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A Torino Transmitting the Industrial City
Al Congresso UIA main session e mostra sulla deindustrializzazione
Autore: cecilia di marzo
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25/06/2008 - Il Politecnico di Torino (DITer e DIPRADI) insieme ad AIPAI, AUDIS E TICCIH, e con il contributo della Regione Piemonte, presentano un dibattito internazionale nella sessione principale dei lavori del XXIII Congresso UIA e una mostra sulla deindustrializzazione e sulle strategie di pianificazione e progettazione della città post-industriale: il riuso e la valorizzazione di segni, architetture ed infrastrutture del patrimonio industriale. La prospettiva è di accrescere la conoscenza per affrontare il processo di conservazione /  trasformazione, per promuovere un atteggiamento culturale di condivisione di conoscenze e competenze, ponendo attenzione alle memorie del lavoro, per accrescere la qualità ambientale, culturale e sociale del paesaggio urbano.
 
La Conferenza, avrà luogo lunedì 30 Giugno nella Sala Gialla del Lingotto dalle 11.00 alle 15.00 e sarà organizzata in due parti.
La prima parte dei lavori ha come titolo: Trasmettere la cultura industriale.L’obiettivo degli interventi introduttivi è di analizzare il ruolo e la diffusione della cultura industriale da parte di esperti di diverse discipline, dalla storia del patrimonio all’economia e alla sociologia, all’archeologia industriale e all’architettura. In una parte introduttiva saranno analizzati gli aspetti dimensionali e quantitativi della dismissione industriale, per poi considerare il difficile governo dei processi di trasformazione. Verranno quindi affrontati i problemi di tutela delle testimonianze e del patrimonio della cultura industriale, il ruolo chiave di documentazione e sensibilizzazione rivestito delle associazioni internazionali e nazionali, e le potenzialità attuali dei “musei dell’industria” sul territorio. Si palerà anche dei mutamenti nelle pratiche urbane e dei nuovi approcci con cui promuovere la valorizzazione del patrimonio industriale, analizzando il ruolo sociale dell’industria nelle trasformazioni contemporanee. Saranno considerate le prospettive di valorizzazione innovativa e di messa in luce del patrimonio industriale, e definite alcune buone pratiche di conservazione e riuso del patrimonio industriale in Europa e nel mondo. Sarà inoltre centrale la questione della memoria industriale, intesa sia come identità urbana sia come progetto del patrimonio postindustriale. Verrà in questo senso proposta una riflessione a partire dalle esperienze di progetto ed intervento sulle realtà industriali a diversa scala: le architetture e i segni del passato industriale come risorsa per ri-costruire la storia e l’identità dei luoghi, le prospettive ed i limiti della conservazione e della valorizzazione del patrimonio industriale nelle trasformazioni urbane e territoriali. Infine verrà trattato il tema della “rete della conoscenza” per la diffusione della cultura industriale. Sempre più fondamentale risulta infatti il ruolo dell’alta formazione interdisciplinare per gli operatori culturali e i progettisti. Verranno presentate in questo senso alcune esperienze europee di master e scuole di specializzazione sul patrimonio industriale, oltre a progetti europei ed internazionali per la “rete” della cultura industriale.
La seconda fase dei lavori, dal titolo Progettare il patrimonio industriale: conservazione, valorizzazione, demolizione?, propone alcuni casi di importanti interventi su aree industriali dimesse: recupero o riuso di luoghi della deindustrializzazione, in funzione della scala di intervento(territorio, comparto urbano, singolo edificio) e del differente approccio progettuale.
Come caso introduttivo, a cui seguiranno casi stranieri proposti e raccontati dalle diverse personalità internazionali, viene proposto quello di Torino, significativo esempio di un serie di processi cruciali che interessano la città media industriale europea, ovvero del cambiamento della città, in bilico fra tradizione ed innovazione, fra limiti della conservazione e pressione del mercato immobiliare. Dal recupero del “Lingotto” agli interventi estesi di rinnovo dell’architettura industriale, dall’occupazione spontanea al riuso di siti industriali dismessi nell’ambito di strategie territoriali per la trasformazione pianificata. Il cambiamento di ruolo delle periferie storiche, il recupero del paesaggio urbano, l’attenzione alla storicità ed identità della produzione e del lavoro industriale sono i temi che questa seconda parte della sessione affronterà con i suoi ospiti internazionali a partire dai quattro casi studio. Nel contesto del dibattito internazionale sull’utilità e il senso di occasione dato dalla conservazione, dalla valorizzazione e dal riuso delle aree ex – industriali, appaiono centrali alcune questioni su cui auspichiamo emergano, con l’aiuto dei relatori, posizioni utili al confronto:
- quale ruolo svolgono i processi di trasformazione e riqualificazione delle aree industriali dismesse avviati negli ultimi anni, rispetto alle politiche ed alle strategie delle città? Quale interazione stabilisco con gli strumenti di pianificazione?
- come utilizzare il progetto per trasmettere la memoria della città industriale, dei suoi edifici, della sua forma urbana, della sua identità? come valorizzare, e non solo conservare, questo patrimonio?
- ha senso affidare la memoria del passato industriale di un isolato, di un quartiere, di una città a piccole parti o componenti di un edificio o di un sito (la ciminiera, la capriata, il carro-ponte, la torre di raffreddamento)? ha senso contare sul rispetto dell’impianto urbano dell’area industriale perché se ne tramandi il carattere identitario da una generazione all’altra?
E’ su tali dibattute questioni che la sessione intende far convergere le conclusioni delle relazioni.
 
Da lunedì 30 giugno al 5 luglio avrà luogo, presso la Corte d’onore del Castello del Valentino,la mostra Trasmettere la città industriale.
La mostra è articolata in quattro sezioni, a cura di Rossella Maspoli (DIPRADI, Politecnico di Torino) Agata Spaziante (DITER, Politecnico di Torino), Manuel Ramello, Alessandro Depaoli (AIPAI Piemonte – Associazione Italiana Patrimonio Archeologico Industriale, Politecnico di Torino), Luca Caneparo, Elena Masala (Politecnico di Torino – LAQ TIP) e Roberto Parisi (Università del Molise), con il contributo di TICCIH e KOINETWORK e.g.e.i.
 
1. Torino Nord. scenari digitali della città fra XIX e XXI secolo
Il progetto, partendo dall'analisi multidisciplinare delle fonti e delle memorie industriali presenti, si propone la ricostruzione dinamica di siti campione del patrimonio industriale e delle sue coerenze territoriali nelle tre dimensioni dello spazio e con diverse periodizzazioni temporali: Inizio 1900 (Urbanizzazione), 1960 (Densificazione industriale), 1990 (Dismissione industriale), Stato attuale (Trasformazione post industriale). Il censimento dei siti industriali: storia e progetto.
 
2. Percorsi del patrimonio industriale in Italia
La mostra presenta un panorama delle diverse tipologie di patrimonio industriale diffuso nelle realtà regionali italiane, soffermandosi sui principali siti e monumenti, su buone pratiche di conservazione, valorizzazione e gestione, su casi di patrimonio a rischio o oggetto di interventi distruttivi, su alcuni tra i principali musei, ecomusei e ed itinerari.
 
3. Perduti, compromessi, a rischio, valorizzati
Verrà presentata l’anticipazione della mostra AIPAI attraverso l’esposizione di alcuni interventi sul patrimonio industriale piemontese.
 
4. Rapporti nazionali sul patrimonio industriale in diversi paesi
Rapporti nazionali sul patrimonio industriale in Argentina, Cina, Francia, Germania, Gran Bretagna, Ungheria, Messico, Spagna, Svezia, U.S.A.: problemi di protezione delle memorie, vestigia e patrimonio della cultura industriale, casi internazionali di buone pratiche di conservazione e rinnovo (territori, aree urbane, siti, edifici, infrastrutture).
 
Fonte: comunicato Politecnico di Torino

  Scheda evento:
Mostra:
30/06-05/07 TORINO
TRANSMITTING INDUSTRIAL CITY


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