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Milano Santa Giulia riparte da una “scintilla”
Spark One di Progetto CMR sarà il nuovo portale d’ingresso alla città
Autore: cecilia di marzo
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28/03/2018 - Si chiamerà Spark One e segna la ripartenza della riqualificazione del quartiere Milano Santa Giulia. Si tratta del complesso ad uso ufficio, promosso dalla Joint Venture tra Risanamento e Lendlease (Intown) e realizzato dalla società di progettazione integrata Progetto CMRIl complesso sorgerà nelle immediate vicinanze della stazione ferroviaria e metropolitana di Milano Rogoredo, assumendo, quindi, una valenza fortemente simbolica di nuovo portale d’ingresso alla città di Milano. La scelta del nome non è casuale, poiché Spark sarà la “scintilla” dell’avvio dello sviluppo dei Lotti Sud dell’area, di recente presentato da Intown, per un investimento di circa 120 milioni di euro.

L’impostazione progettuale di Spark One è frutto di un lavoro integrato tra urbanistica, analisi dei flussi, disegno degli spazi esterni e architettura, mirando a ridefinire una nuova identità dell’area stessa ispirata ai concetti di comunità, sostenibilità, efficienza e partecipazione.

La volontà di dar vita a nuovi modi di vivere gli spazi, aprendoli alla comunità e trasformandoli quindi in nuovi luoghi di socialità e di incontri, è tra i principi ispiratori del progetto. Proprio a tal fine, il progetto prevede un edificio per uffici di otto piani fuori terra con un piano terra aperto e accessibile dall’esterno che ospiterà attività di tipo commerciale, creando quindi un nuovo luogo di aggregazione ed un nuovo polo attrattivo per l’intera area.

Questo ambiente si pone in osmotica connessione con le zone esterne, anch’esse disegnate per stimolare la socializzazione e il ritrovo: grande attenzione è difatti dedicata alle aree verdi, ai collegamenti pedonali e veicolari, realizzando un nuovo senso di vivibilità attraverso la  costruzione di spazi accoglienti e stimolanti.

Il carattere dinamico e vivace del contesto esterno anima anche l’edificio stesso, un oggetto scultoreo ma mai statico, in dialogo aperto con il tessuto circostante. La facciata è infatti caratterizzata da una particolare trama di elementi verticali in grado di offrire una protezione solare, che sottolineano l’orizzontalità del complesso e determinano al tempo stesso giochi di luce e riflessi sempre diversi durante l’arco della giornata. Sui lati nord e sud dell’edificio si affacciano degli spazi aperti, totalmente accessibili ed utilizzabili, di dimensioni tra loro diverse, contribuendo quindi al senso di “movimento” e di dinamicità del complesso.

Efficienza, funzionalità e massima flessibilità degli spazi per uffici si evidenziano alternando aree condivise aperte e informali a spazi più tradizionali e chiusi per i momenti in cui sono necessari tranquillità e privacy, venendo quindi incontro alle svariate esigenze del lavoro di  oggi.
Le particolari scelte architettoniche del progetto, interamente sviluppato in BIM (Building Information Modeling – una metodologia che permette di visualizzare e gestire tutte le informazioni che riguardano l’intero ciclo di vita dell’edificio, dal progetto alla costruzione, fino alla sua demolizione e dismissione) rispondono non soltanto a criteri puramente estetici, ma anche all’obiettivo di creare un edificio altamente efficiente e sostenibile, pensato per l’ottenimento della certificazione LEED CS v4 Platinum, ovvero un chiaro livello di prestazione energetica ambientale di eccellenza ai massimi livelli di mercato.

Gli elementi frangisole in facciata, ad esempio, oltre a limitare surriscaldamenti e garantire un corretto livello di diffusione luminosa nelle varie ore del giorno, sono in grado di isolare l’edificio dai rumori esterni, grazie alla presenza di materiali fonoassorbenti al loro interno. Inoltre, la copertura piana fotovoltaica fornirà energia pulita per l’intero complesso, contribuendo quindi alla riduzione dei consumi.

Il complesso di Spark One a Milano Santa Giulia sarà anche tra i primissimi esempi in Italia di progetti architettura disegnati e misurati secondo le linee guida della certificazione WELL. Si tratta di un protocollo di recente introduzione che valuta esclusivamente l’edificio nella sua capacità di fornire spazi che favoriscano lo stato di benessere e salute di chi lavora al suo interno (ad esempio, scale come strumenti di esercizio fisico pensato secondo i criteri di biofilia, spazi per la meditazione, informazioni sulla relazione salute-nutrizione-movimento).

Nello specifico, il sistema WELL, ideato e promosso dall’istituto americano International WELL Building Institute™ (IWBI), valuta il benessere dell’individuo in modo olistico e si articola intorno a sette punti focali che determinano il grado di vivibilità degli ambienti di lavoro: aria, acqua, alimentazione, illuminazione, movimento fisico, nutrizione, comfort (inteso come comfort termico, acustico, ergonomico e olfattivo) e benessere mentale. 


  Scheda progetto: Spark One
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Progetto CMR

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