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Ultimi ritocchi per le Residenze Libeskind di CityLife a Milano
La massima espressione stilistica dell'archistar nell'architettura come nei dettagli
Autore: valentina ieva
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27/02/2014 - Il complesso urbano dei cinque edifici all’interno del quartiere CityLife a Milano, risultato della massima ricercatezza stilistica di Daniel Libeskind, è giunto ormai alla cura degli ultimi dettagli. Il 7 febbraio scorso architetti e giornalisti sono stati accolti per la prima volta nelle lobby dei nuovi edifici, i cui arredi sono stati realizzati su misura da Cassina Contract su disegno di Libeskind.

Le Residenze Libeskind si compongono di edifici tutti diversi tra loro, con altezze dai 6 ai 13 piani, disposte secondo il classico modello a corte, frammentato a creare uno schema aperto all'ambiente circostante. Gli appartamenti, tutti diversi l'uno dall'altro per dimensione, si affacciano in parte su via Spinola, in parte sul nuovo parco verde pubblico.

Gli alloggi sono state concepiti secondo criteri di efficienza energetica e di sostenibilità, collocando gli edifici nella classe A di certificazione energetica, con impiego di avanzati sistemi di riscaldamento e di condizionamento, oltre che nell’uso dei pannelli fotovoltaici.

Particolare attenzione è stata riposta nella cura dei dettagli e degli arredi su misura, realizzati da Cassina Contract per il design delle aree comuni degli edifici. Il singolo arredo è stato progettato per ricalcare le linee del progetto architettonico, basti pensare alla forma monolitica dei banconi sfaccettati, disposti nelle hall d'ingresso di ogni palazzo o alle fioriere in metallo che ritmano i balconi.

A impreziosire ulteriormente gli ambienti d'ingresso alcuni pezzi della Collezione Cassina 'I Maestri', come i divani e i tavolini di Le Courbusier, Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand e il tappeto Accordo di Perriand.

  Scheda progetto: Residenze Libeskind
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Commenti per questa notizia
Paolo
In italia abbiamo una marea di ottimi architetti ma non potranno mai liberare le proprie idee e capacita' se non all'estero.....maledetti regolamenti edilizi ed atteggiamenti retrogradi delle amministrazioni....io mi sn stufato di far condizionare la mia vita privata dalle normative e far fatica a restare nel mercato....speriamo cambino le cose!...ma si fa prima a sperare nell'estero comunque...quello di milano un altro progetto fatto a posta per creare pubblicita ai soliti noti...bell'investimento per la cultura!!!
Gio
La domanda che mi e vi pongo è la seguente, perchè questi "grandi" architetti riescono a fare delle belle architetture in qualsiasi altro stato tranne che in Italia? Risposta: perchè siamo regolati da leggi inutili e da gente altrettanto inutile e conservatrice, anche quei pochissimi bravi architetti italiani danno il meglio di se fuori dall'Italia, guarda caso!!! Dal 1900 in poi sembra che qui non si possa più fare architettura siamo talmente orgogliosi dei nostri monumenti che non siamo in grado di proporre novità......
vincenzo
Mamma che brutto! È questa la massima ricercatezza stilistica? È questa l’architettura degli archistar? Dove sta il guizzo artistico e sublime di chi dovrebbe “insegnare”, “coniare ” e far percepire nuovi stili architettonici? Io vedo un ammasso di cemento privo di armonia. Un vago ricordo, del relitto sgangherato di Costa Concordia, “raddrizzato” disperatamente dopo il suo naufragio. I brise-soleil in legno (necessari e inevitabili per una citta così fortemente soleggiata come Milano!!!), rievocano i cavi e le imbracature, che penzoloni, servirono al recupero della sfortunata imbarcazione. In passato l’architetto che fece più uso di frangisoli fu Le Corbusier caratterizzandone molte sue opere (ma quella fu un’altra storia!!!). Proiettando il complesso urbano di D. Libeskind nel futuro, riesco ad associarlo soltanto al maestoso complesso “Le Vele” di Scampia a Napoli, con tutte le sue problematiche.
Fede Parise
Perché complicarsi la Vita in questo modo. La semplicità e' cosa rara.
Gabriele
se l'avessi progettato io mi avrebbero dato del pazzo.......
Pietro
soliti casermoni...la prova del progetto residenziale è quella più fallita dagli architetti, compreso quelli di "grido"...
Paolo71
Certamente non una delle migliori prove di Libeskind.Mi sembra stia scimmiottando Zaha Hadid ( che già non apprezzo...). L'attico a doppia altezza è un elemento che toglie armonia alla costruzione, tutte queste linee sghembe mi sembrano veramente solo sfoggio di un ego smisurato. Credo che l'equilibrio e la grazia appartengano ad altri interventi.
Cosimo
Ragazzi, io sono stato personalmente a vederli...l'idea e il disegno sono apprezzabilissimi ma i brise soleil in legno, che in queste foto sono amabilmente ritratti lontano sono già stracotti e macchiati, sgoarture ovunque, muffe e invecchiamento evidente!!!
steven 51
Sempre più spesso le archistar firmano progetti di banale speculazione immobiliare, camuffando in modo grottesco delle minestrine riscaldate e pretenziosette. Trovo molto più rispettabile e dignitoso il razionalismo ed il funzionalismo, che cercavano di migliorare la QUALITA' dell'abitazione, con la max attenzione alla loro durabilità, manutenzione e costi di gestione. Queste operazioni sono ormai roba vecchia ed i costruttori furbastri non riusciranno a spuntare i prezzi richiesti solo per qualche balcone storto firmato da un'archistar...
marzia puccetti
il complesso è molto bello e ai ladri piacerà l'accesso facilitato dai brise soleil a scaletta che permetterà loro di raggiungere indisturbati e veloci gli ultimi piani...anche nelle architetture "firmate "del dopoguerra a millano, era molto presente questo elemento di decorativo di cui poi sono state richieste le rimozioni con ordinanza di urgenza per motivi di sicurezza...
tutta apparenza
io non capisco l'entusiasmo, si tratta di una struttura assolutamente normale, nascosta dietro i parapetti degli aggetti che danno solo l'effetto impressionistico di destrutturato. E' semplicemente un bluff, altro che Gaudì. Libenskid l'avrà pure firmato sto progetto ma di sicuro è stato realizzato da studentelli alle prime armi
matilde parodi
di notevole impatto......ho pensato ad un Gaudi' dei nostri giorni
Giovanni Balzano
Libeskind ha fatto cose interessanti, ma qua c'è troppa gratuita esibizione
Maurizio
Immagino quando il proprietario del sesto piano si farà montare la verandina abusiva.....
Gennaro della Marra
Una struttura per essere bella deve essere funzionale a qual cosa; questo complesso a cosa e' funzionale?
Marco Leoni
Il primo impatto è spiazzante, poi osservando con più attenzione questo progetto diventa interessante.
Andrea Girotto
Sempre palazzine sono...

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