Ph. © Nicola Colella
19/01/2026 - Park firma per A2A il Power Hub di Monza, un’architettura essenziale e riconoscibile che ridefinisce l’archetipo della stazione di servizio nell’era elettrica, trasformandolo in un luogo in cui linguaggio architettonico contemporaneo, innovazione tecnologica ed ecologia rigenerativa si integrano in modo profondo.
Il progetto interpreta un nuovo spazio del paesaggio urbano legato alla mobilità, concepito come punto di riferimento in dialogo con la città e capace di valorizzare gli elementi naturali del contesto.
“Con questo progetto abbiamo avuto l’opportunità di ripensare a questo nuovo spazio del paesaggio urbano legato alla mobilità, concependolo come un punto di riferimento in dialogo attivo e integrato con la città, valorizzando gli elementi naturali e armonizzandoli con l’ambiente circostante. Grazie alla sperimentazione di tipologie ibride e nuove forme espressive nel linguaggio della nostra pratica spaziale, intendiamo offrire agli utenti della strada una vera oasi, una pausa significativa, curata e di qualità." dichiarano Filippo Pagliani e Michele Rossi, Founding Partners di Park.
L’intervento nasce dall’esigenza del cliente di affermare anche nello spazio fisico la propria visione “circular”: un flagship capace di comunicare valori, orientare i comportamenti e restituire qualità paesaggistica a un nodo infrastrutturale collocato all’ingresso della città.
La genesi del progetto si fonda su un approccio che considera il suolo non come un supporto passivo, ma come un partner attivo. In questo senso, il Power Hub lavora sulla rigenerazione ecologica del sito attraverso scelte materiche low-carbon, superfici permeabili e parti vegetali, costruendo senza alterare l’equilibrio del terreno e favorendo la gestione naturale dell’acqua.
Elemento centrale dell’architettura è la pensilina circolare interamente in legno lamellare: dodici costole ancorate a un’anima centrale che integrano in copertura un impianto fotovoltaico. Il piano, leggermente conico, raccoglie l’acqua piovana in un pluviale interno e la convoglia in vasche dedicate, alimentando l’irrigazione minima di un dry garden a bassa manutenzione. Formata da un abaco di elementi in legno, la pensilina consente di variare geometrie e inclinazioni in base all’orientamento solare e al contesto, ed è pensata come sistema scomponibile e riconfigurabile, mantenendo unità di linguaggio e riconoscibilità di brand.
Il progetto del paesaggio è concepito come un gradiente di verde che ritaglia solo lo spazio necessario alla sosta e alla manovra. Attraverso stalli in grigliato erboso e pavimentazioni drenanti, l’intervento riduce le isole di calore, limita il carico sulle reti e migliora il comfort microclimatico.
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