Stazione Mole - Giardini
10/02/2026 - La futura Linea 2 della metropolitana di Torino avrà il volto progettato dallo studio olandese di Ben van Berkel.
È il raggruppamento guidato da UNStudio – con Settanta7, Mijksenaar, Frigorosso, 3BA e WSP – a vincere il concorso internazionale di architettura, design e identità visiva, superando una short list di altissimo livello che comprendeva Zaha Hadid Architects, Kengo Kuma and Associates, Richez Associes e Miralles Tagliabue EMBT.
La proclamazione segna un passaggio chiave verso l’avvio del nuovo asse metropolitano.
Promosso dal Commissario straordinario per la realizzazione della Linea 2, Bernardino Chiaia, il concorso chiedeva una proposta capace di unificare architettura, arte e comunicazione: dalle stazioni fuori terra lungo l’ex trincerone ferroviario alle fermate interrate del centro storico, fino alle coperture degli accessi, all’infografica e al sistema di orientamento all’interno dei treni.
La giuria internazionale, presieduta da Dominique Perrault, ha premiato il progetto di UNStudio per la coerenza complessiva, la cura nelle scelte materiche e tecnologiche e la qualità degli spazi interni, sottolineando la capacità di modulare le strutture attraverso forme di ispirazione naturale e di esaltare la leggerezza e la smaterializzazione del costruito.
Le nuove stazioni della Linea 2 sono concepite come architetture flessibili e modulari, in grado di adattarsi ai diversi contesti urbani e funzionali.
Il riferimento tipologico sono i portici torinesi, reinterpretati in chiave contemporanea: le pensiline diventano strutture espandibili, capaci di evolvere nel tempo e integrare servizi, generando una sequenza ritmica di arcate che accompagna i percorsi dei passeggeri e restituisce una percezione di continuità, sicurezza e comfort. Attraverso un sistema di interconnessioni modulari, i volumi si trasformano per collegare gli spazi interni al tessuto urbano, rafforzando il ruolo di ogni fermata come stazione urbana e punto di riferimento per il quartiere.
Nel nuovo parco lineare dell’ex Trincerone ferroviario, le stazioni fuori terra si presentano come padiglioni nel verde: un atrio completamente emergente ospita i flussi principali, mentre due volumi laterali standardizzati accolgono connessioni verticali, funzioni tecniche e servizi per la micromobilità. Un padiglione centrale, permeabile e accessibile, rappresenta il cuore civico della stazione, concepito come estensione naturale del parco e luogo di attraversamento quotidiano per i cittadini.
Le stazioni interrate lavorano, invece, sul contrasto tra l’esterno sobrio dei palazzi torinesi e la ricchezza degli interni. Superfici, materiali, colori e pattern sono ispirati al contesto culturale di ciascun ambito urbano, accompagnando il passeggero dall’atrio alle banchine con un sistema di orientamento indiretto ma intuitivo. In corrispondenza delle scale e degli ascensori, la griglia tecnica si apre per accogliere elementi luminosi sospesi, reinterpretazione contemporanea dei lampadari storici, che integrano illuminazione e acustica e guidano lo sguardo lungo il percorso. Sulle banchine, una luce indiretta e diffusa crea un’atmosfera calma e raccolta, mentre gli accenti luminosi sono riservati ai sistemi informativi e di sicurezza.
Uno dei principi fondativi del progetto è il dialogo tra tradizione e innovazione. L’uso combinato di alluminio, ceramica, terrazzo, vetro e acciaio, insieme a pietre locali come porfido e Luserna, definisce un linguaggio architettonico in cui variazioni cromatiche e materiche rafforzano il legame con la città e i suoi paesaggi, garantendo al contempo durabilità, facilità di manutenzione e buone prestazioni acustiche.
La scelta di materiali riciclabili e a basse emissioni punta a un’infrastruttura sostenibile e circolare, coerente con la vocazione della Linea 2 come opera di mobilità ma anche di rigenerazione urbana.
Oltre alla vittoria del concorso, UNStudio avrà il ruolo di “art director” della Linea 2, affiancando le imprese che realizzeranno le opere civili e gli impianti delle stazioni.
Come ha ricordato il Commissario Chiaia, la nuova linea rappresenta “un progetto strategico per Torino, non solo dal punto di vista della mobilità, ma anche come occasione di bellezza, rigenerazione urbana e riqualificazione del territorio”; un’infrastruttura "percepita non solo come infrastruttura di trasporto, ma come opera di forte valore simbolico, architettonico e urbano”.
Per l’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni, il 2026 sarà un anno decisivo per l’avvio della realizzazione della Linea 2, un asse capace di incidere sulla trasformazione degli spazi pubblici e sull’organizzazione dei quartieri, in particolare nella zona nord della città.
Il progetto vincitore, con i suoi portici in movimento, promette di restituire continuità allo spazio pubblico, costruire nuove centralità e contribuire a definire una nuova identità urbana contemporanea, in dialogo con la storia e il carattere di Torino.
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