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Eames Pavilion System. Yosigo, Rocafort, courtesy of Kettal, 2025
05/05/2026 - Costruire una Eames House oggi è possibile. Dal 20 aprile al 10 maggio 2026, alla Triennale Milano, Eames Office presenta “The Eames Houses” e introduce, insieme al brand spagnolo Kettal, un sistema costruttivo modulare che rende realizzabile ciò che per decenni è rimasto un riferimento teorico: abitazioni ispirate alla Case Study House No. 8 attraverso un kit architettonico completamente ingegnerizzato.
Il punto non è la replica, ma il passaggio di stato: da oggetto a sistema.
Charles Eames e Ray Eames non avevano mai immaginato la loro casa come un pezzo unico da museo, ma come un prototipo di abitazione industrializzata, pensata per essere prodotta in serie e adattata nel tempo. Il nuovo approccio traduce questa intenzione in una grammatica progettuale contemporanea, basata su moduli standardizzati, struttura in alluminio, componenti intercambiabili e configurazioni multiple, dal piccolo padiglione fino a case complete su più livelli.
Dietro questa apparente semplicità c’è un lavoro tecnico profondo.
Tre anni di ricerca sugli archivi dell’Eames Office hanno portato alla definizione di un sistema più preciso dei prototipi originali. Kettal ne ha sviluppato la traduzione industriale, mettendo a punto profili in alluminio ad alta precisione, sistemi bioclimatici, integrazione impiantistica e soluzioni per durabilità e resistenza ambientale. Il risultato è un equilibrio tra standardizzazione e qualità spaziale, dove la prefabbricazione diventa strumento progettuale.
Il kit funziona come un insieme coordinato di parti: moduli strutturali ripetibili, facciate configurabili, coperture intercambiabili e componenti assemblati tra fabbrica e sito. La riduzione degli elementi non limita il progetto, ma ne amplia le possibilità combinatorie, rendendo l’architettura adattabile a contesti e usi differenti, dall’abitare domestico agli spazi per lavoro e ospitalità.
Quanto costa e come funziona davvero
Il sistema sarà disponibile sul mercato internazionale a partire dal 2027. Non si tratta di un prodotto acquistabile a catalogo come un arredo, ma di un’architettura configurabile su progetto, definita caso per caso in base a sito, programma e livello di personalizzazione.
Le prime stime indicano un costo a partire da circa 3.500 euro/m², variabile in funzione delle finiture e della complessità della configurazione. Le soluzioni più compatte, come i padiglioni modulari di circa 16 m², si collocano intorno ai 45.000–50.000 euro, mentre le configurazioni residenziali più articolate possono superare i 600.000 euro, in base alla superficie complessiva e agli optional tecnici e impiantistici.
Il sistema non è acquistabile online né come prodotto standard: ogni intervento richiede una fase di progettazione dedicata, con analisi del contesto e definizione della composizione architettonica. In pratica, non si compra un oggetto, ma si attiva un processo progettuale industrializzato che restituisce una casa Eames costruita su misura.
La mostra e il libro
La mostra “The Eames Houses” alla Triennale presenta il sistema insieme a disegni, filmati, modelli e una struttura in scala reale attraversabile, ricostruita come gli Eames avrebbero potuto arredarla e abitarla. Il percorso espositivo è costruito anche attraverso materiali d’archivio selezionati e riprodotti per contestualizzare il lavoro originale.
A completare il progetto, una pubblicazione di Phaidon — The Eames Houses — raccoglie per la prima volta in modo sistematico l’intera architettura residenziale del duo e sarà disponibile anche in pre-order. Il volume funziona come estensione della mostra, ricostruendo la logica progettuale degli Eames attraverso disegni, progetti e apparati critici.
Più che una replica, il sistema segna un passaggio preciso: la Eames House non è più solo un riferimento del modernismo, ma una un’architettura che oggi può essere davvero configurata, prodotta e abitata.
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