fondazione Hillary Merkus Recordati, l’opera si inserisce nel programma Palazzo Strozzi Future Art, dedicato alla produzione di interventi contemporanei capaci di attivare un dialogo tra passato e futuro.
Il progetto nasce da una riflessione sulle trasformazioni ambientali in atto, proponendo una visione radicale: immaginare un futuro in cui l’innalzamento dei mari ridefinisce il rapporto tra architettura e vita, mettendo in discussione la centralità dell’essere umano.
Un cortile rinascimentale sommerso
L’installazione si compone di otto grandi colonne in travertino rosa, realizzate attraverso blocchi modulari e collocate all’interno di una vasca d’acqua che riflette lo spazio circostante, il cielo e i visitatori.
Le superfici sfaccettate delle colonne sono progettate per aumentare la porosità e la complessità materica, trasformandole in potenziali habitat per la vita marina. In questo modo, il cortile di Palazzo Strozzi si trasforma in un paesaggio ibrido, sospeso tra architettura e ambiente acquatico.
Architettura interspecie
Al centro del progetto si colloca il concetto di “architettura interspecie”, sviluppato da SUPERFLEX attraverso un manifesto che invita a progettare spazi capaci di includere le esigenze di altre forme di vita.
Tra i principi:
- le superfici come interfacce abitabili;
- il rifiuto dell’angolo retto come dispositivo esclusivamente umano;
- la valorizzazione di materiali e forme capaci di evolvere nel tempo;
- l’idea di costruire ambienti adatti a organismi che si muovono in modi diversi, tra acqua, aria e terra.
L’architettura diventa così un sistema aperto, in cui biodiversità, trasformazione e coesistenza sostituiscono la logica antropocentrica della costruzione.
Memoria e futuro
L’opera dialoga con la storia di Firenze e, in particolare, con l’alluvione del 1966, di cui ricorre il sessantesimo anniversario. L’acqua, elemento simbolico e reale, diventa strumento per riflettere sulle vulnerabilità delle città contemporanee e sulla necessità di ripensare il rapporto tra ambiente costruito e sistemi naturali.
In questo contesto, il cortile rinascimentale – originariamente concepito come spazio chiuso e protetto – viene reinterpretato come luogo aperto, attraversabile e permeabile, capace di accogliere nuove forme di vita e nuovi scenari.
Un nuovo paradigma progettuale
Il lavoro di SUPERFLEX si inserisce in una ricerca più ampia che attraversa arte, urbanistica e scienze ambientali, proponendo modelli alternativi di organizzazione sociale ed ecologica. Il collettivo, fondato nel 1993, ha sviluppato progetti che coinvolgono comunità, infrastrutture e sistemi naturali, con l’obiettivo di ridefinire il ruolo dell’arte nella società contemporanea.
Con There Are Other Fish In The Sea, questa ricerca si traduce in un dispositivo spaziale che invita a immaginare un “nuovo Rinascimento”, non più centrato sull’uomo ma sulla convivenza tra specie.
Con questa installazione, Palazzo Strozzi si trasforma in un laboratorio di riflessione sul futuro dell’abitare: uno spazio in cui l’architettura si apre a nuove possibilità, suggerendo che progettare oggi significa immaginare forme di coesistenza ancora inesplorate.
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Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio. Courtesy Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio. Courtesy Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio. Courtesy Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio. Courtesy Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio. Courtesy Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze
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