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Cracovia, inaugurato il MOCAK nell'ex 'Fabbrica Schindler'
Il progetto per il Museo d’Arte Contemporanea è firmato Claudio Nardi
Autore: rossella calabrese
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17/11/2010 –  Ha avuto luogo nel pomeriggio di ieri, 16 novembre, l'inaugurazione del MOCAK, il Museo d’Arte Contemporanea nell’area dell’ex "Fabbrica di Schindler" a Cracovia, Polonia, progettato da Claudio Nardi.

“Sorto nell’area della ex-Fabbrica Schindler, con un progetto in  equilibrio tra memoria e futuro, il Mocak apre un nuovo importante capitolo nella vita culturale della città. Il segno industriale, evocato dalla caratteristica copertura a shed degli edifici da conservare, ha rappresentato l’icona a cui ispirarsi per il progetto complessivo. Una quinta in cemento, crudo, industriale, alta 10 metri fa da manifesto e da cerniera tra la via e la successione sinuosa di percorsi e padiglioni espositivi che si sviluppa in profondità all’interno dell’area.

Un'architettura nuova, leggera, luminosa, il rivestimento in fibrocemento scuro e  la copertura a sheds in zinco-titanio, abbracciano gli edifici esistenti ed i nuovi padiglioni, unendoli in un unico organismo, non monolitico, diffuso, trasparente, permeabile, parte di un percorso urbano in divenire”, spiegano da Claudio Nardi Architects.
 
Tre sono gli accessi al percorso che conduce al museo o che ne consente “l’attraversamento”, quasi come fosse un prezioso centro urbano: il “muro sud” segna l’inizio del percorso (e bilancia con la sua massa la presenza importante e solida dell’adiacente museo), da quel punto il nuovo museo appare come architettura nuova, di tecnologia contemporanea, apparentemente leggera, luminosa, con la copertura a sheds, quasi un onda che magicamente si fonde e si integra, avvolgendola, con la struttura degli edifici preesistenti. La concezione strutturale di questi ultimi diviene matrice dell’idea portante: viene mostrata, esibita, attraverso le vetrate che schermano il complesso fino all’effettivo ingresso nella Hall del museo.
 
Una leggera rampa conduce il visitatore a +30cm, quota alla quale si innesta la nuova “piazza interna”, lungo il percorso, in parte a cielo aperto, con sedute e una minima e delicata alberatura e in parte coperto da una loggia ricavata all’interno di uno degli edifici a shed, sul quale si affacciano, lungo i due lati, la hall del museo in tutta la sua estensione, il ristorante e poi le residenze e gli atelier degli artisti, che potranno esporre all’interno della loggia le loro opere e infine, sempre sotto la Loggia, la vetrata della biblioteca. La passeggiata poi prosegue affacciandosi su una seconda piazzetta “urbana”, (il secondo importante accesso all’area) connessa al percorso pedonale previsto dal piano e alla nuova area commerciale e di servizi che si svilupperà verso ovest.
 
Il sistema espositivo è costituito da pareti a tutt’altezza (4,50m) per le zone a tema predeterminato e da pannelli mobili (con struttura leggera in alluminio e superficie di rivestimento con lastre alveolari alleggerite) e autoportanti di alte 3 m e larghe 6m. Il piano terra del museo dove si collocano i 200mq di sala introduttiva e 2200 metri quadri dedicati alle collezioni permanenti, è, in tutta la sua estensione, illuminato naturalmente attraverso pareti vetrate ma soprattutto da lucernari lineari che garantiscono un'illuminazione indiretta (o schermata da brise-soleil) e diffusa delle sale, senza né effetti dannosi alle opere, né di abbagliamento. Nel piano interrato trovano posto i 1200mq di sale destinate alle mostre temporanee e alle esposizioni aggiuntive oltre alla grande sala di 400mq e di altezza 6,5m per opere speciali.

L'estensione e la tipologia delle controsoffittature cambia a seconda della collocazione delle sale sotto il nuovo tetto a shed, dove è inserita una parte di controsoffitto a Brise-soleil con la funzione di alloggio anche per l’impianto di illuminazione artificiale o sotto la copertura piana, dove il controsoffitto è in cartongesso con illuminazione a incasso.

Il magazzino delle opere è senz’altro la funzione più importante e delicata tra quelle connesse al museo. La sua collocazione, data la posizione dei possibili accessi carrabili al museo è stata prevista in prossimità del Muro Sud, di fronte al quale era già prevista una ampia area aperta che ne esaltasse la monumentalità, la stessa area in determinati momenti sarà ideale per il parcheggio temporaneo dei grandi mezzi destinati al trasporto delle opere, infatti sulla stessa si affacciano i 270mq di magazzino situati al piano terra, con diretto ( e protetto) affaccio all’esterno e in collegamento con le sale espositive.

I restanti 500mq di magazzino sono collocati al piano interrato, immediatamente sotto, collegati con scale e montacarichi di grandi dimensioni e loro volta collegati alle sale interrate e al laboratorio di restauro.

La hall di ingresso è situata all’arrivo della rampa che consente di superare i 30cm di dislivello e che al tempo stesso sposta in vista della via principale il punto di ingresso. L’ampia sala si affaccia anche per tutta la sua lunghezza sulla “piazza”sud e fa da filtro e snodo fondamentale e flessibile tra funzioni tra loro collegate e/o autonome, che vi si affacciano, come la biglietteria del museo, il guardaroba, il cinema, il bookshop, il caffè- ristorante, con ingresso anche dalla “passeggiata” e dall’altra “piazzetta”.

Bookshop e Ristorante hanno un accesso di servizio attraverso un corridoio sul retro, direttamente collegato al parcheggio interrato, per personale e carico/ scarico merci. Sul lato est della nuova passeggiata è inserita  una profonda Loggia sulla quale si affacciano quattro residenze e quattro ateliers per artisti, la loggia stessa potrà essere uno spazio espositivo naturale, aperto, per le attività artistiche degli artisti ospiti
 
Contestualmente all’apertura al pubblico del Museo è stata inaugurata la mostra “Claudio Nardi – Architecture For Sensitive Lives”. L’esposizione, allestita dallo stesso progettista, offre uno sguardo panoramico su progetti, idee, opere realizzate su diverse scale in Polonia, in Italia, nel mondo.

Sei le sezioni tematiche:
 
- Nowy Krajobraz Krakow/Nuovi Paesaggi Urbani Cracovia
Una visione ravvicinata sulle due opere di Claudio Nardi per Cracovia: il MOCAK, museo di arte contemporanea nella ex-Fabbrica Schindler e il COI nuovo grande centro direzionale e operativo per il Comune di Cracovia.
 
- Nuovi Paesaggi Urbani Firenze
Interventi importanti ed anche minimi, per scala, funzione, impatto, che lasciano il segno sul ‘territorio’, in parte lo modellano, partecipano alla trasformazione, una trasformazione  'dal basso'. E' l'idea utopica dell'energia delle  „tante piccole buone azioni”.
 
-  Architetture Italiane
In trasparenza le tracce, numerose, del razionalismo italiano, del barocco, dell'architettura spontanea del mediterraneo che dialogano con materiali, tecniche e linguaggio contemporaneo.
 
- Building With The World
Il linguaggio italiano 'riconoscibile' e riconosciuto che trasporta segni, stili e anche mode, le innesta nelle forme proprie dei luoghi, nel mondo, senza sovrapporsi, lasciando trasparire e facendo proprie il più possibile gli altri profumi, le altre tecniche, le altre estetiche.
 
- Intramuros
La casa, la dimensione emotiva, addirittura sentimentale, della sfera domestica dove l'architettura dialoga e si manifesta anche attraverso il dettaglio, interni e materiali diversi, morbidi come le abitudini, i ricordi,  le necessità, le relazioni personali.
 
- En Vogue
L’architettura si avvicina alla scenografia e ha il compito di comunicare uno stile, di sottolineare l'identità di un brand, di avvolgere l'utente in una storia emozionante e convincente.

Fonte: Republique Comunicazione d'Architettura

  Scheda progetto: MOCAK_Museo d’Arte Contemporanea, ex Fabbrica O.Schindler, Cracovia, Polonia
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