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Casa Bison a Galbisio di Davide Macullo Architects
Un luogo per il presente proiettato nella memoria e nel futuro
Autore: davide macullo
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30/08/2017 - L'inizio del viaggio dell’abitare non significa la fine del nostro. L'architettura è un'arte totale, e il tempo è l'elemento più importante della costruzione dello spazio. Il nostro disegno è una costruzione articolata e voluta per godere degli spazi di vita lungo gli anni. Da lontano una costruzione è un segno nel paesaggio, ne esprime un significato che già ci viene suggerito dal contesto. Da vicino è un insieme di tante cose e da dentro è un mondo, che cambia lungo le ore del giorno e lungo i giorni dell'anno. Il disegno è come una costellazione di punti più o meno luminosi, tra i quali scegliamo le priorità, che corrispondono alle ambizioni di chi abita e al nostro interpretare gli spazi in termini di gioia di vivere.

Mi ricordo come se fosse ieri che da ragazzo avevo il sogno di costruire una scultura di lame di calcestruzzo in un parco per interpretare il luogo. La chiamavo "archicoltura". Oggi, grazie ad una committenza illuminata e all'impegno dello studio, questa immaginazione ha visto la sua realizzazione, ma con un significato importante in più: la si può vivere tutti i giorni della vita.

Abbiamo costruito un luogo per il presente proiettato nella memoria e nel futuro. La memoria di paesaggi incontaminati dove le costruzioni di pietra del posto, dovevano resistere all'eternità e proteggere gli abitanti. Quando i gesti erano ponderati con parsimonia per concentrare gli sforzi. Ora rispondono ad una percezione diversa, forse più evoluta, per adattarsi alla velocità della vita. Ma il fine ultimo di uno spazio rimane il dare conforto al suo abitante. Questo rappresenta per noi la sfida verso il futuro: lavorare per migliorare la qualità di vita e creare un luogo di energie positive, dove l'uomo è protagonista nel trovare una ragione al meditare su come essere migliore.

Il cubo, quale elemento originario del nuovo organismo da abitare, è il luogo della calma e il perno della collina. Le sue lame di calcestruzzo sono frammenti staccati dai recinti dei castelli medievali di Bellinzona. La nostra dimora ideale lo è, un recinto che si apre al contesto e lo risucchia dentro, per renderci parte della meravigliosa natura che ci circonda. Lo spazio si dilata tra orizzonti diversi, in direzioni diverse, ma volute dalla volontà del disegno, e dettagli vicini come l'albero o la vigna dei giardini prossimi. L'architettura prende le sue radici dal luogo dove nasce e segna il tempo che scorre nei nostri sensi. Cambia con noi e cresce con noi. Ci sopravvive e la regaliamo al futuro. Perché ogni cosa fatta con amore non smette mai di stupire e di aiutare a crescere noi e chi verrà più tardi.

La costruzione, adibita a casa d'abitazione primaria, si presenta come un volume racchiuso da lame di calcestruzzo poste in un ordine tridimensionale basato sulla forma del cubo. Da un impianto quadrato alcune lame si aprono per cogliere le viste più belle verso il paesaggio prealpino evitando collisioni visive con i vicini. Gli spazi interni contenuti dalle lame seguono le funzioni preposte. Le lame di calcestruzzo evocano terrazzamenti e muri di sostegno in pietra che a volte si staccano dal suolo come il portico d'entrata e il portico delle camere ad ovest. I piani della casa sono sfalsati di mezzo piano per aderire all'andamento leggermente scosceso del terreno. Verso sud un sistema di doppia scala esterno che porta alle terrazze della cucina e del soggiorno, sottolinea la relazione tra la nuova presenza e le tipologie tradizionali di volumi in pietra che offrivano delle scale rettilinee esterne per l'accesso da fuori al piano superiore, e rafforza l'idea di una costruzione di terrazzamenti nel terreno.

Davide Macullo, Aprile 2017


  Scheda progetto: SWISS HOUSE XXXIV
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