Data : 23/04/2009
CUOMO MARCO - ARCHITETTO
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Caccaro
giovedì 23 aprile 2009

QUADRATO MAGICO DEL SATOR IL SEGRETO DEI MAESTRI COSTRUTTORI

dal blog CUOMO MARCO - ARCHITETTO, di MARCO CUOMO

Parte prima
Sintesi di una ricerca ........................(...)

Il quadrato magico del SATOR è la più famosa struttura palindroma che da secoli ha attratto gli studiosi a causa del suo innegabile fascino. Si tratta, sostanzialmente, di una frase in lingua latina (SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS), che può essere letta in entrambi i sensi, come ve ne sono tante altre. La sua singolare caratteristica, però, è che, essendo formata da cinque parole di cinque lettere ciascuna, è possibile iscrivere la stessa frase in un quadrato di 5 x 5 caselle all'interno del quale la frase può essere letta in quattro direzioni possibili: da sinistra verso destra, e viceversa, oppure dall'alto verso il basso, e viceversa.
Inizialmente si riteneva che il Quadrato fosse un'invenzione medievale, perché tutti i ritrovamenti fino ad allora effettuati non erano databili prima del IX secolo. Ma nel 1868 uno scavo archeologico tra le rovine dell'antica città romana di Corinium (oggi Cirencester, nel Gloucestershire, in Inghilterra) rivelò la curiosa iscrizione sull'intonaco di una casa databile al III sec. d.C.. In tale frammento, oggi conservato al museo archeologico della stessa città, il Quadrato appare nella sua versione speculare, che inizia con la parola ROTAS. Si cominciò allora a diffondere la convinzione che esso rappresentava un modo adottato dai primi Cristiani, la cui fede religiosa era ancora contrastata e vietata dai Romani, per adorare la croce in forma dissimulata: le due parole TENET, infatti, disegnano al centro del quadrato un croce perfetta, centrata sull'unica lettera N. L'ipotesi si rafforzò allorché Felix Grossner, pastore evangelista di Chemnitz, scoprì dopo numerose prove che le 25 lettere del quadrato potevano essere disposte in modo da formare le parole PATERNOSTER incrociate e poste tra le lettere A ed O, corrispondenti, in questa interpretazione, alle lettere Alfa ed Omega dell'alfabeto greco, il principio e la fine di tutte le cose. A rinforzare ulteriormente la tesi cristiana contribuì un'ulteriore scoperta, avvenuta nella città siriana di Dura-Europos, sull'Eufrate, antica colonia romana (300-256 a.C.). In essa furono ritrovato quattro esemplari del Quadrato Magico, tutti nella versione speculare, databili attorno al 200-220 dell'era Cristiana.
Non mancarono, però, gli oppositori a questa tesi. La maggior parte delle critiche mosse a questa interpretazione nascevano dal fatto che essa, comunque, non spiegava nulla circa il significato letterale del quadrato. Il problema principale era quello di spiegare la parola AREPO, inesistente nel vocabolario latino, e che molti critici si rifiutavano di accettare come nome proprio di persona (Arepo, onis, Arepone). Questo ostacolo venne presto superato: venne scoperto che nell'antica Gallia, al tempo della dominazione romana, una certa misura di superficie veniva chiamata semiiugerum, nella lingua latina, e arepennis, in quella celtica. In particolare quest'ultimo vocabolo derivava dal termine celtico àrepos, che significava "aratro". Sembra plausibile, quindi, che questo termine venisse poi traslitterato nel latino arepus ad indicare appunto, il caro agricolo. Il significato letterale della frase, ora, assumeva un senso logico: «Il seminatore, con il carro, tiene con cura le ruote».
Ogni l’ipotesi sopraddetta, però, decadde nel 1925 quando gli scavi archeologici che interessarono i resti dell'antica città di Pompei, sepolta dalle ceneri dell'eruzione del Vesuvio del 79 d.C., rivelarono sull'intonaco della casa di Quinto Paquio Proculo l'iscrizione (sebbene mutila) del quadrato magico. Undici anni più tardi, nel 1936, ne fu rinvenuta un'altra, stavolta completa, sulla scanalatura di una colonna mediana nel portico occidentale della Grande Palestra.
Un altro affascinate significato del quadrato magico proviene dall’interpretazione in chiave Cabalistica dello studioso A.D. Grad, nel libro "Introduzione alla Kabbala ebraica", MEB, 1986, che si sofferma a lungo sull’analisi e la ricerca di significati cabalistici del SATOR. Dunque, il quadrato magico numerico del 5, detto Quadrato magico di Venere è formato da tutti i numeri interi dall'1 al 25, presenta nella casella centrale il numero 13, e la somma di ogni fila orizzontale, verticale o delle due diagonali principali dà sempre, come risultato, il numero 65.
A questo proposito, Grad ci invita ad osservare che sovrapponendo le cinque parole del palindromo magico, si notano alcune cose:
1) i numeri corrispondenti alle lettere S ed R della parola esterna ROTAS danno la stessa somma, 26 (11 + 15 = 26; 23 + 3 = 26);
2) tutte le altre coppie di numeri la cui somma è 26 corrispondono, nel SATOR, a lettere uguali, AA oppure EE;
3) l'unica lettera centrale, la N, corrisponde al n° 13, che non è altri che la metà di 26.
Grad ne deduce che il quadrato del SATOR non è altro che una chiave cabalistica centrata sui numeri 13, 26 e 65, che stanno tutti ad indicare l'Eterno, ovvero Dio. Infatti:
1) 65 è la somma numerologica corrispondente al nome "ADONAI" (Aleph-Daleth-Nun-Yod = 1 + 4 + 50 + 10 = 65);
2) 26 è la somma numerologica del nome "IAHVE", il Tetragramma (Yod-He-Waw-He = 10 + 5 + 6 + 5 = 26);
3) 13 è la somma numerologica del nome "AHOD", ovvero Uno (Aleph-Heth-Daleth = 1 + 8 + 4 = 13).
Ora Adonai e Yahvè sono i nomi di Dio, la loro somma ridotta dà 65 + 26 = 91 = 9 + 1 = 10 = 1, Uno è "Ahod" che dà 13, e quindi tutto è ricondotto al numero 13, che nel quadrato si trova esattamente al centro (...).



postato da MARCO CUOMO giovedì 23 aprile 2009 alle ore 17:36    | commenti: 23 |



 Commenti:
postato da massimo pacini sabato 25 aprile 2009 alle ore 16:18

E' certo tutto affascinante e misterioso, ma perche' gli uomini pensano sempre a Dio? Dio e' una mera invenzione, e' fuggire dalla vita reale, Dio e' colui il quale fa' salvare una persona per mano di un'altra, cosi' come la fa' uccidere sempre in nome suo. anche I cristiani sono stati grandi assassini sempre in nome di una presunta superiorita' sugli altri, ANCORA LO SONO NELLA GUERRA CON I MUSSULMANI E VICEVERSA, La salvezza dell'uomo sarebbe quella di uccidere Dio o meglio la sua invenzione perche' non e' mai nato e pensare di piu' a migliorare questo mondo anche con l'Architettura che pensare alla favola del paradiso.
postato da massimo battaglio domenica 26 aprile 2009 alle ore 17:52

E va bene che la Chiesa cattolica di oggi non è affatto attraente
E va bene che papa Ratzinger lo è ancora meno
E va bene che abbiamo conquistato la libertà di vivere senza fare sempre riferimento a Dio
E va bene che abbiamo conquistato anche la libertà di esprimerci senza dover rendere conto a nessuno
E va bene tutto
Ma
Mi pare che l'ateismo militante richieda una fede altrettanto irrazionale di quella religiosa,
Ma soprattutto
Mi pare che Massimo Pacini sia più afferrato in altre materie che nella teologia, sulla quale dimostra di prendere strafalcioni al limite della volgarità

postato da Elena Fedi domenica 26 aprile 2009 alle ore 22:03

Da una credente non praticante....proprio per le divergenze con la Chiesa Cattolica attuale :
- credo che la fede ,incrollabile in alcuni e vacillante in altri, sia un dono prezioso, utile a superare certi momenti difficili nella vita di tutti ..
- credo che ipotizzare l'esistenza di un essere superiore ( Dio,Allah, Manitù,etc ) sia un bisogno interiore dell'uomo
- credo che l'atto di uccidere Dio sia costato agli ebrei una persecuzione perpetua,come la storia ci insegna ....
- credo che ognuna debba rispondere alla propria coscienza o religiosità interiore e tutti debbano essere rispettati per questo .
Infine credo che la Chiesa cattolica in particolare non dovrebbe interferire in certe scelte degli stati nazionali ; lo fa soprattutto in Italia ( legge 40,pacs etc ) e questo non va bene ; lo stato deve essere laico .'

postato da antonio domenica 26 aprile 2009 alle ore 23:18

pacini è un cretino e un ignorante. credo che sia evidente che è impossibile, data la pochezza dei suoi mezzi culturali e intellettuali, sostenere una discussione con lui.
torna dalla caverna dalla quale sei uscito.

postato da Francesco Rosadini lunedì 27 aprile 2009 alle ore 00:35

Per quelli che danno del cretino agli altri perchè così poi si sentono intelligentissimi:
beh, ciascuno si diverte con le risorse intellettuali che ha, non vi pare?

Il blog è fatto per discutere e non per insultare. Dire che è impossibile equivale a dire: "non ne sono capace". Si potrebbe dire: pazienza! Ma allora, tanto varrebbe non scrivere nulla, piuttosto che ricoprire il blog di volgarità.

Gli argomenti ad personam non fanno mai onore a chi li usa. Non si colpisce un soggetto per rispondere al merito di un argomento. E' una vigliaccata, l'equivalente dialettico di quel fascismo dal quale ci vorremmo liberati. Ad argomenti, se si è capaci, si risponde, magari anche salacemente, con argomenti.

L'insulto diffuso al singolo - ma anche alla singola - è ciò per cui trovo perlopiù impraticabile e scadente la discussione su questo blog. Se ho problemi di carattere con qualcuno, io di solto cerco, se posso, di evitarne la presenza. Ma l'assistere ad un continuo scontro fra caratteri diversi, non so voi, ma a me, lo confesso, mi annoia.

Un saluto,
Francsco Rosadini


postato da antonio lunedì 27 aprile 2009 alle ore 01:36

grazie della lezioncina, anche tu ci infili il fascismo tanto per non sbagliare.
comunque hai ragione francesco, proprio "non ne sono capace" di parlare con gli idioti.

già che ci sei, di grazia, potresti indicarmi gli "argomenti" che avrebbe portato il tizio del primo commento.

postato da donna annoiata lunedì 27 aprile 2009 alle ore 02:01

Bravo Rosadini !
postato da Francesco Rosadini lunedì 27 aprile 2009 alle ore 03:36

Caro Antonio,
la categoria dell'idiota, come quella del barbaro, non può essere presa in valore assoluto, ma discende piuttosto dalla incapacità, non del barbaro ma dell'osservatore, di stabilire una comunicazione. Un idiota o un barbaro non è uno che non capisce: siccome sei tu che lo definisci a partire da quello che lui dice, ne consegue che, in realtà, a non capirlo sei tu.

L'ascolto del punto di vista altrui, finalizzato alla costruzione di una chiave interpretativa della realtà provvisoriamente condivisa (sia essa una legge di natura, una struttura morale, un linguaggio di architettura...) corrisponde a quello che mi pare un buon uso della dialettica. Ne è ovviamente possibile anche un cattivo uso, ovvero la sopraffazione dell'altro.

Quando trovi qualcuno che rifiuta di imparare dal processo dialettico, che mira a conservare sempre la ragione dalla sua parte a costo di insulti, colpi bassi, mascalzonate verbali, quelli sono i segni di un uso del dialogo che mi pare scorretto e disonesto. In ogni caso, poco interessante.

Un saluto,
Francesco Rosadini



postato da francesco amadori lunedì 27 aprile 2009 alle ore 09:36

Francesco è d'accordo con Francesco, la tesi di Pacini ha buoni crediti filosofici nel materialismo dialettico ed in altre rispettabilissime correnti di pensiero, i disastri del fanatismo hanno riscontri storici e di cronaca inconfutabili,idem la rigidità pastorale di alcuni pontefici o capi di chiese non è infine aliena rispetto ad attuali tragedie dell'umanità.
Discutere di queste cose fa parte dei principi fondamentali della libertà di pensiero.
Francesco

postato da antonio lunedì 27 aprile 2009 alle ore 10:54

ahaha rosadini le tue foto sono interessanti, i tuo progetti davvero ben fatti ma il tuo galateo social-liberal-democratico-tipo-lezione-di-educazione-civica è terribilmente noioso. 'sta storia dei barbari l'ho sentita non sai quante volte, la prima volta forse in quarta ginnasio, ed è buffo perché ti raccontano, i professori politicamente corretti, che i barbari non erano poi così barbari, però poi la schiena te la spacchi sul greco e sul latino, e non sul persiano o sull'ostrogoto.
tu rosadini hai fatto il liceo classico, oppure chissà non l'hai fatto ma avresti segretamente voluto.

per me i barbari esistono e sono un miscuglio di ignoranza e stupidità come l'unno pacini (che, ricordiamolo, è quello che crede che attualmente i cristiani siano "in guerra con i mussulmani", forse oltre a tanta storia gli toccherà studiare un po' di geopolitica). io ho ascltato il visigoto pacini, ho letto con profonda attenzione ciò che ha scritto, soppesando tutti i termini e financo le virgole, dopodiché ho deciso che "non se ne cava un ragno dal buco" e il "gioco non vale la candela" della fatica dialettica. lascio a voi l'opportunità di imparare dal vandalo pacini qualche fondamentale concetto sulla storia delle religioni.

ovviamente per me i greci invece erano belli e buoni (ora invece sono brutti, maleducati e irsuti), i vietcong si chiamano musi gialli e spero sempre che arrivi la cavalleria di john wayne, fazzolettone giallo su camicia blu, a salvarmi dai comunisti.

tanto per chiarire la mia idea-base in merito: dici bene francesco amadori "i disastri del fanatismo"...religioso certamente, ma parimenti filosofico, politico, economico; c'è anche, pensa un po', un fanatismo antireligioso, che poi è quello dell'ostrogoto pacini... il problema dunque non è la religione, o la politica, o la filosofia, ma un atteggiamento FANATICO nell'approcciarsi ad un'idea.

postato da Francesco Rosadini lunedì 27 aprile 2009 alle ore 13:06

Caro Antonio,
ho qualcosa per le mani che mi rende molto felice; mi piaceva, mi piace, condividerlo. Ogni tanto mi concedo qualche commento volante che nessuno è obbligato a leggere o prendere sul serio. Ma non ho scelto questo blog per essere coinvolto in infinite verbosità scritte. Non sono uno scrittore mancato, è già tanto potersi definire architetto senza provare pietà per se’ stessi.

Se e quando vuoi prendere un caffè insieme, il mio numero è sull'elenco e la mia mail sulla mia scheda. Ma, per favore, non mi trascinare in saghe o faide dialogiche di alcun tipo. Non mi interessano le guerre di civiltà, figurati quelle di inciviltà.

Un saluto,
Francesco Rosadini

E comunque a John Wayne preferisco Gary Cooper naturalmente nei panni di Howard Roark.



postato da Elena lunedì 27 aprile 2009 alle ore 13:24

Mah potremmo fare una riunione dei blogger liguri: ....Francesco Rosadini , Marco Cuomo, Antonio L., Roberto Pittaluga ,Massimo Corradi , Elena Fedi ; magari davanti ad un caffè o ad un dolce gelato , ci capiamo meglio . Siete un pò tutti genovesi e si sa,storicamente, fra genovesi e savonesi c'è stata un pò di rivalità ...dal tempo delle guerre puniche ! ma d'estate tanto tutti qui a Torre del Mare venite voi genovesi ( tranne Antonio che va a Portofino ).
Se smette di piovere ci vediamo in spiaggia ?

postato da antonio lunedì 27 aprile 2009 alle ore 16:22

beh gary cooper è gary cooper, come attore non si discute, sta una spanna sopra wayne.
però di wayne piacciono le mani, forti, grosse, sporche, ruvide e sempre pronte a dare un bel pugno sulla faccia di qualche rompiscatole.

postato da francesco amadori lunedì 27 aprile 2009 alle ore 17:17

Ad Antonio, è vero che non c'è solo il fanatismo religioso, ma quasi sempre l'altro fanatismo, di pensiero ed anche politico o razziale, diviene tragico quando assume connotati fideistici vicini a quello religioso.
Fra le religioni le più pericolose poi, nelle conseguenze, sono quelle che si basano sulla repressione sessuale, il pensiero psicanalitico a partire da Freud ha messo in evidenza questo nesso fra repressione sessuale e forme dispotiche di pensiero e politiche.
Non parliamo poi delle tragedie individuali legate alla creazione del senso di colpa di matrice religiosa ed in contrasto con la legge naturale, la cronaca è piena di orrori che hanno questo timbro..
C'è religione e religione, del resto anche Dante non era molto tenero con il potere religioso e le sue commistioni con quello temporale.
Francesco

postato da massimo pacini lunedì 27 aprile 2009 alle ore 21:38

Nella Bibbia Dio ha eletto gli Ebrei popolo eletto, ma lo ha reso razzista perche' gli ha permesso di massacrare senza pieta' popoli come i Cananei e gli Egizi (Uomini, Donne e Bambini)
Dai Comandamenti:Non uccidere - si legge uccidi il diverso
Gesu' ha detto: porgi l'altra guancia, ma poi: chi non e' con me e' contro di me.
Per secoli e' stato preso alla lettera, anticamente con la distruzione di cio' che era pagano o ateo, poi non condannando apertamente ma anzi appoggiando gente come Franco e come Hitler nel massacro degli Ebrei e dei comunisti cosi' come appoggiando gli Hutu (cristiani)nel massacro dei Tutzi(mussulmani), con Migliaia di morti (ne ha mai parlato la Chiesa?)
I Mussulmani hanno fatto un bel frullato di Mose' e di Gesu' e ne e' uscito un testo in cui si trova scritto: chi uccide un uomo uccide tutti gli uomini ma anche:combatti chi non si sottomette a Allah.
Tutti dicono tutto e il contrario di tutto: in nome del Dio delle scritture ognuno a piacimento puo' salvare una vita, ma anche toglierla.
Tutto qui,





postato da massimo pacini lunedì 27 aprile 2009 alle ore 21:39

Nella Bibbia Dio ha eletto gli Ebrei popolo eletto, ma lo ha reso razzista perche' gli ha permesso di massacrare senza pieta' popoli come i Cananei e gli Egizi (Uomini, Donne e Bambini)
Dai Comandamenti:Non uccidere - si legge uccidi il diverso
Gesu' ha detto: porgi l'altra guancia, ma poi: chi non e' con me e' contro di me.
Per secoli e' stato preso alla lettera, anticamente con la distruzione di cio' che era pagano o ateo, poi non condannando apertamente ma anzi appoggiando gente come Franco e come Hitler nel massacro degli Ebrei e dei comunisti cosi' come appoggiando gli Hutu (cristiani)nel massacro dei Tutzi(mussulmani), con Migliaia di morti (ne ha mai parlato la Chiesa?)
I Mussulmani hanno fatto un bel frullato di Mose' e di Gesu' e ne e' uscito un testo in cui si trova scritto: chi uccide un uomo uccide tutti gli uomini ma anche:combatti chi non si sottomette a Allah.
Tutti dicono tutto e il contrario di tutto: in nome del Dio delle scritture ognuno a piacimento puo' salvare una vita, ma anche toglierla.
Tutto qui,





postato da antonio martedì 28 aprile 2009 alle ore 09:39

pacini, fai come francesco, studia e ragiona, tanto tanto. poi riparliamo di queste cose, magari non qui visto che non è un blog sulle religioni.
ah, poi c'è da dire che anche ragionando certe persone non ci arrivano...beh su quello non ci si può fare niente.

eh no francesco, il tuo ragionamento non mi convince fino in fondo:

"è vero che non c'è solo il fanatismo religioso, ma quasi sempre l'altro fanatismo, di pensiero ed anche politico o razziale, diviene tragico quando assume connotati fideistici vicini a quello religioso"

non è che assuma connotati fideistici, la fede non è necessariamente fanatismo.
semplicemente il fanatismo è fanatismo, indipendentemente dal contenuto o dal sistema con il quale sono stati prodotti i contenuti (fideistico o razionalistico). ci sono infatti, ad esempio, fanatici scientisti, fanatici materialisti, fanatici liberisti.

postato da francesco amadori martedì 28 aprile 2009 alle ore 09:52

Ad Antonio, mi sono espresso male, avevo in mente il tuo stesso concetto, io mi ritengo agnostico non agnostico fanatico perchè credo in molte cose, soprattutto quelle d'arte e poesia ed altre sui rapporti umani.
Il termine fideistico, secondo me, non è la stessa cosa che " di fede ", mi sembra contenga un connotato ideologico negativo, l'ho usato in questa accezione.
Francesco

postato da antonio martedì 28 aprile 2009 alle ore 10:31

io sono il primo nemico del fanatismo cristiano; però credo che sia un rischio, anche forte, che noi cristiani possiamo correre e non un male connaturato alla nostra stessa religione.
con questo personalmente mi ritiro per non andare eccessivamente fuori tema rispetto ad archiportale.

postato da elisabetta polatti mercoledì 29 aprile 2009 alle ore 21:51

il quadrato di Sator come matrice sacra per l'edificazione di città e templi nell'antichità mi era sconosciuta.sapevo della ritualità e della sacralità legata alla fondazione dell'urbs ma nulla su questa forma geometrica archetipo.e sulle implicazioniin esso racchiuse.
grazie.

postato da francesco amadori giovedì 30 aprile 2009 alle ore 00:03

Il commento di Elisabetta ci riporta all'argomento del post dal quale, fin dall'inizio, le considerazioni di Massimo Pacini ci hanno portato fuori argomento, mi ci metto pure io fra i poco attenti e mi scuso per essermi distratto inseguendo ragionamenti che nulla hanno a che fare con il post di Marco Cuomo.
postato da MARCO mercoledì 6 maggio 2009 alle ore 18:56

Ti ringrazio, ho apprezzato l'attenzione ...... cercherò di ampliare l'argomento in futuro
postato da Emilio Mirabil domenica 1 agosto 2010 alle ore 18:11

Infatti, il quadrato del sator è costruito da valori gematrici, ma secondo le posizioni del alfabeto latino.
Vedi anche:
<A HREF="http://decemsys.de/sator/squ-it2.htm">La verità storica sul quadrato del sator</a>



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giovedì 23 aprile 2009

dal blog CUOMO MARCO - ARCHITETTO, di MARCO CUOMO

Parte seconda

Il Sator è lo strumento iniziatico del Grande Architetto dell’Universo che ha donato ai Maestri costruttori quali operai che realizzano il progetto divino lavorando ciascuno la propria pietra grezza, ovvero se stesso, per innalzare templi alla Virtù. Infatti il senso iniziatico di tale espressione si affianca a quello proprio dell’architetto, in greco architekton, da archè= principio, origine, causa prima e tikto= genero, do alla luce, procreo il cui compito è quello di reiterare la creazione divina applicando le sue leggi. Non a caso Vitruvio, al tempo di Augusto descriveva (…) nelle qualità di un architetto la conoscenza dell’astronomia e delle leggi, che regolano i fenomeni celesti (…).
La conoscenza iniziatica, si tramanda attraverso la leggenda del Tempio e del suo costruttore, con l’idea che in esso prenda forma l’universo. Il tempio originario era a pianta quadrangolare, come la Ziggurat babilonese, la Kaba islamica, le Piramidi egizie ed il modulo costruttivo ad quadratum, il suo uso era privilegiato dalle maestranze medievali cistercensi e templari; grazie al quadrato magico del SATOR si sviluppa una conoscenza geometrica capace di edificare un luogo sacro senza avere un progetto disegnato. Dunque il Sator come una matrice geometrica madre, non a caso, per gli antichi fondare una città era un rito, un atto sacro per creare il contesto in cui gli abitanti del nuovo centro avrebbero avvertito un’armonia divina conforme a quella del creato, come riferisce Plutarco che, nel descrivere la fondazione di Roma evidenziava l’usanza di tracciare un solco circolare e poi, al suo interno, un quadrato ripartito agli angoli con quattro vie principali disposte da Nord a Sud e da Est ad Ovest. Il Cardo tagliava la città da Sud a Nord, nella direzione dell’asse celeste intorno a cui ruota il sole ed il Decumano da Ovest ad Est, lungo il percorso del sole, così indicando per i Romani, ma anche per gli Etruschi, i punti cardinali. Il quadrato nel cerchio veniva dunque diviso, tracciando le diagonali in quattro quarti dando senso al concetto di quartiere, che ancora usiamo per indicare un settore di una città che ha una sua unità urbana. L’aratro, simbolo del principio maschile, veniva tirato da un toro bianco a destra e da una giovenca del medesimo colore a sinistra e l’aratura veniva fatta in senso antiorario penetrando la femminile terra così celebrando le nozze sacre da cui scaturisce la vita, l’unione degli opposti a cui riconduce anche la compresenza di toro e giovenca. Stesso concetto era reiterato dalla previsione di un area maschile posta sotto la tutela di Marte, il pomoerium ovvero post murum, nonchè di un recinto detto mundus, accesso al mondo sotterraneo consacrato a divinità femminili quale Vesta, la dea del focolare o Cerere dea del raccolto. La parola greca aroura, che vuol dire al contempo donna gravida e terra fecondata, esprime la funzione ierogamica del solcus primigenius del fondatore della città. Nell’urbs, da orbis cerchio, il civis si inserisce nell’ordine cosmico trovando il suo centro all’interno del quadrato che è proiezione del templum celeste circolare, mirabile realizzazione della quadratura del cerchio. Stesso valore aveva la città per gli Etruschi che si chiamarono Rasenna perché rasna vuol dire appartenente alla città. Come per i Romani e gli Etruschi anche per gli Ebrei la città ideale era di forma quadrata con 12 porte ad esprimere l’archetipo della città celeste simboleggiata dal cerchio dello zodiaco proiettato a terra. Come il quadrato terrestre, che spiega l’idea biblica della terra quadrata causa di feroci persecuzioni per chi ne affermava la sfericità, esprime in sé un ordine celeste a cui si ricollega, è questo stesso legame che rende possibile il percorso inverso di ritorno verso la ciclicità del cielo tanto che Pitagora afferma che il cerchio con inscritto il quadrato rappresenta la perfezione della sfera e la trasmutazione del quadrato nel cerchio vale a dire il passaggio dalla dimensione dei punti cardinali al Cosmo, massima realizzazione dell’uomo e della materia.



postato da MARCO CUOMO giovedì 23 aprile 2009 alle ore 17:35    | commenti: 0 |



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giovedì 23 aprile 2009

QUADRATO MAGICO DEL SATOR IL SEGRETO DEI MAESTRI COSTRUTTORI

dal blog CUOMO MARCO - ARCHITETTO, di MARCO CUOMO

Quadrato del Sator (Aosta)


Il Sator quale modello celeste che crea l’armonia e la bellezza dello spazio.



postato da MARCO CUOMO giovedì 23 aprile 2009 alle ore 17:30    | commenti: 3 |



 Commenti:
postato da Francesco Rosadini lunedì 27 aprile 2009 alle ore 03:33

Caro Antonio,
la categoria dell'idiota, come quella del barbaro, non può esere presa in valore assoluto, ma discende piuttosto dalla incapacità, non del barbaro ma dell'osservatore, di stabilire una comunicazione. Un idiota o un barbaro non è uno che non capisce: siccome sei tu che lo definisci a partire da quello che lui dice, ne consegue che, in realtà, a non capirlo sei tu.

L'ascolto del punto di vista altrui, finalizzato alla costruzione di una chiave interpretativa della realtà provvisoriamente condivisa (sia essa una legge di natura, una struttura morale, un linguaggio di architettura...) corrisponde a quello che mi pare un buon uso della dialettica. Ne è ovviamente possibile anche un cattivo uso, ovvero la sopraffazione dell'altro.

Quando trovi qualcuno che rifiuta di imparare dal processo dialettico, che mira a conservare sempre la ragione dalla sua parte a costo di insulti, colpi bassi, mascalzonate verbali, quelli sono i segni di un uso del dialogo che mi pare scorretto e disonesto. In ogni caso, poco interessante.

Un saluto,
Francesco Rosadini


postato da hector lunedì 27 aprile 2009 alle ore 18:22

Scusami Francesco Rosadini, io sono un ateo, figurati, e nonostante tutto mi ha infastidito le "parole" utilizzate dal Pacini.
Evito qualsiasi commento sull'argomento, che può arrecare ancor più amarezza.
Una cosa però mi viene in mente, che i comunisti, persone come pacini, o anche i falsi moralisti, li accasavano in un gulag.

postato da Francesco Rosadini Daniela Turci lunedì 27 aprile 2009 alle ore 19:15

Caro Hector,
Li accasavano in un gulag. Bè, ora come vedi si accasano da soli in un blog!

Un saluto,
Francesco Rosadini



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ARCHITETTI GENOVA - LISTA IN OPERA


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Le prestazioni energetiche delle chiusure verticali in calcestruzzo autoclavato


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ASSOCIAZIONE AMBIENTE + ENERGIA


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QUADRATO MAGICO DEL SATOR IL SEGRETO DEI MAESTRI COSTRUTTORI


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