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Le ‘ciminiere’ di Vaccarini per l’area Umberto I a Mestre
Il progetto terzo classificato propone tre torri curvilinee
Autore: cecilia di marzo
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20/03/2007 – Un’area strategica per Mestre, nel cuore della città, in adiacenza alla piazza principale e contemporaneamente in una zona di confine, al bordo ovest dell’area di sviluppo della città stessa, insieme centro e limite. Questa la descrizione che il team terzo classificato, composto da Giovanni Vaccarini, Giovanna Mar e Massimo Moretto, fa dell’Area ex Umberto I a Mestre, oggetto del concorso vinto dallo studio GLASS di Venezia.

«Le ragioni legate ai limiti imposti dal territorio (il fiume che abbraccia ed isola l’area stessa e che ne ha determinato la vocazione difensiva del castello medievale) e le ragioni legate ai limiti imposti dall’uomo (la ferrovia) hanno impedito fino ad ora lo sviluppo della città ad ovest preservando gli ambiti verdi. La presenza della struttura ospedaliera ha determinato, inoltre, nel corso del tempo, sia per la disposizione planimetrica degli edifici e la concezione d’impianto, ma anche soprattutto per modi d’uso legati alla sua destinazione, una sorta di spazio chiuso, una “roccaforte” nel cuore della città, impermeabile ai flussi urbani.

L’idea di progetto
Il tema del concorso è ambizioso: la conversione di un’area con collocazione particolare e funzione strategica nel tessuto della città e la creazione di un intervento che si imponga come simbolo, testimonianza di una trasformazione in atto della città. Ambiziosa è la consistenza dell’intervento, date le quantità edilizie poste in gioco, la loro localizzazione in ambiti in cui la “trasformazione” della città, si coniuga- integra- unisce con la parte più antica della città stessa, “il luogo di nascita” della Mestre storica. Il progetto affronta questa molteplicità di temi, dando delle soluzioni sintetizzabili in alcune parole chiave a seconda del livello di analisi: l“Architettura”: il simbolo nella continuità, nell’antitesi semantica e nell’innovazione; la“Città”: la connessione-permeabilità continuità; la“Tecnologia”: la sostenibilità.

“Architettura”
La scelta di un impianto che si sviluppa in altezza, concretizzandosi in tre torri a pianta curvilinea, ha origine prevalentemente da una metafora: le ciminiere. Il paesaggio urbano è caratterizzato da episodi disomogenei e frammentari, di piccola dimensione e a sviluppo prevalentemente lineare. Gli unici riferimenti verticali organizzati in un sistema sono le ciminiere dei vicini impianti industriali, “luogo di nascita” della Mestre contemporanea.
L’uso di tale riferimento viene “stravolto”, o meglio “capovolto” nella lettura contemporanea del progetto. La realizzazione di ciminiere verdi, come luogo della residenza, propone un riferimento nuovo, una metafora positiva, rivolta ad una città che sta vivendo radicali processi di trasformazione urbana. Il verde, rappresentazione della natura, diviene elemento di facciata e si integra al sistema dell’involucro edilizio inteso come parte determinante nel comportamento energetico complessivo dell’edificio. Le facciate, prevalentemente vetrate, in alcune parti si trasformano in giardini pensili, interrompendo la continuità della trasparenza dell’involucro. Il parco urbano, da cui emergono le ciminiere verdi, si stacca da terra lasciando uno spazio prevalentemente aperto per consentire la possibilità di creare una “grande piazza dei reperti”, qualora l’indagine archeologica porti al rinvenimento di resti significativi. Il parco si dissolve in ampi “crateri” che consentono la visibilità anche dall’alto di quanto ritrovato del primo insediamento della città. Le forme curvilinee, che si ripetono nelle sistemazioni esterne e si “estrudono” nelle sagome degli edifici, sono originate dalla morfologia del parco racchiuso tra gli edifici esistenti riqualificati dal progetto. Da ambiti verdi, progressivamente assumono consistenza di volume, elementi materici e generatori di progetto. Il disegno degli spazi aperti (parco dei reperti e parco verde) diventa così la matrice semantica e formale del progetto:
- le “gocce” verdi (vere e proprie colline naturali/artificiali, elementi organizzatori dello spazio ed allo stesso tempo contenitori di microservizi, sedute, parcheggio bici, ecc ) prendono le forme dalla dislocazione delle essenze arboree esistenti e ne ridisegnano una “aggregazione” nuova, capace di generare un disegno di uso degli ambiti spaziali che partendo dal terreno si prolunga fino al suolo verde artificale a copertura della “piazza dei reperti” e degli spazi direzionali e commerciali;
- le “gocce” volumetrizzate, costituite dalle tre torri di circa venti piani, rappresentano il simbolo della risignificazione dell’area dell’ex Umberto I, ma anche il simbolo di una Mestre “nuova” in cui l’emblema delle ciminiere (che la ha resa nota nel mondo come controcampo di Venezia) diviene l’elemento di connotazione del processo di riqualificazione della città. L’impianto così concepito consente la possibilità di una sua realizzazione per parti, (ogni torre e il suo intorno sono realizzabili separatamente) al fine di poter diluire nel tempo i costi dell’investimento in funzione anche dell’andamento del mercato immobiliare. Dal punto di vista funzionale il progetto è costituito da tre elementi: lo spazio delle connessioni urbane a piano terra, la piastra verde di connessione dei parchi urbani e le torri.
Questi distinguono le tre funzioni accolte nel progetto: commerciale, direzionale e residenziale. Lo spazio a piano terra degli edifici storici e delle torri è dedicato agli spazi commerciali, lo spessore della piastra verde accoglie le funzioni direzionali, privilegiando gli affacci su via Circonvallazione e su via A. da Mestre e le torri ospitano le residenze. L’edilizia protetta si situa nei piani superiori degli edifici storici, le attrezzature collettive nel recupero del volume del Monoblocchino e dell’edificio sul lato sud di via A.da Mestre. I parcheggi interrati, con accesso da via Circonvallazione e da via Einaudi di fronte al centro Candiani, sono a servizio del commerciale per i primi due livelli, i tre più bassi supportano il direzionale ed il residenziale».

  Scheda progetto: Area ex Umberto I - 3° premio
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  Scheda progetto:
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Area ex Umberto I - 3° premio

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