12/03/2026 - A Milano, dentro Palazzo Giureconsulti, uno dei luoghi più emblematici della città storica, è nato The Olympic Club, progetto di Park su commissione di On Location, hospitality provider dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026. Presentato nel marzo 2026, l’intervento interpreta l’ospitalità come spazio di connessione e racconto contemporaneo, in un ambiente esclusivo ma accogliente, pensato per una comunità internazionale e, al tempo stesso, radicato nel contesto milanese.
Un dialogo misurato con l’architettura del 1654
Il Club è ospitato in un edificio progettato da Vincenzo Seregni e inaugurato nel 1654. Park sceglie di non sovrapporsi alla struttura storica, ma di “abitarla” temporaneamente con un sistema reversibile che la protegge e la valorizza. Da qui il concetto di “scatola nella scatola”: un sistema modulare di pareti autoportanti, completamente smontabili, realizzate in MDF riciclato e concepite secondo principi di design circolare, capace di definire nuovi spazi senza nascondere affreschi, modanature e proporzioni originarie.
Tre piani, un’esperienza progressiva
Distribuito su tre livelli, The Olympic Club costruisce un percorso in cui le forme dell’ospitalità cambiano insieme alla quota.
Al primo piano, la Reception Hall e il Bar Colonne funzionano come spazi informali di incontro: il bar assume un ruolo centrale, quasi “urbano”, attivando lo spazio e favorendo l’interazione. Arredi su misura, attenzione al comfort acustico e visivo e le viste verso la loggia su via dei Mercanti riportano la monumentalità del palazzo a una dimensione più intima e condivisa.
La scala storica diventa un elemento narrativo grazie a un’installazione verticale ispirata alla Colonna Traiana, che accompagna lo sguardo e il movimento e collega i livelli del Club in un racconto visivo continuo.
Al secondo piano, il ristorante Galleria e le suite private definiscono un carattere più denso e materico, con riferimenti ai gesti atletici, alle opere d’arte e a un’idea di raffinata riservatezza. Qui trova posto anche l’Executive Area – Spazio Donzelli, dove Park rilegge il tema della rappresentanza con un linguaggio che unisce il rigore degli uffici storici ai principi contemporanei del workplace.
All’ultimo piano, la Sala Torre è pensata come spazio di decompressione e visione condivisa, mentre la Sala Terrazzo ospita eventi e incontri istituzionali, estendendosi all’esterno con una terrazza progettata nel rispetto dell’architettura storica.
Sostenibilità come metodo, non come gesto
In tutto il progetto, la selezione di arredi Made in Italy, spesso provenienti da soluzioni a noleggio, sostiene un approccio consapevole alla sostenibilità, intesa come metodologia progettuale più che come dichiarazione simbolica.
Con The Olympic Club, Park supera la dimensione della semplice installazione temporanea, puntando a un’“architettura esperienziale” che tiene insieme memoria e presente, unicità e dimensione collettiva.
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