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Tra materialità e immaterialità: Cappellini alla Design Week
Una doppia mostra presso il Padiglione IBM Studios mette in scena novità e icone del brand, in una scenografia multisensoriale in cui design e tecnologia si fondono
Autore: ilaria galliani
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08/06/2022 - In occasione del Fuorisalone 2022, Cappellini svela novità e icone in una doppia mostra articolata presso il Padiglione IBM Studios di Piazza Gae Aulenti. Un’esperienza avvolgente che si apre come scrigno multisensoriale, un viaggio in un universo estetico poliedrico in bilico tra materialità e immaterialità. In Looking to the future il brand racconta la propria visione del prodotto contemporaneo grazie alla lettura offerta da numerosi creativi internazionali, con gli oggetti immersi in una scenografia multisensoriale. Con l'esposizione Cappellini Slowdown Refuge indaga, invece, il tema dell’abitare attraverso un ambiente in cui design e tecnologia si fondono; in cui i pezzi storici trovano un contraltare estetico nei prodotti novità.
 
Looking to the future
In una scatola scenica animata unicamente da luce e musica, Cappellini mostra in anteprima le novità della sua collezione 2022. Lo spazio espositivo diventa per l’occasione un luogo immersivo nel quale gli oggetti, caratterizzati da un estremo rigore formale, decodificano il Dna di un marchio vocato alla sperimentazione, capace di raccontare la multiculturalità del linguaggio progettuale attraverso i suoi interpreti.
 
Tra le preview spicca il Big Sofa, debutto in grande stile di BIG-Bjarke Ingels Group nel mondo dell’imbottito. La fucina creativa del designer danese ha progettato un divano dalle dimensioni maestose e dalle linee sintetiche con un chiaro rimando all’architettura, principale campo di applicazione del suo studio internazionale che ha sedi a Copenaghen, New York e Londra. Big Sofa è adatto a grandi dimore o alle lounge delle strutture ricettive e si distingue per un disegno fortemente identificativo.

Ancora una volta Cappellini dà spazio anche al proprio viaggio alla ricerca di giovani talenti con l’esordio del belga Nik Aelbrecht, che ha realizzato Openup, una collezione di tavoli che inneggia alla purezza e alla leggerezza. L’estrema sintesi formale si riflette anche nei colori scelti, il bianco e il nero, simbolo della ricerca più contemporanea.

Il colore irrompe invece nel coffee table Miya di Elena Salmistraro, primo arredo disegnato per il brand. Con questo tavolino-scultura in vetro soffiato e composto da tre parti che si compenetrano, la designer traduce in chiave contemporanea le sue ispirazioni folk. La forma esterna ricorda quella di una botte, all’interno c’è un’anima colorata blu avio o verde smeraldo. Miya è un magistrale esempio dell’incontro tra la creatività del progettista e l’abilità dei maestri vetrai veneziani.
 
Fra i grandi nomi torna quello di Patricia Urquiola che ha creato Lud’ina, nuova versione da tavolo o da scrivania della fortunata poltrona Lud’o Lounge, vincitrice della 70ma edizione del Good Design Award. Fedele al suo concept originario, anche in questa nuova veste ha una struttura in materiale plastico riciclato e un rivestimento con diverse anime, da quella sporty alla più formale, adattabile come un abito di sartoria.

Un’altra rivisitazione è quella della serie di imbottiti Elan di Jasper Morrison, progettata nel 1999 e ancora tra i best seller della collezione Cappellini. Ora torna con l’esclusiva Elan 23, caratterizzata da una solida base a terra dall’inedita forma smussata e da nuovi elementi che arricchiscono la versione componibile, come lunghe panche con bracciolo e chaise longue.

La poltroncina Juli di Werner Aisslinger, protagonista di nuove e fortunate sperimentazioni, è stata invece ripensata per l’outdoor: Juli Re-Plastic è il primo elemento d’arredo per l’esterno al 100% sostenibile, realizzato con materiale proveniente da rifiuti domestici, in particolare dallo smaltimento di imballaggi. Branch di Jacob Wagner è una nuova interpretazione del Branch Table con un top in specchio. Oggetto che riesce a omaggiare l’art déco e a interpretare un nuovo concetto di immaterialità.
 
La serie di tavolini Mush firmata da Giulio Cappellini si arricchisce quest’anno della versione Mush Stone, in un abbinamento inedito tra metallo cromato e marmo bianco, per un ritrovato brutalismo declinato nell’oggetto di design. Le lampade Arya, disegnate da Giulio Cappellini & Antonio Facco si completano con Arya, in cui la luce ha un ruolo di primo piano nell’ambiente, amplificato da una struttura scultorea.
 
La collezione Cappellini riassume così visioni diverse per storia, cultura, tradizione, dando vita a idee che traducono in oggetti l’innata attitudine alla ricerca e alla multiculturalità del brand.
 
Slowdown Refuge
Il progetto espositivo Slowdown Refuge si identifica come una traccia dell’abitare contemporaneo in cui la casa è intesa come ponte tra passato e futuro, come mezzo di comunicazione tra la ritrovata identità intima e la socialità, un rifugio protettivo ma anche un viatico verso l’esterno. Questo spazio è stato immaginato da Giulio Cappellini con un’estrema leggerezza, nuance chiare e qualche accento di colore. In un susseguirsi di stanze tematiche, dal living alla sala da pranzo, dallo studio alla zona notte fino all’outdoor, questa scenografia porta con sé una riflessione sulla storia e sulla contemporaneità, attraverso il dialogo di pezzi iconici e nuovi oggetti, di pietre miliari del design rilette attraverso nuove coloriture. Un tributo non nostalgico alle grandi firme internazionali, agli autori di oggetti senza tempo.

Qui trovano spazio i lavori di Shiro Kuramata, Alessandro Mendini, Jasper Morrison, Marcel Wanders, Marc Newson, AG Fronzoni, Claudio Silvestrin, Jacob Wagner, Doshi Levien, Johan Lindstén, Piero Lissoni, Ronan ed Erwan Bouroullec, Nendo, Dror, Sebastian Herkner e Tom Dixon. “Slowdown Refuge” è una Wunderkammer che raduna i progetti di un gruppo di talenti grazie ai quali si è costituita una collezione intramontabile. Uno scrigno da aprire per celebrare il mondo di Cappellini.
 
Le nuove generazioni e il Metaverso
Nel Padiglione IBM Studios sono state realizzate aree di incontro e relax con alcuni pezzi simbolici del marchio, protagonisti di un dialogo innovativo con i progetti, esposti virtualmente, frutto della collaborazione con gli studenti internazionali del Master in Interior Design e Digital Art Direction di Marangoni Design Campus.

Accanto a questi è posto l’accento sui lavori degli alunni di Istituto Marangoni che si sono confrontati sul Metaverso con il tema “Expanded Beauty” che pensa a una futura casa nello spazio. La mostra ospiterà i primi progetti NFT sviluppati dai membri del Prisma Project e dagli studenti del Master in Product & Furniture Design per Cappellini. Una visione pionieristica ma non così remota. L’idea è nata da un confronto tra Giulio Cappellini, designer, art director e talent scout, ed esperti di scenari futuri. Un lavoro che enfatizza il suo spirito libero e audace, capace di tracciare sempre nuove strade a partire da un’attenta osservazione dei fenomeni sociali più attuali e incisivi. Nell’ottica di un’idea progettuale che diventa più inclusiva, c’è anche un’area conviviale rivolta alla generazione No code, una crossing-gen senza limiti di età, cultura o provenienza.

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